Anno della gioventùL’Europa delle nuove generazioni vista dalla Commissaria Mariya Gabriel

In un’intervista a Linkiesta, la responsabile della Commissione per la ricerca, l’innovazione, l’istruzione e la cultura delinea le prospettive dei progetti di Bruxelles destinati alle nuove generazioni, dall’Erasmus alla rivoluzione digitale e allo sviluppo delle startup

AP/Lapresse

L’Anno europeo della gioventù si è aperto con il programma Erasmus Plus che ha compiuto 35 anni lo scorso 20 gennaio. In quella giornata i social network si sono riempiti di auguri e ricordi: durante un semestre all’estero sono nate storie d’amore e si sono incrociate vite, al punto che nemmeno una pandemia è riuscita a interrompere la storia del progetto che ogni anno porta in giro per l’Europa dieci milioni di studenti.

L’Erasmus si è evoluto nel tempo e attraverso i suoi cambiamenti ha sempre raccontato le priorità dei più giovani. Per esempio l’Erasmus del periodo 2021-2027, con i suoi 28 miliardi di euro, punta a essere ancora più inclusivo e a sostenere le transizioni verde e digitale, due obiettivi che sono diventati vere e proprie sfide generazionali.

«L’Erasmus è un progetto che ti cambia la vita. E noi vogliamo estenderlo a ogni ciclo di studi, senza dimenticarci dei lavoratori», spiega a Linkiesta Mariya Gabriel, la Commissaria europea per l’innovazione, ricerca, istruzione, cultura e giovani a cui abbiamo chiesto di fare insieme il punto su quello che c’è da aspettarsi dall’Anno europeo della gioventù.

«I giovani amano questo programma, ma sono anche pronti a fare la loro parte per la salvaguardia dell’ambiente» aggiunge, ricordando gli investimenti messi a punto nel nuovo settennato dell’Erasmus per incentivare l’utilizzo di mezzi di trasporto a basse emissioni. Ad esempio per chi sceglie viaggi in treno è previsto un bonus di ottanta euro e la copertura dei costi per i giorni extra di viaggio. Tuttavia, le sovvenzioni dell’Unione eruopea da sole potrebbero non essere sufficienti per aumentare gli spostamenti sostenibili, perché anche a parità di prezzo il viaggio aereo è spesso più conveniente visto che richiede meno tempo.

Un sondaggio del 2020 condotto da Eurail e dalla rete degli studenti Erasmus su quasi duemila partecipanti ha rilevato che solo il sette per cento ha utilizzato il treno per recarsi nel Paese ospitante e tornare indietro. Inoltre, secondo un nuovo rapporto del progetto Erasmus Goes Green, la mobilità dei prossimi sette anni potrebbe generare ben 69mila tonnellate di anidride carbonica proprio a causa dei voli.

La Commissione europea prova tuttavia a invertire la rotta investendo nel progetto DiscoverEu: una carica di 60mila diciottenni è pronta a esplorare l’Europa a bordo dei treni in modo lento e sostenibile. «Sono molto lieta di aprire questo nuovo ciclo di DiscoverEu e dare a così tanti giovani la possibilità di scoprire la ricchezza del nostro continente», ha detto la Commissaria Mariya Gabriel, che continua: «Abbiamo integrato questa iniziativa nel piano Erasmus Plus dal momento che entrambe condividono gli obiettivi di scoperta e formazione. L’emergenza sanitaria ha di certo accelerato la creazione di un’esperienza all’estero ibrida grazie al supporto della tecnologia. Ma nessuna alternativa potrà mai sostituire l’incontro faccia a faccia tra ragazzi in una nuova città da chiamare casa».

Da un lato, quindi, c’è questa convinzione, dall’altro però la Commissaria sottolinea l’importanza di lavorare a un Erasmus che sia «simile alle nuove generazioni, e quindi più digitale e orientato al concetto di community». Questo rappresenta di fatto il punto di partenza per lo sviluppo di un comune spazio europeo dell’istruzione entro il 2025.

Gli sforzi per portare il programma di scambio online sono già iniziati per gli istituti di istruzione superiore iscritti al portale “Erasmus without paper”, dove gli studenti possono scambiarsi dati e informazioni in modo sicuro e pratico.

L’accessibilità dell’educazione è dunque centrale nella politica di Mariya Gabriel, che la immagina inclusiva e ulteriormente connessa alle risorse digitali: «L’emergenza sanitaria ha chiarito che la tecnologia può favorire l’apprendimento e al tempo stesso creare importanti barriere se le infrastrutture mancano o non sono adatte».

Durante l’Anno europeo della gioventù risulta pertanto urgente lavorare al cosiddetto “Piano educativo digitale” per sviluppare un nuovo ecosistema formativo da un lato, e migliorare le competenze tech di chi vive la scuola dall’altro.

I numeri dopotutto parlano chiaro: oggi in Europa un quindicenne su cinque non possiede abilità informatiche, più del 40% degli adulti non sa utilizzare il computer e solo il 39% degli insegnanti sa come funzionano le tecnologie per la didattica.

«Quest’anno miglioreremo i percorsi di alfabetizzazione digitale e saremo più incisivi nel ridurre il divario tecnologico tra le regioni europee. Lavorerò pertanto all’iniziativa “Connectivity4Schools”, con un focus speciale sulle aree rurali. Non è accettabile che il 10 per cento delle famiglie di queste zone non sia ancora coperto da una rete fissa e che il 41 per cento non disponga della banda larga veloce», commenta la Commissaria. «Svilupperemo inoltre linee guida per l’applicazione dell’intelligenza artificiale e l’utilizzo dei dati nell’insegnamento per gli educatori. I vademecum saranno accompagnati da un programma di formazione sugli aspetti etici dell’Ia e comporteranno un target del 45 per cento di partecipazione femminile alle attività formative».

