Bocconi pataviniGli indirizzi da segnare per mangiare a Padova

Ristoranti stellati, trattorie tipiche, caffè storici e chioschi di street food. Siamo andati ad esplorare il patrimonio gastronomico padovano scoprendo una cucina che va oltre le classiche contaminazioni veneziane. Se vi trovate in terre venete, ecco i nostri locali preferiti della città

Oltre a possedere una delle piazze più belle e insolite del Veneto – Prato della Valle – Padova è una città gastronomicamente stimolante, tesa tra squisite abitudini da consumare in piazza, tradizioni che arricchiscono il tessuto culinario cittadino e aperture più recenti che stimolano l’appetito di chi la abita o di chi la visita. Nel compilare una guida dei migliori bocconi patavini è necessario tenere conto anche dell’immediata provincia: le stelle che da anni illuminano Rubano (Sarmeola, per amore della precisione) e le delizie tradizionali sui Colli Euganei.

Le Calandre e Il Calandrino (via Liguria 1 – Sarmeola di Rubano)
I fratelli Alajmo sono indubbiamente tra coloro che hanno messo la provincia di Padova sulla mappa del mangiar bene. Lo continuano a fare di anno in anno, sia con le 3 stelle Michelin de Le Calandre, sia con l’anima bistrot de Il Calandrino. Sebbene il primo solitamente sia riservato a un’occasione speciale o alle scorribande degli appassionati di fine dining, provare la mano degli Alajmo al Calandrino è qualcosa che si può e si dovrebbe ripetere ogni volta che l’ispirazione chiama. Per chi si reca a Padova per farsi raccontare la cucina contemporanea da Max Alajmo per la prima volta, il consiglio è di affidarsi al menu degustazione Classico; per chi torna, è un’ottima idea puntare sugli altri due percorsi, Max e Raf.
Il menu del Calandrino gioca invece sul locale e sulle distanze, proponendo paste fresche di ottima fattura (come le squisite Fettuccine integrali con cinghiale, verze e salsa di castagne) e secondi vegetariani che non hanno nulla da invidiare a quelli (squisiti) di carne. A fine pasto si sceglie tra dessert moderni o tradizionali, come l’opulenta Torta Pazientina, un morbido abbraccio di gianduia, pan di Spagna e crema allo zabaione, servita con zabaione caldo espresso. Piacevole anche il momento della colazione – con cappuccini ben fatti, succhi freschi e lieviti a regola d’arte – e dell’aperitivo. C’è anche uno shop dove poter acquistare i prodotti firmati Alajmo.

 

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Trattoria Ai Capitelli (via Capitelli 1330, Vò Euganeo)
Salite sui Colli Euganei fino a questa bella trattoria a conduzione familiare dove ci si sente coccolati e si mangia davvero bene. La specialità della casa è il pollo ai ferri con il sugo marinéo, accompagnato da polenta alla griglia. La salsa al pomodoro – portata a parte – è una ricetta segreta e rende ancora più saporita e succosa la carne. Prima però assaggiate le paste, come i tagliolini al sugo di cotechino e pomodoro o i bigoli all’anitra tagliata al coltello.

Sotto il Salone (piazza delle Erbe)
Questo bel mercato cittadino, con i banchi fissi di muratura e una location invidiabile sotto il portico del Palazzo della Ragione, racchiude alcune delle botteghe storiche di Padova. C’è chi viene a fare la spesa, chi si affaccia per curiosare, chi si lascia irretire dalle proposte invitanti delle vetrinette. Gli artigiani e i venditori sono l’anima del mercato, fanno assaggiare i prodotti, spiegano le delizie della cucina locale e sono i custodi di alcuni tra i migliori souvenir gastronomici della città. La scelta è ampia: salumi, formaggi, piatti di gastronomia, pizze al trancio, focacce e gelati. Esplorate e lasciatevi ispirare dal bancone, magari scegliendo una tartare da asporto da Tartare 18 o una vaschetta di baccalà mantecato. E quando avrete soddisfatto l’appetito, gustatevi la meraviglia del Palazzo della Ragione, appena sopra le vostre teste.

