Il malato d’EuropaLa Germania è arrivata impreparata alla quarta ondata

L’aumento dei contagi è un problema generale in tutta Europa, ma Berlino sembra incapace di affrontare le nuove difficoltà con l’urgenza necessaria

AP / Lapresse

La quarta ondata è ormai arrivata in tutta Europa e i contagi sono una preoccupazione per tutti i governi. Con un po’ di sorpresa, la Germania sembra tra i Paesi più impreparati. Anche dalle parole usate dal probabile futuro cancelliere dell’Spd Olaf Scholz ieri al Bundestag si percepisce uno sguardo in prospettiva futura che stona con l’urgenza della situazione: «La Germania deve essere attrezzata e messa al sicuro per l’inverno».

Tempi non rapidi dunque, come se l’emergenza fosse lontana. Ma in Germania da tempo gli esperti lanciano segnali d’allarme: lo scorso 9 settembre – ormai oltre 2 mesi fa – Lothar Wieler, presidente dell’istituto Robert Koch, dice va che «se non aumenta drasticamente la quota dei vaccinati in autunno la quarta ondata può avere un andamento fulminante».

L’edizione di oggi della Stampa spiega che «la gestione della pandemia non è stata una priorità della politica tedesca: prima le elezioni del 26 settembre, poi il lungo redde rationem nella Cdu e in parallelo le trattative di governo ancora in atto tra i 3 partiti della probabile coalizione semaforo (Spd, Verdi e Liberali). Tutto ha contribuito a spostare l’attenzione».

Intanto non è stata rinnovata la legge – già in vigore – che regola comportamenti e restrizioni in tempi di pandemia. Verosimilmente verrà modificata al Bundestag. «La nuova proposta prevede l’esclusione di misure come il lockdown o la chiusura delle scuole e riporta nelle mani dei Länder una serie di decisioni chiave, come l’introduzione della regola delle 2G (ingresso solo per vaccinati e guariti) per entrare in ristoranti, musei, palestre e cinema», scrive la Stampa.

Poi ci sarà da sciogliere il nodo green pass nei luoghi di lavoro, con la potenziale introduzione dei test giornalieri obbligatori. Ma ancora non è chiaro chi sarà a pagarli.

Al momento il focus dell’attenzione di Berlino è la campagna vaccinale, che prosegue a rilento. Solo il 67,3% della popolazione è pienamente vaccinata (il 77,9% degli over 18, il 40% tra i 12 e i 17 anni) e in alcune regioni la quota si abbassa ulteriormente.

«Da settimane – su legge sulla Stampa – proseguono i trasferimenti di pazienti dai Länder dell’Est, più colpiti, ai meno affollati ospedali dell’Ovest. A Est, come in Baviera, non è estraneo un certo scetticismo nei confronti del vaccino, anche tra gli esponenti politici, come il leader bavarese dei Freie Wähler, Hubert Aiwanger».