Spendaccioni benvenutiLa Grecia sta risollevando la sua economia grazie ai turisti americani

L’American Airlines ha inaugurato nuove rotte aeree che collegano Atene con New York, Chicago e Philadelphia, favorendo un’impennata inaspettata di visitatori. Il fenomeno sta aiutando in maniera insperata i lavoratori e le imprese del settore (il più importante del Paese)

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Dal 14 maggio, la Grecia ha riaperto le proprie frontiere per i turisti internazionali, complice il fatto che, tra i Paesi europei, è stato uno dei meno colpiti dal Covid.

L’incremento delle richieste da parte dei visitatori stranieri è aumentato vertiginosamente, soprattutto da parte dei cittadini americani, da sempre di fondamentale importanza per l’economia del turismo europeo, oggi tra le popolazioni dove la vaccinazione è più avanzata.

Per soddisfare la domanda, sono stati inaugurati più voli giornalieri diretti per la Grecia dagli Stati Uniti. Le principali rotte sono quelle che collegano Atene con New York, Chicago e Philadelphia. È il volo con New York che in questo senso rappresenta l’autentica novità, perché le altre due metropoli sono tradizionalmente servite da voli stagionali grazie alla grande presenza di comunità greco-americane.

Come riporta Helena Smith sul Guardian «con oltre il 20% della spesa nazionale, il turismo rappresenta un posto di lavoro su cinque in Grecia. Per questo Atene ha trascorso gran parte degli ultimi sei mesi a pianificare una campagna che promuovesse il turismo nel Paese, cercando di immunizzare le isole minori mai toccate dal Covid».

Il ministro del turismo greco, Haris Theoharis, descrive la ripresa americana come più efficace rispetto quella europea, definendo gli arrivi dagli Stati Uniti come una ricompensa per il rilancio del turismo basato tanto sulla gestione ben riuscita del Covid-19 da parte della nazione quanto sulla pianificazione strategica.

«Abbiamo definito la Grecia come una destinazione sicura e abbiamo detto che avremmo aperto il 14 maggio» – ha detto al Guardian – «Non abbiamo cambiato le date. Il messaggio era chiaro».

I dati pre-pandemia sul turismo, che hanno registrato il record di 33,1 milioni di visitatori in Grecia, indicano che più di tre milioni di essi erano britannici, i quali, dopo quelli tedeschi, rappresentano la principale fonte di guadagno per il Paese. Ma è “il fattore americano” da cui dipendono anche gli hotel greci più piccoli quest’anno.

Nell’articolo del Guardian sono state intervistate diverse persone, tra cui Theo Iliadis, proprietario del The Loom, negozio di tappeti non molto lontano dall’Acropoli, felice per l’aumento del turismo in città: «Gli americani sono in città – dice sorridendo – gli affari vanno bene, The Loom va bene e io ho da bere con ghiaccio».

Iliadis ha tutte le ragioni per sentirsi soddisfatto: «I turisti statunitensi non si preoccupano di spendere fino a 15.000 euro» in vecchi tappeti tribali nel suo negozio. «Apprezzano il lavoro fatto a mano e sono grandi spendaccioni».

Sulle colline fuori Napflion, i proprietari di Perivoli, un rifugio di campagna incastonato tra ulivi e arbusti selvatici, affermano di aver ricevuto numerose prenotazioni da turisti americani come mai prima d’ora: «Gli americani sono il paradiso per noi – afferma Alekos Kastrinos, uno dei comproprietari, elencando attributi che includono cordialità, apertura e propensione a dare mance generose. «Sono i benvenuti nel nostro paese. Lasceranno i loro soldi e questo ci sarà molto utile dopo questa disastrosa pandemia e la crisi economica. Sono una manna dal cielo».