Nuovi serviziLa direttiva Ue sui pagamenti e le opportunità per il settore fintech italiano

L’introduzione della normativa può essere un carattere aggiuntivo per le banche, che possono sfruttare il set informativo a disposizione pere arricchire il proprio bagaglio di informazioni relative ai profili dei clienti. Come la Prestatech, che ha creato un’innovativa piattaforma in grado di fornire soluzioni end2end di istant lending

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La spinta all’utilizzo dei pagamenti elettronici prodotta dalla pandemia ha accentuato la richiesta di servizi finanziari, accelerando il processo di innovazione del mercato dei pagamenti nel quale si confrontano banche tradizionali e nuovi player di mercato, fintech e techfin. Il tutto anche grazie al nuovo quadro regolatorio definito dalla normativa europea PSD2.

La direttiva Ue sui pagamenti PSD2 ha aperto alla condivisione di dati tra i vari attori dell’ecosistema bancario, attraverso l’autorizzazione rilasciata direttamente dai clienti corporate e retail delle banche, rendendolo un ambito di condivisione dei dati come Open Banking.

Per la prima volta nella storia questa direttiva Ue, certamente rivoluzionaria, obbliga le banche europee a condividere, successivamente alla accettazione del titolare dei dati, le informazioni non solo alle altre banche ma anche ad altre aziende, incluse le fintech.

Questa spinta all’apertura ha dei chiari vantaggi non solo per nuovi operatori di mercato ma anche per le controparti (sia retail che aziende), favorite da una spinta competitiva. In questo contesto nuovo, le banche tradizionali, oltre a rispondere a una competizione più serrata, devono essere in grado di gestire al meglio la relazione con i clienti esistenti e riuscire ad attrarne di nuovi.

L’introduzione della direttiva può essere inoltre una potente opportunità per le stesse banche, che possono sfruttare il set informativo a disposizione e arricchire il proprio bagaglio di informazioni relative ai profili dei clienti, utilizzandole per rendere efficienti i propri processi interni al fine di accelerare i tempi di risposta alle esigenze dei clienti stessi (richieste affidamenti e servizi del credito).

L’attuale contesto socio-sanitario ha agito quindi da acceleratore nella digitalizzazione dei processi: come i casi di successi di Illimity e Credimi, che stanno proponendo un nuovo paradigma per il mondo del credito. Oppure il caso Prestatech, che ha creato un’innovativa piattaforma Open API al servizio del credito digitale, in grado di fornire soluzioni end2end di istant lending e servizi modulari facilmente integrabili in logica plug and play.

I quattro giovani fondatori, si legge in un comunicato, sono convinti che Prestatch potrà giocare un ruolo fondamentale nel sistema, come acceleratore della trasformazione digitale e motore di spinta all’efficientamento dei processi del credito per le banche tradizionali. In poche parole: «potrà favorire un processo virtuoso che consentirà un passaggio dall’analisi statica all’analisi dinamica dei clienti delle banche, rispondendo così alle esigenze degli stessi, in tempi rapidi e con qualità»

Volendo fare inoltre un bilancio del settore fintech, in un momento così difficile per il paese, colpito dalla pandemia covid 19 che ha bloccato di fatto le attività economiche di famiglie e imprese e portato ad una forte riduzione del Pil, il sistema bancario ha giocato e dovrà giocare un ruolo fondamentale nella ripresa attraverso il supporto finanziario ai propri clienti.

Anche per questo motivo, la missione di NextGenerationItalia, si legge in una nota della società Prestatch, e i fondi messi a disposizione dal Recovery plan riguarderanno in buona parte la trasformazione digitale e faciliteranno un’ulteriore spinta verso modelli di business più virtuosi e che consentiranno l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia.

«La necessità da parte delle banche di rispondere alle esigenze dei propri clienti in tempi rapidi ma allo stesso tempo la necessità di avere piena contezza e consapevolezza del rischio di controparte, porterà proprio all’utilizzo di strumenti in grado di accelerare la valutazione degli stessi e arricchire le informazioni a supporto» si legge ancora. L’open banking e l’utilizzo di piattaforme Open API farà quindi la differenza, insieme alla capacità di saper sistematizzare questi dati attraverso Intelligenza artificiale e Big Data. «In sostanza, se si riuscirà a mettere insieme tecnologia ed esperienza, si potrà rispondere velocemente ed in modo efficiente ai bisogni delle imprese e delle famiglie, differenziandosi sia nei veloci tempi di risposta che nella qualità del servizio fornito».

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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