 

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Bar Nazionale (piazza delle Erbe, 41)
Sedersi a questi tavolini in una giornata di sole è probabilmente uno dei piaceri maggiori che si possono sperimentare in città. Se si aggiunge un bicchiere di vino (o uno spritz) e un tramezzino, passato alla piastra e farcito generosamente, Padova potrebbe davvero sembrare il migliore dei mondi possibili. Dal menu si può scegliere senza sbagliare mai, ma non bisogna farsi mancare un tramezzino con cavolo cappuccio, fontina e soppressa. Ottimi anche i tramezzini con porchetta e verdura del giorno (melanzane, peperoni, e via dicendo).

Bar dei Osei (piazza della Frutta, 1)
A pochi passi di distanza, l’altro bar imprescindibile del centro è quello dei Osei, con i tavolini sotto al portico. La specialità qui sono i tramezzini con la porchetta e con la mortadella, da gustare con calma godendosi il viavai da una piazza all’altra. Se siete riusciti ad accaparrarvi un tavolo, ordinate un bicchiere di vino e servitevi dalla vicina Folperia.

La Folperia (piazza della Frutta)
In questo chioschetto ormai storico – come ce n’erano tanti in passato – si servono specialità di pesce calde e invitanti. I sorrisi e la gentilezza di Max e Barbara Schiavon sono il valore aggiunto a uno dei luoghi fondamentali della gastronomia cittadina. Se avete un tavolo e un drink che vi aspettano al bar degli Osei, ordinate qui in abbondanza e godetevi il pasto. Imprescindibili sono i folpetti, moscardini della Laguna bolliti e tenuti in caldo in ampi pentoloni. Una volta scelti sono scolati, tagliati a fettine e conditi con olio, limone e prezzemolo. Ottimi anche i fritti di mare, i panini al latte ripieni di baccalà mantecato e gli spiedini di gamberi. Una gemma da preservare.


Dalla Zita (via Gorizia, 12)
Una paninoteca d’altri tempi con un muro colorato di opzioni succulente che mettono a seria prova il potere decisionale di chi varca la soglia: sono oltre 200 i panini a disposizione. Mentre sorseggiate la vostra ombra di vino, provate a decidere cosa addentare. Le combinazioni sono invitanti e gli ingredienti di qualità: porchetta di Treviso, baccalà mantecato, patè di tartufo, crema di zucca, cipolle in agrodolce, lardo di Colonnata, asiago, pecorino… you name it.

Pasticceria Biasetto (via Facciolati, 12)
A pochi passi dalla splendida Basilica di Sant’Antonio da Padova e da Prato della Valle, il regno di Luigi Biasetto è uno dei posti migliori dove fare colazione o merenda in città. I croissant per la colazione hanno una lieve crosticina croccante che cede facilmente al morso e sono farciti con generosità (la crema è davvero squisita). Già che siete qui provate anche una monoporzione di torta Setteveli, la geniale invenzione di Biasetto: mousse al cioccolato fondente, bavarese di nocciole pralinate, sfoglie di cioccolato e base croccante con gianduia e cereali. Il souvenir gastronomico da portare a casa? Uno dei grandi lievitati disponibili secondo stagione.

 

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Caffè Pedrocchi 1831 (via VIII Febbraio, 15)
Potranno dirvi che il suo fascino è tramontato, che ci vanno solo i turisti o chi è rimasto indietro con le mode, ma questo locale storico di Padova merita certamente una visita. Unione di due stili architettonici (neoclassico il Pedrocchi, neogotico il Pedrocchino, l’ingresso a sud), questo salotto patavino accompagna la città da quasi due secoli. Per un’esperienza completa ordinate uno zabaione Stendhal ma soprattutto un caffè pedrocchi o pedrocchino: un espresso servito in tazza capiente, guarnito con un’emulsione di panna e sciroppo di menta e spolverizzato di cacao amaro.

