Modifiche sui colori delle RegioniIn arrivo il Dpcm con l’obbligo del Green Pass per i negozi

Debutta oggi il certificato verde base per andare dal parrucchiere, dal barbiere o dall’estetista. Dal primo febbraio, poi, sarà richiesto da quasi tutte le attività commerciali, tranne quelle che forniscono beni essenziali. Ieri è cominciato il confronto tra ministero della Salute e dirigenti regionali per rivedere il sistema delle zone gialle, arancioni e rosse. I governatori chiedono che si considerino solo i positivi sintomatici

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse

Debutta oggi l’obbligo del Green Pass base per andare dal parrucchiere, dal barbiere o dall’estetista. Dal primo febbraio, poi, sarà richiesto da quasi tutti i negozi, tranne quelli che forniscono beni essenziali: farmacie, alimentari, edicole, distributori di carburante, ottici, mercati, negozi di prodotti per animali. Il Dpcm sarà firmato oggi – spiega il Corriere.

Ma già si ipotizzano nuovi interventi di allentamento, chiesti dalle Regioni. Ieri è cominciato il confronto tra ministero della Salute e dirigenti regionali per rivedere il sistema dei colori. A patto, però, che il rallentamento in atto della curva dei contagi continui e si assesti verso un appiattimento. Ieri sono stati registrati 192.320 nuovi contagi e ancora tanti decessi: 380, dei quali 70 solo in Lombardia. In calo i ricoveri in rianimazione.

I presidenti delle Regioni da giorni insistono perché si riveda il sistema delle fasce di colore. Inaugurato poco più di un anno fa, prevede il passaggio a misure via via più rigide, in base al quadro epidemiologico misurato dall’incidenza di positivi per numero di abitanti e dalle percentuali di occupazione dei posti letto in intensiva e nei reparti ordinari. I governatori chiedono che si considerino solo i positivi sintomatici, sia rispetto al contagio sia ai ricoveri.

La Valle d’Aosta, unica regione già in arancione, rischia di passare a breve in rosso. Significherebbe archiviare la stagione turistica invernale. Il presidente Erik Lavévaz ha inviato al ministro della Salute, Roberto Speranza, una lettera per chiedere «un margine di tolleranza nei calcoli».

Ma le richieste sono anche altre. «I colori delle regioni vanno eliminati, non hanno più senso», hanno dichiarato i presidenti di Toscana, Eugenio Giani, ed Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. Durante la riunione, il direttore Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, e il presidente del Comitato tecnico-scientifico, Franco Locatelli, hanno aperto a una revisione che scorpori il dato degli asintomatici. Decisivo sarà a giorni il tavolo politico con il ministro.

Si frena invece sulla riduzione a cinque giorni delle quarantene per i positivi sintomatici perché mancano, ad oggi, sufficienti evidenze scientifiche. E si ipotizza anche una rimodulazione del contact tracing con l’obiettivo di focalizzarlo sui sintomatici visti gli alti numeri dei contagi.

«Con gli altri presidenti abbiamo parlato di abolire i colori delle regioni, non è più il caso, ne ho parlato con Fedriga. I colori servono a poco, su questo siamo pressoché tutti d’accordo», ha detto a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, il governatore del Molise ed esponente di Forza Italia Donato Toma.

«Il sistema dei colori, nel momento in cui la politica è quella delle vaccinazioni, e quando uno è vaccinato regolarmente può circolare, non sembra avere più molto senso», ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana. «Faremo richieste al governo in una logica di semplificazione».