Divide, impera e palla a centroIl Qatar si sta mangiando il calcio mondiale e fa litigare Uefa e Fifa

Durante l’ultima assemblea della European Club Association, il nuovo presidente qatariota Al-Khelaifi si è schierato con Ceferin contro la Superlega (tutt’altro che morta). Ceferin, invece, ha respinto la proposta di Infantino sulla riforma dei Mondiali, proposta che però piace molto proprio al proprietario del Psg

AP/Lapresse

La European Club Association (Eca) e la Uefa sono sempre più simili, sempre più vicine, sempre più appiattite l’una sull’altra; Uefa e Fifa, invece, potrebbero entrare in contrasto, per palese conflitto d’interessi. Sono le due conclusioni più immediate emerse dalla ventinovesima assemblea generale dell’Eca, la prima da quando è stato presentato il progetto della Superlega ad aprile.

Ceferin e Al-Khelaifi in buoni rapporti
Lunedì si sono riuniti i presidenti o i responsabili delle società di calcio, anche quelli dei club fondatori della Superlega – ad eccezione di Juventus, Real Madrid e Barcellona, ovviamente. Un vertice che ha decretato l’inizio di una nuova fase per l’associazione dei club europei: l’Eca dovrebbe difendere gli interessi dei club negli accordi con la Uefa, ma dalle parole del suo nuovo presidente, il qatariota Nasser Al-Khelaifi, presidente del Paris Saint-Germain per conto dello Stato del Golfo, sembra ormai perfettamente in linea con Aleksander Ceferin. «Con la Superlega hanno cercato di dividerci, di renderci più deboli, ma hanno fallito perché hanno ottenuto l’esatto opposto», ha detto Al-Khelaifi.

Ceferin, invece, ha annunciato di voler riformare il Fair Play Finanziario: «Bisogna superare il Fair Play Finanziario lavorando per mettere in campo un vero e proprio sistema diretto di controllo dei costi: dobbiamo preservare l’equilibrio competitivo. Vogliamo arrivare a un solido regime finanziario che incoraggi investimenti e crescita».

Un discorso che sembrerebbe puntare il dito contro l’ultima finestra di calciomercato, il cui vero protagonista è stato proprio il Paris Saint-Germain, che ha portato a Parigi Gianluigi Donnarumma, Achraf Hakimi, Georgino Wijnaldum e Sergio Ramos e anche Lionel Messi (oltre ad aver rifiutato un’offerta da circa 200 milioni di euro dal Real Madrid per Mbappè).

Quando si opponevano alla Superlega, Ceferin e lo stesso Al-Khelaifi, dicevano di voler evitare di concentrare le ricchezze del calcio nelle mani di pochi: in questo senso, la campagna acquisti parigina non sembra un grande spot per il “calcio del popolo”, qualunque cosa sia.

Il legame tra Uefa e Qatar non è solo politico o di facciata: hanno interessi economici convergenti. Basterebbe guardare, per esempio, ai miliardi di dollari investiti dall’emittente qatariota beIN Media Group per acquistare i diritti televisivi di Champions ed Europa League. Cifre che giustificano un comune odio per la Superlega e qualsiasi progetto esterno alle competizioni Uefa.

Uefa contro Fifa
Durante il suo discorso all’Eca, Ceferin ha parlato anche della proposta della Fifa di ridisegnare i calendari delle competizioni per nazionali: sintetizzando al massimo, l’idea di Gianni Infantino, numero uno della Fifa, è quella di rendere i Mondiali una competizione biennale (ma non prima del 2028).

Il leader della Uefa si è opposto con forza. Non perché andrebbe a ingolfare ulteriormente dei calendari sportivi già saturi, quindi per preservare l’integrità dei calciatori. Ma perché ridurrebbe lo spazio dedicato ai club, e perché giocare più spesso i Mondiali toglierebbe spazio, visibilità, quindi introiti, anche agli Europei della Uefa.

È qui che l’alleanza tra  Ceferin con Al-Khelaifi diventa meno solida: è il paradosso dei nuovi patti al vertice della piramide calcistica.

Al-Khelaifi a Parigi ha costruito una squadra di campioni perché fosse (anche) il miglior biglietto da visita da presentare ai Mondiali del 2022 – si giocheranno proprio in casa sua, in Qatar. Mondiali che hanno rafforzato il legame tra il Paese del Golfo e la stessa Fifa, con quest’ultima che ha chiuso più di un occhio sui tanti problemi legati all’organizzazione (Linkiesta ne aveva scritto qualche settimana fa).

In più, un aumento della frequenza dei Mondiali farebbe il gioco del Qatar e di tutto il mondo arabo: l’area con maggior interesse – e maggior liquidità da investire – per ospitare altre edizioni in futuro.

Ne gioverebbero anche alle relazioni diplomatiche di Doha con gli altri Paesi del Golfo, a partire dall’Arabia Saudita che sta investendo molto nel calcio (già ospita la supercoppa italiana e quella spagnola, ad esempio).

A gennaio, infatti, il Qatar aveva firmato un accordo con gli altri Stati della regione: il vertice di Al-Ula (Arabia Saudita) ha ospitato le sei nazioni che costituiscono il Gulf Cooperation Council (Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman e Kuwait), le quali hanno firmato un documento che ha sancito la fine dell’embargo imposto a Doha nel giugno del 2017.

Ad oggi non possiamo saperlo, ma non è escluso che dopo il 2022 i rapporti tra Al-Khelaifi e la Uefa possano deteriorarsi, con il presidente qatariota interessato ad avere la Fifa come interlocutore principale. La stessa Fifa che, a sua volta, potrebbe non essere così contraria alla creazione di una Superlega, come Linkiesta aveva già raccontato a maggio.

Le indiscrezioni dello Spiegel sulla Superlega
Per chiudere il cerchio, pochi giorni fa il quotidiano tedesco Der Spiegel ha rivelato che Real Madrid, Barcellona e Juventus starebbero pensando di proseguire con il loro progetto: l’idea è quella di ridisegnare la competizione per renderla leggermente più aperta rispetto alla prima versione, magari con una prima e una seconda divisione collegate da un normale sistema di promozioni e retrocessioni.

Al torneo principale si accederebbe attraverso i campionati nazionali, usando però i meriti sportivi delle ultime cinque stagioni come criterio, in modo da garantire ai top club la partecipazione anche in caso di una singola stagione negativa.

Un progetto che sembra rispecchiarsi nelle recenti dichiarazioni del presidente del Barcellona Joan Laporta. Intervistato durante il programma “Onze” dell’emittente Esport3, il numero uno del club catalano ha detto: «La Uefa non può fare nulla per impedire che il progetto continui. Hanno chiuso le pratiche avviate e le sanzioni ai club inglesi sono rimaste senza effetto. Sarà una competizione molto allettante, la più allettante al mondo, in cui i club ne trarranno grande vantaggio. Certo, dobbiamo migliorare la meritocrazia».

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