 

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Pizzeria Orsucci (corso Vittorio Emanuele II, 18)
Da Orsucci la pizza si cuoce nei testi, teglie di alluminio che si trovano spesso nelle gastronomie toscane e liguri. In menu troverete anche castagnaccio e fettunta, ma ciò che riempie il locale e i pochi tavolini è sicuramente la pizza. Dai bordi croccanti, con una salsa di pomodoro ricca di sapore, la pizza di Orsucci mette d’accordo da esattamente un secolo (ha aperto nel 1922) locals e viaggiatori.


Osteria dal Capo (via Obizzi, 2)
Padova è una miniera di osterie e trattorie, tra cui Dal Capo, il posto giusto per gustare un po’ di storia gastronomica cittadina, tra arredi in legno e atmosfera familiare. Il menu prevede immancabilmente i bigoli in salsa, la pasta e fagioli, ma anche pollo in tocio (in umido, al sugo), gallina in dolcegarbo e sarde in saor. Anche i dolci fatti in casa meritano un assaggio.


Osteria L’Anfora (via Soncin, 13)
I tavoli si riempiono subito, quindi è sicuramente una buona idea prenotare a L’Anfora, un’osteria vecchio stile che fa battere il cuore ai nostalgici, con le sue foto in bianco e nero e il legno scuro. Il menu, scritto a mano, custodisce alcune gemme culinarie locali, come i folpetti bolliti, il cappone in saor, gli spaghetti con le bibarasse (lupini) e la trippa alla veneta.

 

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A Banda del Buso (via Bartolomeo Cristofori, 13)
Nella zona medievale di Padova, nascosto tra i portici, questo locale diviso tra osteria di carne e di pesce è portato avanti con grande entusiasmo e tanti sorrisi da uno staff che sa ciò che fa e, soprattutto, ama ciò che fa. Il menu è semplice e invitante, inizia con gli spunciotti (come i cicchetti, infilzati con lo stuzzicadenti poiché spunciar significa pungere in dialetto veneto) e prosegue con pasta e fagioli, bigoli al ragù di cavallo, tagliolini alla Busara di scampi, bollito misto e verze sofegae. Conto leggero e grande soddisfazione.

All’Ombra della Piazza (via Pietro d’Abano, 16)
Non saremmo in Veneto se non potessimo fare un pieno di cicchetti bevendo vino. In questo angolo piacevolissimo se ne possono trovare di squisiti, accompagnati da vini naturali e birre artigianali. In menu ci sono anche ottime polpette (vitello, melanzane, tonno, patate e baccalà) e pizzette dall’impasto leggero, ben condite. La scorsa estate il locale ha fatto il bis aprendo nelle vicinanze Brutal (piazza dei Signori).

Corte Sconta (via dell’Arco, 9)
Questo bacaro padovano propone una bella selezione di vini in mescita: in qualunque giornata se ne possono trovare almeno 40. Per accompagnare i copiosi bicchieri si può puntare sugli spunci del giorno, oltre alle polpette e alle diverse mozzarelle in carrozza.

 

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Tola Rasa (via Vicenza, 7)
Un bel ristorante dagli arredi essenziali, dove sperimentare i piatti di Luca Tomasicchio: una bella mano con l’acidità, equilibrata, senza eccessi ma in grado di valorizzare le sfumature degli ingredienti, come nel caso degli Spaghetti con bottarga di muggine, foglie di cappero e limoni salati. Piacione e soddisfacente il Ciupa di fegato grasso, fegatini, mandorla caramellata, cioccolato bianco e frutto della passione.

 

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Ichiban Ramen (via del Santo, 113)
Fare un salto in Giappone di questi tempi è quasi impossibile, ma si può provare a consolarsi nella sede patavina di Ichiban. Il kitsch dell’ambientazione, la cui idea è di riprodurre una strada di un quartierino nipponico particolarmente colorato, forse non sarà per tutti, ma il brodo del tori paitan ramen è piacevole e riscalda nelle serate più fredde. In menu anche bao e gyoza.

 

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Chiosco Tadi (Riviera Mussato, 8)
Aperto solo la sera e dalla primavera a novembre, questo chioschetto a bordo fiume propone vari tipi di polpette e polenta morbida o abbrustolita da accompagnare a soppressa, baccalà mantecato, formaggi e sarde in saor.

 

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Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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