Inside MinskIn Bielorussia è stato costruito un campo di prigionia per i dissidenti politici

Secondo la Cnn, un’area vicino alla capitale bielorussa Minsknella sarebbe stata attrezzata per rinchiudere gli oppositori di Lukashenko. Nel frattempo aumentano anche le preoccupazioni per un’altra ondata di repressioni e arresti

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La Bielorussia avrebbe costruito un campo di prigionia per i dissidenti politici. Lo scrive la Cnn, che ricostruisce l’area nella quale sarebbero stati rinchiusi gli oppositori di Lukashenko. «Tre strati di recinzione elettrificata. Telecamere di sicurezza. Una guardia militare e un cartello con scritto “Ingresso vietato”. Finestre con inferriate e vetri riflettenti».

Secondo i video della Cnn e le dichiarazioni di testimoni, il possibile campo di prigionia per dissidenti politici, recentemente costruito e a circa un’ora di macchina dalla capitale bielorussa Minsk, si trova vicino all’insediamento di Novokolosovo, sul sito di un impianto di stoccaggio di missili di epoca sovietica, che si estende su oltre 200 acri.

Nel frattempo aumentano anche le preoccupazioni per un’altra ondata di repressioni e arresti in risposta alle manifestazioni in occasione dell’anniversario del 9 agosto per le contestate elezioni presidenziali che hanno scatenato il movimento di protesta dello scorso anno. Ulteriori disordini potrebbero montare per il referendum costituzionale previsto per la fine dell’anno o all’inizio del 2022.

Franak Viacorka, un consigliere del leader dell’opposizione bielorussa Sviatlana Tsikhanouskaya, ha visto il filmato e ha detto alla Cnn: «Non sorprende che il presidente Alexander Lukashenko stia cercando di costruire qualcosa come un campo di prigionia, perché arriverà una nuova ondata di proteste».

I dissidenti bielorussi nell’agosto 2020 hanno affermato che la polizia li ha trattenuti per diversi giorni in un campo di prigionia, temporaneamente ricavato da una struttura abbandonata.

A ottobre, un gruppo di attivisti di ex agenti di sicurezza, ByPol, ha pubblicato una registrazione che presumibilmente sarebbe stata fatta del vice ministro degli Interni, Mikalay Karpyankou, in cui affermava che i campi di prigionia di «reinsediamento dovevano essere costruiti per riformare i manifestanti». Nella registrazione, Karpyankou ha proposto di costruire un campo da un penitenziario esistente nella città di Ivatsevichy. Il governo bielorusso ha condannato le registrazioni al momento del loro rilascio come “false” notizie.

Non ci sono segni che il campo abbia ancora ospitato prigionieri, ma un funzionario dell’intelligence occidentale ha svelato che l’uso della struttura come campo di prigionia è molto probabile. La gente del posto nella città di Novokolosovo si riferisce alla struttura come «il campo».

Domenica l’atleta olimpica Kristina Timanovskaya ha dichiarato di essere stata minacciata all’aeroporto di Tokyo dopo aver criticato i funzionari olimpici bielorussi su Instagram, e di aver dovuto chiedere l’aiuto della polizia giapponese per evitare che venisse messa su un volo diretto a Minsk. È atterrata mercoledì a Varsavia, in Polonia, dove le è stato offerto rifugio e un visto umanitario.

Mentre in settimana l’attivista Vitaly Shishov è stato trovato morto in un parco fuori dalla capitale ucraina di Kiev, impiccato e con abrasioni sul corpo. La polizia sta indagando sulle possibilità di suicidio o omicidio.

A maggio, invece, il regime del paese ha sfacciatamente dirottato un aereo passeggeri a Minsk e ha arrestato il giornalista dissidente Roman Protasevich, in un incidente descritto da alcuni leader occidentali come “dirottamento autorizzato dallo stato”.