Tutelare la ripresaEcco perché serve il Green pass obbligatorio nei luoghi di lavoro, spiega Pasquale Tridico

Il presidente dell’Inps fa il punto sulla crescita esponenziale dei nuovi rapporti di lavoro e poi commenta il nodo della certificazione verde: «Come professore universitario mi farebbe piacere che il mio rettore mi dicesse: senza non puoi entrare in aula perché rischi di contagiare gli studenti»

Roberto Monaldo / LaPresse

«C’è un boom di nuovi rapporti di lavoro rispetto all’anno scorso, il livello più basso di ricorso alla cassa integrazione da quando è scoppiata la pandemia e non ci sono i temuti e terribili licenziamenti di massa», dice il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico.

In un’intervista a Repubblica spiega la sua proposta per il pensionamento flessibile da 63 anni in relazione alle mansioni che si svolgono, boccia la proposta dei sindacati di sostituire “Quota 100” con “Quota 41” («costerebbe nove miliardi di euro»), sostiene la riforma del ministro Orlando degli ammortizzatori sociali e seppure dice sì al Green pass obbligatorio per accedere nei luoghi di lavoro.

In merito alla ripresa anche dell’occupazione, spiega: «I nostri sono dati amministrativi reali, non “survey”, analisi di dati. E ci dicono che i flussi contributivi, cioè i contributi che imprese e lavoratori versano all’Istituto, sono aumentati dell’8 per cento nel semestre gennaio/giugno 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020. È un trend che ci permette di dire che a fine anno le entrate contributive, al netto di nuove chiusure che ovviamente nessuno si auspica, ritorneranno ai livelli pre Covid».

Ma dietro la crescita dei contributi quanti nuovi posti di lavoro ci sono? «In termini di nuovi rapporti di lavoro, parliamo di oltre 400 mila nuovi occupati nel primo semestre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020. C’era molta preoccupazione per lo sblocco dei licenziamenti nell’industria ma non c’è stata assolutamente alcuna corsa a licenziare. C’è, piuttosto, un rimbalzo di nuovi rapporti di lavoro con una forte accelerazione», spiega Tridico.

Mentre sulla riforma Orlando spiega il suo punto di vista. «Il perno della riforma è il cosiddetto “universalismo differenziato” e l’obiettivo di quest’anno era quello di cominciare ad applicarlo. Così è stato. A causa del Covid è stata sostanzialmente anticipata la riforma. Oggi la cassa integrazione è prevista per tutte le aziende, anche per quelle che hanno un solo dipendente. E questo è il principio della riforma Orlando. Un istituto universale con una differenziazione sulle aliquote contributive: più alte per chi vi farà maggiore ricorso».

Un’altra riforma invece è quella del reddito di cittadinanza. Tridico è stato uno degli estensori della legge sul reddito di cittadinanza. Ora, da presidente dell’Inps, ne ha riconosciuto il limite. «Con una battuta direi che chi oggi parla di migliorare il reddito di cittadinanza sbaglia il soggetto: non è il reddito da migliorare bensì le politiche attive per il lavoro e la formazione. È necessario che i Comuni mettano in campo i progetti di utilità collettiva e poi vanno resi efficienti i centri per l’impiego».

Capitolo pensioni: quale intervento servono per sostituire “Quota 100”? «La strada da seguire, secondo me, è quella di approfondire gli strumenti che già oggi permettono di lasciare il lavoro a 63 anni come l’Ape sociale. La fine di “Quota 100” non è la fine del mondo. Credo che si debba consentire di anticipare il ritiro dal lavoro, prima dei 67 anni, a coloro che svolgono mansioni gravose, ad esempio chi fa i turni i notte, come già avviene, allargando il numero di mansioni gravose, e così via», spiega il numero uno dell’Inps.

Che poi incalza sul Green pass obbligatorio per entrare nel posto di lavoro. «Favorevole, non c’è dubbio. È una mia personalissima opinione, ma come professore universitario mi farebbe piacere che il mio rettore mi dicesse: senza il Green pass non puoi entrare in aula perché rischi di contagiare gli studenti».

Favorevole anche al Green pass per l’accesso alle mense aziendali? «Non ho dubbi, anche se è sempre una mia personalissima idea», conclude Tridico.

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