Zero pollutionIl progetto della Commissione per abbattere l’inquinamento di aria, acqua e suolo

Bruxelles ha adottato un piano che prevede di proteggere la salute dei cittadini e degli ecosistemi naturali dal degrado e dalle contaminazioni ambientali, anche grazie all’uso della tecnologia

Pixabay

Un pianeta sano per tutti, entro il 2050. Risultato chiave del Green Deal europeo e tema principale della Settimana verde dell’Unione – il più grande evento annuale sulla politica ambientale che dall’1 al 4 giugno prossimi consentirà ai cittadini di confrontarsi sull’impronta dell’uomo sul pianeta – la Commissione europea ha adottato il piano d’azione “Verso inquinamento zero per aria, acqua e suolo”. Un progetto per abbattere il livello di inquinamento, grazie anche alle innovazioni tecnologiche, scongiurando così le ricadute più dannose sulla salute dell’uomo e sugli ecosistemi naturali.

«Per la salute dei nostri cittadini, dei nostri figli e dei nostri nipoti, l’Europa deve muoversi verso un’ambizione di zero inquinamento. La Commissione proporrà una strategia trasversale per proteggere la salute dei cittadini dal degrado ambientale e dall’inquinamento», ha sottolineato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Come ha spiegato il commissario per l’ambiente, gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevičius l’inquinamento ambientale influisce negativamente in particolare sui gruppi più vulnerabili e socialmente svantaggiati. «Le ragioni per l’Unione a guidare la lotta globale contro l’inquinamento sono oggi più forti che mai. Con il piano d’azione contro l’inquinamento zero, creeremo un ambiente di vita sano per gli europei, contribuiremo a una ripresa resiliente e stimoleremo la transizione verso un’economia pulita, circolare e climaticamente neutra».

Nonostante i progressi compiuti in Europa negli ultimi decenni, l’inquinamento ha ancora importanti ricadute. Nel Vecchio Continente, infatti, un decesso su otto è legato all’inquinamento ambientale.

Secondo un recente rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente su salute e ambiente, ogni anno oltre 400mila morti premature sono attribuite all’inquinamento atmosferico. Invece, 48mila casi di cardiopatia ischemica e 6,5 milioni di casi di disturbi del sonno sono riconducibili all’inquinamento acustico, accanto ad altre malattie imputabili ad entrambi. I costi dell’inquinamento atmosferico nell’Unione in termini di salute e attività economiche sono stimati tra 330 e 940 miliardi di euro all’anno, mentre tutte le misure per migliorare la qualità dell’aria adottate hanno avuto un costo complessivo stimato compreso tra i 70 e gli 80 miliardi all’anno.

Gli impatti più dannosi dell’inquinamento sulla salute umana sono tipicamente sopportati dai gruppi più vulnerabili, in particolare bambini, persone con condizioni mediche, persone anziane, persone con disabilità e coloro che vivono in condizioni socioeconomiche più povere, creando così ulteriori disuguaglianze.

Oltre alla salute dei cittadini, un ambiente privo di sostanze tossiche è fondamentale anche per proteggere e ripristinare la nostra biodiversità e gli ecosistemi. L’inquinamento è infatti uno dei cinque principali fattori di perdita di biodiversità. Sta minacciando la sopravvivenza di oltre 1 milione degli 8 milioni di specie animali e vegetali stimati del pianeta e la situazione dovrebbe peggiorare, a meno che non cambieremo rotta.

Per guidare l’Europa verso l’obiettivo, fissato al 2050, no pollution, il nuovo piano d’azione ha fissato mete chiave per il 2030 per abbattere l’inquinamento. Tra queste, il miglioramento della qualità dell’aria – allineando gli standard di qualità alle ultime raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità – per ridurre del 55% il numero di morti premature causate dall’inquinamento atmosferico; migliorare la qualità dell’acqua riducendo i rifiuti, i rifiuti di plastica in mare (del 50%) e le microplastiche rilasciate nell’ambiente (del 30%).

Ma anche migliorare la qualità del suolo, riducendo del 50% le perdite di nutrienti e l’uso di pesticidi chimici e abbattendo la produzione di rifiuti e del 50% i rifiuti urbani residui.

Inoltre, riguardo alla strategia per la sostenibilità in materia di sostanze chimiche adottata lo scorso anno, il piano d’azione traduce in azione l’ambizione dell’Unione a inquinamento zero per un ambiente privo di sostanze tossiche. «Il Green Deal – ha spiegato il vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo Frans Timmermans – mira a costruire un pianeta sano per tutti. Per fornire un ambiente privo di sostanze tossiche per le persone e il pianeta, dobbiamo agire ora. Questo piano guiderà il nostro lavoro per arrivarci. Le nuove tecnologie verdi già presenti possono aiutare a ridurre l’inquinamento e offrire nuove opportunità di business. Allo stesso modo, gli sforzi dell’Europa per ricostruire un’economia più pulita, più giusta e più sostenibile devono contribuire al raggiungimento dell’ambizione di inquinamento zero».

Nella stragrande maggioranza dei casi, la riduzione dell’inquinamento e la riduzione delle emissioni di gas serra vanno di pari passo. Isolare gli edifici, installare sistemi di riscaldamento più efficienti e più puliti e favorire il passaggio a trasporti pubblici puliti e in generale alla mobilità sostenibile sono tutte soluzioni che contribuiscono anche a contrastare il cambiamento climatico. Come ha specificato la Commissione in una nota, valido alleato nel raggiungimento di questi obiettivi sarà il digitale.

«Esistono già molte soluzioni che utilizzano big data o sensori intelligenti e aiutano a ridurre l’inquinamento dell’aria, dell’acqua o del suolo – si legge nella nota – Casi di studio su mobilità intelligente o agricoltura di precisione mostrano soluzioni digitali per un inquinamento zero. La Commissione ha preparato un documento che introduce queste possibilità, incoraggiando la diffusione sostenibile di soluzioni digitali e avviando uno scambio di buone pratiche con il settore privato, la società civile e le amministrazioni. Ciò può portare ispirazione, innovazione, investimento e interazione a tutti gli attori che desiderano contribuire agli obiettivi del Green Deal europeo. Più specificamente, in relazione all’ambizione di inquinamento zero».

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