B.1.1.529Che cosa sappiamo finora sulla variante sudafricana

I contagi sono ancora una percentuale piccola rispetto ai numeri della Delta, ma la pericolosità e la contagiosità della nuova versione del virus sono ancora da valutare. La proteina spike presenta molte mutazioni, e queste potrebbero aiutare il virus a eludere la risposta immunitaria del corpo e rendere il covid-19 più trasmissibile

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Il primo caso europeo della variante Beta 1.1.529 del Covid è stato individuato in Belgio. Una donna non vaccinata, proveniente dall’Egitto, dopo aver fatto scalo in Turchia, è risultata positiva a questa variante dopo un test confermato dall’ospedale universitario UZ Leuven.

La pericolosità e la contagiosità della nuova variante ancora non sono state studiate nel dettaglio: forse proprio la mancanza di conoscenza, dati e informazioni a riguardo contribuisce ad aumentare l’apprensione.

La prima volta che è stata identificata la nuova variante, in Botswana, era inizio novembre. Poi è stato riscontrato un sensibile aumento dei casi nella provincia di Johannesburg, in Sudafrica (che confina a nord proprio con il Botswana). La maggior parte di questi contagi aveva colpito soprattutto le fasce di popolazione più giovani, quelle di ragazzi in età scolare.

La provincia di Gauteng, dove si trova Johannesburg, è una delle più attive nel sequenziare il virus: da 77 test fatti su persone positive tra il 12 e il 20 novembre, un gruppo di ricerca ha trovato in tutti la nuova variante. E non è escluso che nell’ultima settimana il virus abbia continuato a diffondersi. I casi trovati fuori dal Sudafrica invece sono pochi: alcuni in Botswana, un caso in Israele e in due casi a Hong Kong (oltre al Belgio).

«B.1.1.529 ha una costellazione molto insolita di mutazioni, che sono preoccupanti perché potrebbero aiutarlo a eludere la risposta immunitaria del corpo e renderlo più trasmissibile. Qualsiasi nuova variante in grado di eludere i vaccini o di diffondersi più rapidamente rispetto alla variante Delta, ora dominante, può rappresentare una minaccia significativa», scrive il Guardian.

Le mutazioni sono quelle della proteina spike, cioè quella che il coronavirus usa per eludere le difese del nostro organismo, attaccarsi a esse e produrre copie di se stesso per sviluppare l’infezione. Ne sono state individuate 32, cioè circa il doppio di quelle della variante Delta. E tutte queste mutazioni rendono la variante B.1.1.529 molto diversa da quella identificata all’inizio della pandemia, che è quella su cui sono stati sviluppati i vaccini attualmente in circolazione.

Ma la presenza di molte mutazioni non implica necessariamente una maggior pericolosità di questa variante rispetto ad altre. Anzi, questa è proprio una delle criticità potenziali su cui stanno lavorando i ricercatori: vogliono capire se la nuova variante abbia una maggior capacità di eludere le difese immunitarie e, allo stesso tempo, sia anche più contagiosa.

Jenny Harries, ceo della UK Health Security Agency, l’ Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito, ha detto che «Questa è la variante più significativa che abbiamo incontrato fino ad oggi e sono in corso ricerche urgenti per saperne di più sulla sua trasmissibilità, gravità e suscettibilità al vaccino».

Intanto l’Unione europea corre ai ripari: «La Commissione europea proporrà, in stretto coordinamento con gli Stati membri, di attivare il freno di emergenza per interrompere i viaggi aerei dalla regione dell’Africa meridionale a causa della variante B.1.1.529», ha detto Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione non ha escluso che possano servire versioni aggiornate dei vaccini attualmente disponibili. «Le notizie relative alla nuova variante covid sono molto preoccupanti. Ho parlato con gli scienziati e con i produttori di vaccini oggi. Condividono la preoccupazione: per favore, vaccinatevi in fretta se non lo avete già fatto e seguite le regole per proteggervi. I contratti dell’Unione Europea con i produttori prevedono che il vaccino debba essere immediatamente aggiornato alle nuove varianti che emergono. L’Europa ha preso precauzioni».

Intanto i singoli Stati iniziano a prendere misure di sicurezza per provare a limitare la circolazione del virus. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha intanto annunciato di avere firmato un’ordinanza «che vieta l’ingresso in Italia a chi negli ultimi 14 giorni è stato in Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia, Eswatini, Malawi», cioè le nazioni dell’Africa meridionale.

La Germania per ora si limita a sospendere i voli dal Sudafrica, come la Francia. La Spagna bloccherà collegamenti aerei anche con il Botswana (oltre che con il Sudafrica). Israele giovedì sera ha cancellato i voli da e per il Sudafrica.

Il Regno Unito ha deciso per un provvedimento più simile a quello italiano, che interrompe i collegamenti con sei Paesi: Sudafrica, Namibia, Lesotho, Eswatini, Zimbabwe e Botswana. Il ministro della Salute inglese Sajid Javid ha spiegato che con B.1.1.529 «i vaccini potrebbero essere meno efficaci».