AgricolturaIl biologico è di interesse nazionale

È un comparto di fondamentale importanza per lo sviluppo sostenibile del Paese e ha un peso rilevante in termini di mercato interno ed esportazioni. Maria Chiara Gadda, prima firmataria della legge sul biologico, spiega perché deve essere approvata

«Questa legge mette a sistema e riconosce il lavoro, limpegno, la dignità e anche la resilienza di un comparto come quello biologico importante per lo sviluppo sostenibile del Paese. Gli indirizzi europei sono chiari, basta strumentalizzazioni e becere macchiette che non trovano fondamento nel contenuto della norma e della realtà di migliaia di imprese». Lo ha dichiarato Maria Chiara Gadda, capogruppo di Italia Viva in Commissione Agricoltura alla Camera e prima firmataria del provvedimento, nel corso della dichiarazione di voto sulla legge per l’agricoltura con metodo biologico.

«Parliamo di un settore – ha spiegato – con 80.000 imprese, che nel corso di 10 anni ha aumentato loccupazione del 71% e ha consentito a molti territori a rischio di abbandono di trovare nuovo sviluppo in chiave moderna ed innovativa. Imprese che rappresentano una quota rilevantissima del nostro made in Italy, in termini di mercato interno ed esportazioni. Questa non è uneconomia minoritaria ma strategica del Paese, siamo i secondi esportatori al mondo dopo gli Stati Uniti. La caricatura che si è fatta di tali imprese va contro l’interesse nazionale in un momento in cui la nostra agricoltura rischia di essere in grave difficoltà con il caro costi dell’energia e mancanza di materie prime. In un Paese come il nostro che in dieci anni ha visto diminuire la superficie agricola utilizzata, dobbiamo dire con forza che serve più agricoltura, e più modelli di agricoltura adatti a diverse condizioni climatiche e territoriali. La scienza oggi più che mai deve partecipare alla sfida della transizione ecologica, ma non usiamola come una clava per nascondere interessi diversi. Per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici l’agricoltura ha bisogno di più scienza, di più ricerca, di più innovazione, di più formazione. Non vorrei, però, che contestualmente e senza dirlo chiaramente, qualcuno pensi di mettere in discussione il nostro modello produttivo agroalimentare che ha fatto della biodiversità e del rapporto con il territorio la sua leva di vantaggio competitivo nel mondo. Altrimenti il passo è breve con modelli che pensano di produrre addirittura la carne in laboratorio. La transizione ecologica è un percorso difficile perché le imprese devono trovare una coniugazione tra la sostenibilità economica, ambientale, sociale. Quindi io auspico davvero che questo testo, su cui il Parlamento ha trovato un punto dincontro, venga approvato come promesso entro aprile dal Senato».

«Chiedo allora ai nostri colleghi del Senato di difendere questa legge, perché farlo e approvarla in tempi rapidi vuol dire anche fare linteresse del nostro Paese e di una economia reale in crescita», conclude.