Milano solidaleIn città l’abbigliamento contraffatto diventa uno strumento di aiuto sociale

Il Comune è sceso nelle strade insieme alle sigle del volontariato, per assistere i senza fissa dimora donando loro i capi sequestrati dalle forze dell’ordine

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La condizione di chi vive non avendo una dimora stabile è da considerarsi come una delle forme più gravi di povertà estrema e di esclusione sociale. Quello delle persone senza fissa dimora è un fenomeno incalzante, in costante aumento. Sono 500mila gli homeless stimati in Italia dal censimento Istat, dieci volte quelli del 2015 (quando erano 50mila, di cui 12.000 a Milano). Un disagio, soprattutto metropolitano, che chiama le istituzioni a intervenire con forza.

Milano risponde con un esempio di rete in aiuto agli emarginati, una “best practice” dove si arriva a una collaborazione  con le forze dell’ordine per trasformare il frutto di attività illegali in qualcosa di utile per la collettività.

Nel dicembre scorso diciassette milioni di capi d’abbigliamento contraffatti, per un valore di circa 5 milioni di euro, erano stati sequestrati dai militari della compagnia di Magenta in un gigantesco capannone di Corbetta, la cittadina a una ventina di chilometri dal capoluogo lombardo.

Abiti, scarpe e accessori riportavano marchi teoricamente made in Italy ed erano destinati alle bancarelle dei mercati del milanese. Merce arrivava in Italia attraverso ditte estere specializzate negli sdoganamenti e nel trasporto su strada, che da frutto di reato diventerà un bene di solidarietà. I capi, infatti, sono stati donati alla Croce Rossa e ad altre associazioni, che li distribuiranno a persone bisognose.

Non si tratta dell’unico caso: Il Comune di Milano sta destinando in questi giorni ai senza dimora e alle associazioni del terzo settore con cui collabora nell’ambito del Piano freddo, 13mila sciarpe confiscate un anno fa dalla Guardia di Finanza di Milano. La distribuzione avviene tramite la rete delle Unità mobili coordinata dal Comune che svolge un lavoro di monitoraggio soprattutto notturno di chi vive per strada e attraverso i nove centri diurni presenti in città.

Ma la Milano solidale scende in strada anche grazie all’attivismo del terzo settore. Ad esempio City Angels, volontari di strada d’emergenza, attivi a Milano dal 1994, riconoscibili dalla caratteristica divisa basco blu e giubba rossa, aiutano chiunque abbia bisogno distribuendo cibo, vestiti, coperte. Anche quest’inverno tornano a percorrere le strade di Milano con il “bus degli Angeli” di Atm, dopo la pausa forzata del 2021.

Nel rispetto dei protocolli in vigore per il contenimento della diffusione del virus Covid-19, il bus porta pasti caldi, bevande, indumenti, coperte e assistenza qualificata ai più bisognosi.

Il bus circola per cinque sere a settimana, dal lunedì al venerdì, dalle 21 a mezzanotte e si aggiunge al furgone già operativo sette giorni su sette, consentendo ai volontari di portare molti più beni alle persone bisognose.

“I City Angels sono attivi a Milano da 28 anni. I volontari, tutti rigorosamente formati, possono essere operativi solo dopo aver frequentato un corso e superato un esame – racconta Mario Furlan, Presidente dei City Angels – Distribuiamo cibo, vestiti, coperte, sacchi a pelo,  e quest’anno  anche mascherine e gel. Durante la pandemia abbiamo tenuto aperte le mense e lavorato per portare i senza tetto alla vaccinazione.”

 Risposta altrettanto concreta è quella di Fondazione Progetto Arca, onlus nata a Milano 27 anni fa per portare un aiuto concreto a persone che si trovano in stato di grave povertà ed emarginazione sociale. Opera a Milano, Varese e Torino, a cui si sono aggiunte nel mese scorso anche Roma e Napoli.

≪Grazie all’utilizzo dei foodtruck dedicati, abbiamo la grande opportunità di raggiungere le persone più fragili che hanno bisogno di cibo e di cure, senza attendere che siano loro a cercarci e a venire da noi» – commenta Alberto Sinigallia, presidente di Fondazione Progetto Arca – «con la Ccucina mobile abbiamo messo le ruote alla mensa, e così adesso vogliamo rendere mobili tutti i servizi che possono essere utili a chi vive in strada, come per esempio un servizio docce, un social market ma anche un dormitorio stesso: visto l’aggravarsi quotidiano sotto i nostri occhi dell’emergenza sociale, non stiamo ad aspettare che sia chi ha bisogno a venire da noi, ma andiamo noi dove serve≫.

A Milano, dove il servizio è attivo da oltre un anno, Fondazione Progetto Arca dispensa più di 150 cene calde ogni sera dal lunedì al venerdì e le unità di strada sono affiancate da un team sanitario per eseguire tamponi rapidi, distribuire gel disinfettante e mascherine, oltre a misurare saturazione e temperatura.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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