
Il gruppo Intesa Sanpaolo ha presentato il monitor dei distretti industriali relativi al primo semestre del 2021. I distretti industriali sono una realtà dove innovazione, ricerca della qualità e vocazione internazionale sono la punta di diamante della piccola e media impresa italiana. «Sono una delle componenti più dinamiche e quindi possiamo dire che spingono la crescita», ha affermato Gregorio De Felice, capo economista e responsabile della direzione studi e ricerche del gruppo Intesa Sanpaolo.
Il gruppo bancario, attraverso gli interventi di De Felice e Fabrizio Guelpa, responsabile di industry e banking del gruppo, ha specificato che, durante i primi 6 mesi del 2021, il monitor dei distretti ha registrato un balzo del 27,6% a prezzi correnti rispetto agli stessi mesi del 2020, in gran parte penalizzati dal primo lockdown.
Rispetto al 2019, d’altra parte, emerge un progresso dello 0,7% (corrispondente a 474 milioni di euro), con nuovi livelli record a quota 64,6 miliardi di euro.
Il recupero è diffuso a tutti i territori: su 158 distretti monitorati, 101 nel secondo trimestre superano i livelli del 2019. I settori più dinamici sono quello degli elettrodomestici (+29% la variazione rispetto al primo semestre del 2019), la metallurgia (+22,2%, aumento dovuto anche all’aumento dei prezzi di produzione) e l’agro-alimentare (+14,9%).
In questo quadro, spicca l’accelerazione delle esportazioni distrettuali del Nordest (in aumento del 4,2% rispetto al primo semestre 2019), in particolare del Friuli-Venezia Giulia per dinamica (+15,6%) e l’Emilia-Romagna e il Veneto per aumento dei valori esportati (rispettivamente con una crescita di 443,7 milioni di euro e 324,9 milioni).
Anche la filiera delle costruzioni e il sistema casa registra un indice positivo, con in testa i distretti specializzati in mobili (+8,2%) e i materiali da costruzione (+6,7%). Analogamente, il rialzo del settore moda rispetto al 2020 riguarda specialmente i beni di consumo, in progresso del +38,4%, ma resta ancora in ritardo rispetto al 2019 nel comparto degli intermedi (-29,3%).
Per quanto riguarda l’estero, in Germania positivo soprattutto l’agro-alimentare e gli elettrodomestici, mentre in Cina hanno la meglio i beni di consumo della moda, meccanica e ancora agro-alimentare. Per gli Stati Uniti a registrare le crescite più alte è sempre l’agro-alimentare assieme ai mobili.
Cosa aspettarsi per il futuro? Le previsioni vedono l’export distrettuale, secondo Intesa, manterranno un buon ritmo di crescita sui mercati esteri, grazie alla presenza di condizioni favorevoli di domanda internazionale. È più che probabile che il 2021 si chiuda con nuovi livelli record.
Solo il sistema moda necessiterà di più tempo per tornare ai livelli pre-pandemici. In questo senso, i rincari delle commodity e i blocchi delle forniture potrebbero frenare lo slancio della domanda mondiale.
Nel medio termine «la possibile e connessa revisione delle catene globali del valore a favore della riallocazione su base continentale delle filiere, potrebbe giocare a favore anche dei produttori italiani distrettuali», conclude l’analisi