
Assaggiare diverse annate di uno stesso vino è illuminante, e permette di comprendere lo stile enologico di un’azienda vinicola, consentendo di percepire le differenze tra le caratteristiche del clima ma anche i cambiamenti avvenuti in cantina, e che rappresentano nel bicchiere le scelte degli enologi.
Alcuni tra loro sono convinti sostenitori del vino “fatto in vigna”, che quindi è lavorato pochissimo in cantina e lascia alla natura il compito di mostrare le caratteristiche dell’uva. Ci sono invece quelli che pensano che sia l’uomo a fare il vino, e con le sue scelte produttive dia le caratteristiche che lo rendono unico e identitario.
Beppe Caviola è della seconda scuola, e assaggiando le ultime cinque annate uscite sul mercato del suo Petra è evidentissimo. Ma sull’ultima annata presentata in anteprima e che uscirà sul mercato in occasione del Vinitaly la differenza è evidente: e parla di novità, ma denota anche una precisa scelta e un bisogno, dettato anche dal cambiamento climatico.
I vigneti più bassi, quelli più vicini al mare, come quelli che dagli anni ’90 sono parte dell’azienda toscana della famiglia Moretti nella zona di Suvereto producono uve di grande qualità ma con i surriscaldamento globale concentrano in sé tanto zucchero e danno vita a vini sempre più potenti e alcolici. La scelta in cantina di aggiungere al blend consueto, il taglio bordolese classico che vede un mix di Cabernet Sauvignon e Merlot, un 12% di Cabernet Franc è frutto anche di questa modifica al clima.
«Crediamo alla freschezza, alla bevibilità. E se un clima molto generoso tende a produrre vini troppo strutturati dobbiamo intervenire con una conduzione diversa del modello viticolo, e nuove idee in cantina, per dar vita a un vino bevibile, piacevole, che anche dopo anni dia buona croccantezza di frutto, acidità» spiega Beppe Caviola, enologo dell’azienda: «Un vino da da bere volentieri e da abbinare al cibo. Il Cabernet Franc è un vitigno che regala vini eccellenti, dotati di grande equilibrio e bevibilità, quindi in linea con la nostra idea. Un vitigno che spesso dà il suo massimo non in purezza ma in blend con Merlot e Cabernet Sauvignon (Saint-Emilion). Un vino ampio, strutturato, ma dotato di una vivace freschezza, mai troppo pesante o troppo tannico, con note affumicate, di pepe e terrose che si mescolano alle note floreali e di frutto scuro come mirtillo e fragole, proprie del Cabernet Sauvignon e Merlot. Ritengo che in questa percentuale, vada a completare il vino Petra rendendolo più seducente».
La nuova annata caratterizzata di Petra, la 2018, è un blend che regala grande equilibrio, complessità, densità e freschezza, come spiega Francesca Moretti, enologa e titolare di Petra: «Da 25 anni il nostro metodo di produzione è rigorosamente teso alla difesa della connotazione territoriale di ogni bottiglia. Il nostro vino più rappresentativo è Petra, talmente legato all’azienda da portarne il nome. Petra è la nostra espressione più pura, si rinnova di anno in anno, portando con sé le caratteristiche dell’annata e la specifica identità agronomica dei due diversi micro-terroir da cui provengono le uve, suoli calcarei, ricchi di ferro, sodio, magnesio e microelementi, uniti allo strato di argilla profonda».
Ed è davvero un vino diverso dai suoi fratelli più grandi, che cambia per rimanere se stesso e vede questa aggiunta, che proviene da un vitigno che l’azienda ha piantato circa dieci anni fa e che oggi ha la sua precisa ragion d’essere: diventare moderatore della maggiore dinamicità e ricchezza dei suoi vitigni partner.
«Il vino in millenni non è mai rimasto uguale e l’ortodossia non funziona in cantina. Abbiamo cercato di mettere in luce i tratti distintivi che caratterizzando questa area così vocata perché nel tempo cambia il gusto di chi beve il vino, ma anche di chi lo produce» spiega Beppe Caviola, ma cambiano anche le condizioni in cui i vitigni crescono, e l’intervento dell’uomo permette di avere comunque un vino identitario, che sia frutto delle uve e del terroir di Suvereto, ma anche delle scelte stilistiche che hanno dato struttura e fama a un vino con una personalità unica.
