10 ristoranti in quotaLa cucina si misura in altezza

Una baita o un luogo gourmet, un rifugio o un hotel a 4 stelle, un bed and breakfast o un locale di design. Abbiamo selezionato 10 indirizzi diversi accomunati da un tratto: tutti sono “altissimi”, circondati dalle Alpi, resi unici dalla bellezza del panorama

In montagna si va per sciare. Vero, ma non solo. In montagna si va per respirare la natura, per riempirsi gli occhi di colori e di luce, per stare bene. Abbiamo già raccontato come si possa godere di una montagna diversa, anche senza sci ai piedi, come abbiamo imparato a fare l’anno scorso quando le piste erano chiuse. E tra le tante cose da fare in quota mangiare bene non è certo l’ultima. Che sia una malga o un rifugio, un baretto che prepara quattro panini con materie prime buone e locali o un ristorante gourmet che propone alta cucina in quota, poco importa. Quello che conta è soddisfare il gusto mentre si ammira il paesaggio, in una sorta di immersione che, attraverso il palato, ci fa incontrare l’essenza della montagna. Il ristorante più alto in Europa si trova in Svizzera: è l’Igloo du Mont-Fort, dove è possibile assaporare una fondue a 3300 metri sul livello del mare. Ma anche in Italia si trovano soste golose a considerevoli altitudini, sparse un po’ lungo tutto l’arco alpino. Ne abbiamo selezionate 10, tutte diverse l’una dall’altra per aspetto, spirito e sostanza, ciascuna, a modo suo, da scoprire.

2514 metri, InAlto, Col Margherita
A cavallo fra Trentino e Veneto, nella Ski Area San Pellegrino, InAlto è una straordinaria terrazza naturale dove assaporare i piatti del territorio letti in chiave contemporanea. Le vetrate panoramiche lasciano spaziare lo sguardo sulle Dolomiti, dalla parete sud della Marmolada, al monte Pelmo, dalla maestosità del Civetta fino alle Pale di San Martino. Il menu predilige i prodotti di stagione e le tipicità locali, in una cucina attenta tanto alla selezione delle materie prime quanto alla precisione della tecnica. Qualche esempio? La Tartare di cervo con tartufo nero, scaglie di Piave e nocciole, le Tagliatelle fresche al ragù di cervo e mirtilli neri, il Raviolo al brasato su pomodoro pachino e basilico fresco o lo Stracotto di cervo al Pinot Nero con purè di patate profumate alla cannella.

2410 metri, Sofie Hutte, Seceda
La prima baita dalla cima del Seceda: Sofie Hutte offre una vista pazzesca sulle Dolomiti. Ai piedi Ortisei e la Val Gardena. Nel piatto specialità altoatesine realizzate con ingredienti freschissimi e di prima qualità. Nel bicchiere vini del territorio e non solo, in una scelta che spazia tra tutte le regioni vinicole del mondo.

 

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2175 metri, Rifugio Bertacchi, Madesimo
In Valchiavenna, sull’azzurro del Lago Emet, un punto di ristoro che è un riferimento per gli appassionati di montagna, dove godere della bellezza di un panorama incontaminato e della tipica cucina chiavennasca. Al Rifugio Bertacchi, dopo una lunga camminata, ci si può rifocillare con piatti semplici e tipici: taglieri di salumi, ravioli di grano saraceno ripieni di bitto, polenta taragna, solo per fare qualche esempio.

 

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2096 metri Oberholz, Obereggen
Le vetrate sono come quadri che incorniciano le vette delle Dolomiti. Dalla terrazza panoramica del Rifugio Oberholz  si possono ammirare il Latemar, il Corno Bianco ed il Corno Nero, l’Ortles, il crinale alpino dalle alpi svizzere a quelle austriache al confine. Il design si integra alla natura, i materiali locali usati per la costruzione e l’impianto di riscaldamento geotermico raccontano il profondo rispetto per l’ambiente che ospita l’edificio. La cucina, raffinata e creativa, vede fondersi i sapori di montagna con i profumi del Mediterraneo. Ingredienti locali, cultura internazionale, precisione tecnica servono a scrivere un menu che vede protagonisti come la “Tartare di bue allevato al pascolo servita con pane integrale della Val d’Ega e burro alle erbe alpine”, la “Pasta fatta in casa al pane croccante di segale servita con ragù di selvaggina locale” e la “Crème brûlée al pino mugo”. Il profumo inconfondibile di questa essenza ritorna nel “Risotto al pino mugo della Val d’Ega con mozzarella di bufala e pomodori secchi”, ma non solo: imperdibile l’Oberholz Spritz preparato con sciroppo di pino mugo fatto in casa, prosecco e soda.

