
Il 2 giugno è la data possibile indicata dal ministro del Turismo Massimo Garavaglia, Lega, per inaugurare la nuova stagione estiva. «Non ho detto che si apre il 2 giugno. Ho detto soltanto che sia il presidente Biden, sia Macron hanno detto di organizzare le rispettive riaperture in coincidenza con le loro feste nazionali: il 4 ed il 14 luglio. La nostra Festa della Repubblica è il 2 giugno», precisa in un’intervista al Messaggero. Comunque, aggiunge, «lo scorso anno le spiagge vennero riaperte il 18 maggio. Quest’anno, in più, abbiamo il piano vaccinale». Perché «il turismo, come ogni attività economica, vive di aspettative. E di programmazione. Aprire la saracinesca di un bar è cosa diversa dal riaprire un albergo o un villaggio vacanze. Per questo occorre definire in tempi rapidi una data, in funzione dell’andamento della pandemia».
Il pressing per le riaperture sta causando tensioni sociali anche nelle piazze. E la Lega è in prima fila per chiedere di riaprire al più presto. «Mi sembra del tutto evidente che la violenza, per di più contro le forze dell’ordine, debba essere condannata», dice il ministro. «Un conto è la protesta di categorie esasperate. Un conto la violenza. E la protesta è comprensibile: un conto è avere lo stipendio che arriva, indipendentemente se in smart working o meno, a fine mese; un conto è non fare fatturato da oltre un anno. In piazza, in origine, c’era chi non fa fatturato da oltre un anno. Poi si sono aggiunte le frange violente».
Gli operatori dell’accoglienza chiedono intanto di intensificare gli aiuti verso il loro settore. «L’altro giorno ho sbloccato 85 milioni di aiuti a favore delle agenzie di viaggio e tour operator», risponde il ministro. «Fanno parte di uno stanziamento da 550 milioni per la filiera turistica che non erano stati attivati dal precedente governo. A questi si aggiungono i 1.700 milioni decisi con il Decreto Sostegno: 700 a sostegno delle attività legate alla montagna (dai maestri di sci alle baite), 900 milioni per i lavoratori stagionali, 100 per le fiere. E presto sono certo che il governo provvederà a un nuovo Decreto Sostegno. Poi, a proposito delle fiere e congressi, sono fiducioso che presto potremo anche definire la ripresa delle attività; magari facendo slittare verso settembre quelle che è possibile rinviare. E far svolgere con rigidi criteri di sicurezza le altre che non possono slittare. Come, credo, sia il Pitti Uomo a Firenze».
Per rilanciare il comparto, Garavaglia propone di estendere il superbonus al 110% agli alberghi. «Il miglioramento dei livelli di sostenibilità ambientale sono un benchmark europeo al quale l’Italia intende adeguarsi a ogni livello. Quindi, anche quello dell’ospitalità turistica. Ho avuto nei giorni scorsi contatti informali con la Commissione europea e hanno condiviso le linee italiane», dice.
Poi, «stiamo pensando a un’azione articolata in più punti che mi auguro porterà il turismo ad allargare la propria partecipazione alla creazione di ricchezza del Paese. Un intervento di breve, brevissimo, periodo riguarda il sostegno alle famiglie degli operatori, e ne abbiamo già parlato. Poi, entro oggi il governo presenterà un emendamento al Decreto Sostegno che introduce strumenti finanziari innovativi, dai mini bond ai basket bond, per favorire gli imprenditori nella loro pianificazione degli investimenti. Si tratta di uno schema messo a punto con il Mediocredito centrale e Cassa depositi e prestiti».
Intanto molte regioni si stanno muovendo in autonomia per provare a riportare gli stranieri nel nostro Paese. E si parla molto di pass sanitario. Ma in attesa che si muova la Ue, l’Italia potrebbe fare da sé? «Si tratta di una scelta che dev’essere assunta dal governo nella sua collegialità. Certo, i tempi d’introduzione del lasciapassare europeo sono oggettivamente lunghi. Vediamo se riusciamo ad anticipare parzialmente la sua introduzione con interventi che vanno nella medesima direzione», dice.
La Grecia, intanto, ha quasi completato l’immunizzazione delle sue isole per creare zone covid-free. L’Italia potrebbe fare lo stesso: «Il turismo è una componente importante per tutte le economie mediterranee. E se riuscirà a decollare per tempo potrà anche diventare uno sbocco occupazionale per tanti settori in crisi. La conformazione geografica della Grecia, poi, agevola la creazione di aree Covid free. Ma anche noi abbiamo isole bellissime sulle quali applicare interventi analoghi, come dimostra l’iniziativa avviata dal generale Figliuolo».
In alternativa c’è il metodo Solinas in Sardegna, ovvero fare il tampone a chiunque arrivi. «Quella della Sardegna con il protocollo Sardegna sicura è una bellissima realtà», dice Garavaglia. «Pensi se lo scorso anno fosse stato consentito come chiedeva il presidente della Regione di arrivare nell’isola con il tampone negativo… Senz’altro ci sarebbe stata una minore diffusione del virus al termine dell’estate».
Ma il ministro si dice ottimista anche sull’arrivo dei turisti stranieri. «Mi auguro che con le misure che stiamo adottando e quando verrà indicata la data per la riapertura, arriveranno anche i turisti stranieri. Per il momento, mi dicono che gli americani stanno prenotando per agosto. So che dalla Gran Bretagna c’è una grande attenzione sulle vaccinazioni nelle isole. Speriamo di tornare a sentire presto tutte le lingue del mondo».