La rivoluzione digitale può funzionare dunque se vale per tutti e incoraggia la partecipazione delle donne nelle carriere Stem. In questo contesto risulta fondamentale il sostegno dell’Istituto europeo per l’innovazione e la tecnologia (Eit) e la promozione di iniziative come la European Code Week, un’intera settimana dedicata ai ragazzi per imparare a programmare grazie al supporto di professionisti del settore.

Anche lo sport può contare su un budget quasi doppio rispetto alle edizioni precedenti. «Queste nuove risorse – dice Mariya Gabriel – ci permetteranno anche di espandere ulteriormente le nostre attività, come il lancio del premio “Be Active Across Generations” nel 2022 per sensibilizzare i ragazzi a uno stile di vita sano e alla possibilità di intraprendere una professione nel settore sportivo. Stiamo inoltre pianificando per il 2023 l’inizio di un nuovo programma di mobilità per l’apprendimento riservato agli atleti».

Mariya Gabriel vuole anche cambiare il modo in cui i giovani ricercatori possono lavorare nei Paesi membri e per riuscirci ha un budget di 95,5 miliardi di euro da distribuire da qui al 2027. Sono i fondi del nuovo programma Horizon Europe, studiato per affrontare grandi sfide nell’ambito della medicina e dell’innovazione. «Grazie al programma “Marie Curie” del Consiglio europeo della ricerca, diventato in soli due anni un punto di riferimento mondiale per i premi Nobel, giovani ricercatori partecipano a scambi per trasformare le competenze in prodotti e servizi. Ecco perché gli affidiamo un budget di 10 miliardi di euro: siamo convinti che possa diventare una fabbrica europea di eccellenze sul mercato internazionale».

Secondo la Commissaria è necessario un maggiore impegno nel tradurre i risultati scientifici in benefici per la nostra economia: «C’è un processo in atto, un transito dalle startup digitali che sviluppano soluzioni basate sui bit, alle startup “deep tech” dove i bit si intrecciano al mondo fisico. Ed è qui che dobbiamo affermare la leadership dell’Europa: nell’intelligenza artificiale, nella tecnologia spaziale, nella biologia sintetica, nella robotica».

Non bisogna però dimenticare che anche nei settori della moda, del patrimonio culturale o dei videogiochi è forte la componente legata all’innovazione.

In questo raggio d’azione agisce il piano Europa Creativa con i suoi 385 milioni di euro stanziati per il 2022. «Le imprese creative producono il quattro per cento del Pil dell’Unione. Vogliamo renderle più competitive e pronte ad accogliere i giovani artisti, soprattutto le ragazze impegnate nelle produzioni culturali», spiega Mariya Gabriel, mentre ricorda la rilevanza del bando Nuovo Bauhaus europeo in questo contesto. «Con il New European Bauhaus intendiamo accelerare la trasformazione verde combinando sostenibilità ed estetica. Essendo un ponte tra il mondo dell’arte e della cultura da una parte e il mondo della scienza dall’altra, faremo in modo di coinvolgere la società nel suo insieme per dare il via a un cambiamento sistemico».

Verrà riservato particolare rilievo ai giovani talenti under-30 che saranno protagonisti del New European Bauhaus Rising Stars, un premio a loro dedicato: con questa iniziativa creativa si permetterà al design di trovare soluzioni ai problemi quotidiani. Ci sarà tempo fino al 28 febbraio per presentare la propria candidatura al concorso.

Il vincitore e il secondo classificato riceveranno un premio di 30 mila euro e un pacchetto di strategie per sviluppare la propria idea. Dopotutto la Commissione europea ha chiesto agli Stati membri di fare dei giovani una priorità dei loro piani finanziati da NextGenerationEu. «Per sostenere i lavoratori lasciati indietro dalla pandemia – dice la Commissaria – nel luglio 2020 abbiamo adottato un pacchetto di sostegno all’occupazione giovanile, forte di una garanzia per i giovani rafforzata, di misure mirate per l’istruzione e la formazione professionale e di una alleanza per l’Apprendistato. Questi sono solo alcuni esempi, molte altre azioni sullo stesso tema rientrano poi nel Corpo europeo di solidarietà e nel quadro della strategia dell’Unione europea per la gioventù 2019-2027».

Quanto agli spazi pensati per raccogliere le proposte di millennial e zoomer durante l’anno pensato per loro, la Commissaria Mariya Gabriel riporta l’Eu Youth Dialogue come uno dei momenti di incontro più interessanti in cui migliaia di giovani provenienti da tutta l’Europa hanno la possibilità di contribuire con opinioni, proposte e idee. «Attualmente – conclude la Commissaria – stiamo anche invitando i ragazzi a esprimersi durante la sessioni della Conferenza sul futuro dell’Europa, attive fino alla primavera del 2022. Chiedo davvero a tutti di consultare il Portale dell’Unione per i giovani: abbiamo pensato a tante iniziative per celebrare l’Anno europeo della gioventù, ma abbiamo bisogno delle energie delle nuove generazioni. Viviamo allora questo tempo insieme per immaginare il futuro».