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Scuola e aziendeL’esempio vincente di “TecnicaMente”: così si creano le competenze del futuro

Quest’anno al progetto di Adecco hanno partecipato 45 scuole, 800 studenti e 200 aziende, da Nord a Sud. Per molti ragazzi si apriranno le porte delle imprese appena conseguito il diploma. E il canale privilegiato per l’accesso è il contratto di apprendistato. L’esempio virtuoso del distretto del design brianzolo

(Unsplash)

Mettere in contatto il mondo della scuola e quello delle aziende per superare lo skill mismatch e formare i profili professionali più richiesti dal mercato del lavoro, quelli che spesso le imprese faticano a trovare. Anche quest’anno il progetto “TecnicaMente” di Adecco, nonostante gli ostacoli dovuti alla pandemia da Covid-19, è riuscito nel suo obiettivo di connettere giovani e mondo del lavoro. Domanda e offerta di lavoro.

Giunto all’ottava edizione, nel 2021 hanno partecipato ben 45 istituti tecnici e professionali, con oltre 800 studenti dell’ultimo anno che si sono sfidati nella realizzazione dei progetti commissionati dalle 200 aziende coinvolte dal Nord al Sud dell’Italia.

«L’obiettivo è quello di fare incontrare gli studenti con le realtà imprenditoriali, facendoli lavorare sui progetti richiesti dalle aziende», spiega Lidia Molinari, People Advisor Director di Adecco. «In questo modo uniamo la nostra conoscenza delle aziende sul territorio, e delle competenze richieste nel breve e medio-lungo periodo, con il mondo della scuola. Gli studenti hanno così la possibilità di aprire la loro visione sul mondo del lavoro».

E il percorso di “TecnicaMente” non si esaurisce con la premiazione del miglior progetto. Anzi. Anche quest’anno, per molti dei ragazzi che hanno partecipato al contest subito dopo il diploma si apriranno le porte delle aziende tramite il contratto di apprendistato in staff leasing. Una modalità contrattuale, spiega Molinari, che «gioca un ruolo importante perché dà ai giovani l’opportunità di imparare un mestiere e alle aziende la possibilità di avere persone su cui investire nel lungo periodo, con un programma formativo costruito ad hoc, fatto di momenti teorici e momenti pratici, che possa portare ad avere poi lavoratori formati per determinate mansioni».

Una delle sfide principali è proprio quella di far conoscere a studenti e aziende i benefici del contratto di apprendistato, ancora poco usato in Italia, su cui ora punta anche il Recovery Plan. «Questo contratto ha vantaggi economici per l’azienda e, nello stesso tempo, prevede un programma formativo per i ragazzi», ribadisce Lidia Molinari. Certo, «è un investimento che richiede tempo, ma pian piano le aziende cominciano ad avere consapevolezza del valore di questa formula e i numeri stanno crescendo in diversi territori, anche a fronte dell’urgenza legata alla mancanza di professionalità e competenze specifiche».

E un esempio della buona riuscita del progetto “TecnicaMente” è il dialogo creato grazie ad Adecco tra il Gruppo Molteni, leader nel settore dell’arredamento, e l’Istituto professionale “Meroni” di Lissone (Monza Brianza), nel pieno del distretto del design brianzolo.

«Non è sempre facile trovare le competenze di cui necessitiamo», spiega Gabriele Floreani, a capo delle risorse umane di Molteni. «La collaborazione con Adecco e l’Istituto Meroni, che ha delle classi dedicate all’industria del legno e del mobile, ci permette di investire nel capitale umano e di farlo crescere in azienda».

Un investimento fatto di contatto continuo tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro. Un esempio? «La scuola, dopo un confronto con Molteni, ha acquisito e formato gli studenti su un programma specifico di progettazione», spiega il vicepreside dell’Istituto “Meroni” Lucio Casciaro. «In questo modo, gli studenti sono già preparati per quello che andranno a fare».

Le aziende richiedono nuove competenze e nuove professionalità legate all’innovazione tecnologica che ha rivoluzionato anche la produzione dell’arredo. «Nel distretto è in corso un ricambio generazionale, con l’ingresso di nuove professionalità più giovani in grado di gestire software innovativi e macchine 4.0 che lavorano i dati e che sono controllabili da remoto», spiega Floreani.

Il dialogo tra formazione e imprese è reciproco: le scuole si confrontano con le aziende sui programmi di progettazione e disegno da insegnare, e le aziende segnalano quali sono le competenze su cui lavorare di più, dalla produzione alla conoscenza della lingua inglese (sempre più richiesta per la manutenzione di macchine 4.0 prodotte all’estero).

«Il livello di placement che hanno questi ragazzi è pazzesco», dice Floreani. «E il driver di accesso per eccellenza è l’apprendistato. Prima lo usavamo poco, ma ora abbiamo imparato a conoscerlo e abbiamo sposato anche noi questa modalità di inserimento in azienda, che risulta vincente».

Lo conferma anche il vicepreside dell’istituto “Meroni” Casciaro. «Partecipiamo al progetto “TecnicaMente” dal 2015», racconta. «Dopo il primo anno, abbiamo capito subito che funzionava: era questo il tassello mancante alla nostra formazione, quello che oggi ci permette di essere costantemente in contatto con il mondo del lavoro. Altrimenti gli studenti rischiavano di acquisire competenze che restavano astratte».

Oggi, il 100% dei diplomati dell’Istituto “Meroni” trova lavoro entro sei mesi dal diploma. E «il fatto di essere accompagnati da Adecco fa sentire gli alunni protetti nel loro percorso, perché sono seguiti anche dopo nell’eventuale inserimento lavorativo», spiega il professore. «La carta vincente del progetto è che dura tutto l’anno», aggiunge. «A inizio anno viene assegnato il tema su cui lavorare, poi a dicembre c’è una prima scrematura dei progetti prodotti. Successivamente i ragazzi iniziano l’alternanza scuola-lavoro e producono i prototipi, che vengono presentati nell’evento finale in cui si sceglie quello vincente. E i manufatti realizzati vengono valorizzati, portandoli al Salone del mobile. È una macchina complessa che funziona».