2046 metri, Feltuner Hutte, Renon
Feltuner Hutte, sul corno del Renon, è un ritrovo ideale per le famiglie, per gustare una merenda contadina a base di speck e formaggio, per coccolarsi con una fetta di strudel o per gustare un pasto tirolese. Se siete fortunati vi preparano anche il kaiserschmarren, la frittata dolce tirolese, al momento: mentre aspettate che sia pronto, chiedete alla simpatica signora ai fornelli di spiegarvi la ricetta. E non dimenticate una bella spolverata di zucchero a velo per completare questo concentrato di energia e dolcezza.

 

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2000 metri, Savoia Mountain Resort, Bardonecchia
A Bardonecchia, tra vette alpine e valli, nel cuore del dorsale sud del monte Jafferau, svetta il Savoia Mountain Resort, membro dal 2022 les Collectionneurs: un hotel 4 Stelle Superior un’oasi di quiete direttamente sulle piste da sci. Fresco di restyling, in perfetto stile di montagna, offre la possibilità di una coccola speciale al centro benessere in mezzo al bosco, il riposo in una suite o in uno chalet, ma soprattutto le proposte culinarie di  ben tre ristoranti: Stellato dove vengono serviti piatti gourmet legati al territorio, la Volpe con specialità tipiche piemontesi come agnolotti, gnocchi, lasagnette, tajarin, polenta, Quota 2000 il self service per chi tra una sciata e l’altra vuole gustare un piatto caldo in serenità. Ma non basta. Chi vuole immergersi completamente nel panorama non perda l’esperienza di dormire nella bubble room, una “bolla” trasparente incastonata nella natura.

1982 metri, Rifugio Fuciade, Passo San Pellegrino
Un antico fienile trasformato in rifugio, una vista mozzafiato sulle Pale di San Martino e sul Col Margherita, la possibilità di pernottare o di gustare le specialità della cucina Ladina. Al rifugio Fuciade, in Val di Fassa, si possono assaporare piatti come la Tartare di carne salada, capperi, limone e ricotta di malga o l’orzotto mantecato alla barbabietola, Moena blu, aglio nero e mela, o ancora il dolce Kaisershmarren con composta di prugne. Per chi pernotta al rifugio, in estate c’è un permesso speciale per arrivare in auto; in inverno vi verranno a prendere in motoslitta, con il gatto delle nevi o con la slitta trainata da cavalli.

 

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1800 metri, Le solitaire, Ayas
Le specialità valdostane sono il fiore all’occhiello della baita Le solitaire. A pranzo il menu è fisso, con antipasto di salumi tipici e polenta concia accompagnata da spezzatino e salsicce in umido. A cena la scelta è più ampia: zuppa valdostana, carne cotta sulla pietra, dolci fatti in casa.

1800 metri, Yeti, Pila
In inverno le piste da Sci. In estate un tuffo in piscina e la possibilità di godersi un picnic nella natura, con un cestino preparato dal ristorante. In ogni stagione il respiro della montagna, la bellezza del paesaggio, un servizio accuratissimo e una cucina da provare. Mentre lo sguardo spazia sulle vette della Valle d’Aosta, allo Yeti di Pila si possono provare piatti realizzati con materie prime selezionate tra le tante tipicità locali, trattate con una visione contemporanea: Fontina in tempura, zuppa valpellinenze, Braciole di cervo con bleu d’Aoste e salsa al cioccolato fondente si possono abbinare ai vini di una cantina ricca di oltre 300 etichette scelte nella Valle, in Italia e all’estero.

 

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1738 metri, Al Baitin, Santa Caterina Valfurva
In Alta Valtellina, punto di partenza ideale per esplorare il Parco nazionale dello Stelvio, il B&B Al Baitin è una tipica baita di montagna in sasso e legno locale, costruita nella prima metà dell’ottocento nel centro di Santa Caterina Valfurva. Al mattino la colazione è servita nella Saléta, termine dialettale che indica l’antica stanza in muratura delle vecchie baite: qui, con una bellissima vista sul paese, si potranno assaporare le specialità locali servite in un ricco buffet.