ClimateersStoria di Laura Conti, la prima ecologista italiana

Nata un secolo fa, è stata la prima a parlare di temi green nel nostro Paese. Dopo aver militato nella Resistenza ed essere sopravvissuta a un campo di prigionia nazi-fascista, ha partecipato alla costruzione delle idee verdi del secondo dopoguerra. A questa figura avanguardistica il giornalista Nicolas Lozito ha dedicato la quinta puntata del suo podcast

Pixabay

«Laura Conti è una delle più importanti figure dell’ambientalismo in Italia e in Europa», spiega a Greenkiesta il giornalista Nicolas Lozito, che ha scelto di dedicare la quinta puntata del suo podcast Climateers proprio a questa donna: «Una partigiana, una dottoressa, una donna di sinistra: si è battuta per tutta la vita perché tutti vivessero in condizioni migliori, e inseguendo questi principi ha capito che l’umanità può prosperare se anche l’ambiente prospera».

Perché l’ambiente è la nostra casa, è il luogo di lavoro, sono i terreni che ci circondano: niente di tutto ciò può essere insalubre, continua Lozito.

Laura Conti è tra le fondatrici di Legambiente, ed è stata tra le prime a battersi contro il nucleare in Italia, prima ancora di Chernobyl.

Soprattutto, Laura Conti è quella che ha fatto conoscere al mondo l’incidente di Seveso, uno dei più grandi disastri ambientali della nostra storia. Il 10 luglio 1976 alla fabbrica chimica dell’ICMESA di Seveso, in Brianza, ci fu un’esplosione di un reattore, che provocò la fuoriuscita di diossina, un gas altamente tossico. Per giorni la popolazione non fu avvisata della pericolosità, ma nelle settimane successive tutta la città fu evacuata.

«Laura Conti fu tra le voci più forti in quel periodo e si alzò sia per denunciare l’accaduto sia perché venissero create delle leggi per evitare incidenti simili in futuro. Anche grazie a lei, l’Unione europea ha adottato la Direttiva Seveso per il controllo dei materiali tossici e pericolosi nelle fabbriche», sottolinea Lozito, spiegando: «Oggi Laura Conti è pressoché dimenticata, forse perché è una presenza troppo scomoda per gli ambientalisti di oggi: non è mai voluta a scendere a patti, non amava l’ecologismo di facciata, il concetto di sostenibilità usato come etichetta. Però dovrebbe essere un personaggio che tutti i giovani ambientalisti dovrebbero studiare, leggere e riscoprire».

C’era una cosa che Laura Conti ripeteva spesso, conclude il giornalista: «Ciò che é anti-ecologico è anti-economico. Un messaggio ancora oggi attualissimo».

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