Nuove misure contro OmicronL’ipotesi dei tamponi per feste e discoteche a chi non ha fatto la terza dose

Oggi la cabina di regia del governo, poi il consiglio dei ministri per l’approvazione del decreto che prevederà la possibilità di prenotare il booster del vaccino dopo quattro mesi o addirittura tre dalla seconda. La validità del Green Pass «rafforzato» scende quindi dagli attuali nove mesi a sei mesi o addirittura a cinque

Foto Claudio Furlan - LaPresse

Chi è vaccinato con tre dosi non dovrà avere un tampone negativo per andare alle feste o in discoteca. Tutti gli altri dovranno farlo nelle 24 ore precedenti. È questa – come racconta il Corriere – la mediazione che il presidente del Consiglio Mario Draghi porterà oggi nella cabina di regia prima dell’approvazione del decreto che introduce nuove misure per fermare la risalita della curva epidemiologica del Covid-19.

La maggioranza però è ancora divisa. Mentre il Pd e Forza Italia insistono sull’obbligo vaccinale, la Lega chiede meno limitazioni e il Movimento Cinque Stelle vorrebbe tamponi gratuiti. La riunione servirà a trovare un compromesso sui luoghi dove imporre controlli anche a chi ha scelto di vaccinarsi. Sulla necessità di maggiori restrizioni però concordano tutti per evitare nuove chiusure.

Il decreto prevederà la possibilità di prenotare la terza dose dopo quattro mesi o addirittura tre dalla seconda, un Green Pass rafforzato valido soltanto sei mesi e raccomandazioni forti per pranzi e cene nelle case. Entra subito in vigore l’obbligo di tenere la mascherina all’aperto in tutta Italia e in alcuni luoghi particolarmente affollati verrà imposto di utilizzare la Ffp2 che garantisce maggiore protezione.

Per andare in discoteca o partecipare alle feste nei locali pubblici chi ha ricevuto soltanto due dosi dovrà sottoporsi al tampone. Nella lista dei luoghi ritenuti a rischio, potrebbero essere inseriti anche gli stadi e i concerti, ma su questo la trattativa è aperta e soltanto nella cabina di regia si prenderà la decisione.

Il virus ha ricominciato a correre. I primi risultati della Flash Survey che l’Istituto superiore di sanità completerà nei prossimi giorni, dicono che la variante sudafricana è presente in alcune regioni del nostro Paese al 30%. E secondo le stime potrebbe diventare prevalente entro metà gennaio.

Ecco perché sono necessarie regole e divieti che incentivino le vaccinazioni e soprattutto impediscano la circolazione delle persone positive. Il timore forte riguarda la tenuta delle strutture sanitarie, in terapia intensiva ci sono più di 1.000 persone.

Gli ultimi studi dimostrano che la «copertura» vaccinale cala con il trascorrere del tempo e gli scienziati ritengono indispensabile accorciare la distanza tra le varie somministrazioni. Sulla base delle ultime evidenze l’opinione prevalente è che si debba ridurre l’intervallo tra seconda e terza dose a quattro mesi, ma non è escluso che si scenda fino a tre mesi come già accade nel Regno Unito. Entro qualche giorno l’Aifa dovrà recepire il parere dell’Ema secondo la quale «sebbene la raccomandazione finora fosse di somministrare dosi di richiamo preferibilmente a sei mesi, i dati attualmente disponibili supportano la somministrazione sicura ed efficace di una dose di richiamo tre mesi dopo il primo programma di vaccinazione completo».

Inevitabilmente dovrà essere ridotta anche la validità del Green Pass «rafforzato», che scende quindi dagli attuali nove mesi a sei mesi o addirittura a cinque.

Nessuna norma o divieto può essere imposto nelle abitazioni private, ma la raccomandazione contenuta nel decreto sarà «stringente» proprio per richiamare i cittadini a un rispetto delle regole di distanziamento e del divieto di assembramento che è comunque valido anche nei luoghi privati. La cabina di regia potrebbe anche decidere di suggerire un numero massimo di persone da ospitare e qui il nodo politico è se limitarsi alla zona gialla o chiedere un sacrificio anche a chi vive in bianca.