L’inverno è arrivatoGarry Kasparov spiega come fermare Putin e la sua guerra al mondo democratico

Il celebre scacchista e oppositore del despota del Cremlino rilancia su Twitter le sue raccomandazioni: il dittatore va bloccato ora, altrimenti sarà troppo tardi. Occorre portare il suo Paese in uno stato di “età della pietra tecnologica” e fare pressione sugli unici che possono davvero farlo cadere, cioè i russi stessi

AP Photo/Thanassis Stavrakis

La guerra di Putin è entrata nella fase successiva, quella della distruzione e del massacro dei civili. È anche una parte della Guerra Mondiale di Putin, una guerra condotta contro il mondo civilizzato della legge internazionale, contro la democrazia e contro qualsiasi cosa minacci il suo potere, una guerra che ha dichiarato da tempo.

Il rifiuto di vederla da parte del mondo libero e i decenni di “pacificazione” gli hanno permesso di lanciare minacce e fare conquiste all’estero mentre, nel frattempo, trasformava la Russia in uno stato di polizia.

Il prezzo da pagare per fermarlo è aumentato ogni volta che ha potuto proseguire indisturbato. Gli ucraini lo stanno pagando con il sangue.

Se Putin non viene fermato adesso, se non si gli impedisce di distruggere l’Ucraina e commettere un genocidio contro il suo stesso popolo, ci sarà una prossima volta e sarà in un Paese NATO, con una minaccia nucleare senza precedenti. Non lasciamo che Putin scelga di inasprire il conflitto dove e quando vuole.

Tutti ora stanno citando il mio libro del 2015, “L’inverno sta arrivando. Perché Vladimir Putin e i nemici del mondo libero devono essere fermati” [in Italia edito da Fandango] e dicono che avevo ragione: “Ascoltate cosa dice Kasparov”. Ma ascolterete ancora anche quando dirò che saranno necessari rischi e sacrifici? Non si tratta solo di farina e dei prezzi del gas, non soltanto chalet vuoti e lobbisti rimasti senza lavoro. Le cose facili sono finite. O direte forse che sono irrazionale, accecato dalla rabbia, come ho sentito dire nel 2015? Spero di no. Putin deve essere fermato perché l’impensabile è ora possibile. Il mondo si è svegliato, finalmente, e molti dei provvedimenti che raccomandavo la scorsa settimana stanno venendo presi. Ma non è abbastanza.

Le mie raccomandazioni:

  1. Non posso chiedere alla NATO di attaccare direttamente le forze russe, ma parlo conoscendo la storia e Putin. Non si può impedire a un dittatore che ha ormai superato ogni limite di intensificare il conflitto soltanto con le sanzioni. Se distruggerà l’Ucraina, non si fermerà.
  2. Non ci stiamo rivolgendo a lui, a quell’assassino nascosto in un bunker negli Urali. Il messaggio è rivolto a coloro che portano avanti i suoi ordini. Lo faranno? O vogliono tutti morire? Putin andrà avanti comunque se non viene fermato adesso. Lo farà, come ha sempre fatto prima e il prezzo da pagare sarà ancora più alto.
  3. Riduciamo la Russia a una sorta di età della pietra tecnologica. Il boicottaggio del petrolio di per sé non è necessario se la tecnologia per estrarlo non è più disponibile. L’industria pesante si fermerà. Questo porterebbe a una guerra basata sulla rinuncia, la riconversione e l’aumento della produzione di prodotti sostitutivi. È la guerra.
  4. È sempre tragico che le persone comuni debbano soffrire, ma non stanno venendo bombardate nelle loro case come gli ucraini. Ogni elemento della società russa che può fare pressioni su Putin deve sapere che sono costretti a scegliere tra lui e tutto il resto. Alcuni gli rimarranno fedeli, ma per quanto?
  5. Mandare un messaggio chiaro ai generali russi che, se solo un centimetro della NATO viene toccato, saranno polverizzati. Mandare all’Ucraina ogni arma possibile, anche gli aerei che sono stati bloccati, come se a Putin facesse qualche differenza. Smettere di fare ipotesi sui suoi pensieri e cominciare a fare ciò che è necessario.
  6. Ogni giorno che l’Ucraina resiste dà l’opportunità di comunicare questa catastrofe alle uniche persone che posono davvero fermare Putin, cioè il popolo russo, dagli oligarchi ai comandanti agli attivisti. Che tutti quelli che hanno posizioni di potere sappiano che saranno trattati come criminali di guerra. È quello che sono.
  7. Non lasciare niente da parte. La velocità è di cruciale importanza per fermare i pagamenti e catturarli, con i loro patrimoni, prima che si nascondano. Minacce come “Non sa quello che sta per succedere” non funzionano se Putin non ti crede. Mostrateglielo. E mostrate ai russi che con Putin non si può tornare indietro. Mai
  8. Sradicare i politici corrotti, gli affaristi e i soldi sporchi che hanno corrotto un’intera generazione, che ha chiuso un occhio o ha servito un regime autoritario. Seguite il flusso delle donazioni, dei pagamenti, dei regali, delle influenze. Fate che rispondano di tutte queste cose. Abbasso Putin e i pacificatori, gloria all’Ucraina

Post Scriptum

Per tutti i giornali e tutti i funzionari: SMETTETE DI CHIAMARE PUTIN “PRESIDENTE”. È un dittatore. Le parole hanno il loro potere. Non merita un titolo democratico. Fanculo alle vostre linee guida di stile: “Il dittatore russo Vladimir Putin”.