House of Bruxelles Quanto costa la Conferenza sul Futuro dell’Europa

La Commissione ha speso finora 22 milioni di euro, il Parlamento 1,2. Le voci più dispendiose sono servizi di traduzione e viaggi pagati ai cittadini, che spesso superano la soglia prestabilita di 700 euro

AP/Lapresse

La democrazia ha sempre un costo e quella partecipativa non fa eccezione. La Conferenza sul Futuro dell’Europa è giunta alle battute finali ed è possibile tracciare un primo bilancio economico, in attesa dell’ultima sessione plenaria e dell’evento conclusivo del 9 maggio.

Commissione, Consiglio e Parlamento europeo hanno contribuito a organizzarla utilizzando voci già esistenti dei rispettivi budget, senza crearne uno apposito per l’esercizio democratico.

Ma non lo hanno fatto in parti uguali. La Commissione ha speso circa 22 milioni di euro, secondo le stime fornite a Linkiesta da fonti comunitarie. Il contributo dell’Eurocamera ammonta a 1,2 milioni, principalmente per l’assistenza amministrativa nell’organizzazione delle plenarie, che si sono svolte nella sua sede di Strasburgo.

Agli Stati dell’Unione europea è stato richiesto di finanziare gli eventi nazionali di divulgazione e i Panel nazionali di cittadini, che però sono stati allestiti soltanto da una manciata di Paesi membri: Germania, Francia, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lituania. Altre istituzioni, come il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato europeo delle regioni hanno contribuito supportando economicamente i singoli eventi da loro promossi nell’ambito della Conferenza.

La somma stanziata dalla Commissione, che rappresenta di gran lunga la fetta più ampia, include circa 15 milioni di euro per organizzare i quattro Panel dei cittadini europei e altri 2,6 milioni per la progettazione, lo sviluppo e la moderazione della piattaforma digitale multilingue, su cui ognuno può inserire le proprie proposte.

I costi della Conferenza sul Futuro dell’Europa sono stati oggetto di diverse interrogazioni parlamentari alla Commissione, promosse dal gruppo dei Conservatori e riformisti europei. I rappresentanti di Ecr alla Plenaria, come l’eurodeputato di Fratelli d’ Italia Carlo Fidanza, mantengono un atteggiamento perlopiù scettico sul senso dell’intero processo.

Diarie, traduzioni e i voli di linea
Non sono al momento disponibili dati ufficiali sulle singole voci di costo, ma da fonti interne emerge come servizi di interpretariato e rimborso dei viaggi per i cittadini dei Panel costituiscano una parte molto rilevante della spesa.

Le traduzioni nell’emiciclo comunitario durante le sessioni plenarie vengono effettuate dagli interpreti già alle dipendenze del Parlamento, ma la Commissione ha dovuto pagare tutte quelle necessarie per gli incontri dei cittadini, che hanno sempre avuto la possibilità di esprimersi nella propria lingua madre.

Così come i costi dei trasporti per i partecipanti ai Panel, che hanno raggiunto Strasburgo e le altre città sedi della Conferenza da ogni parte d’Europa. Si trattava in tutto di 800 persone da trasferire e alloggiare a Strasburgo, in quattro incontri differenti, e poi a Firenze, Varsavia, Maastricht e Dublino (200 a testa). A queste spese si aggiungono quelle per gli 80 delegati dei cittadini, che oltre ai due incontri in presenza hanno preso parte a cinque sessioni plenarie a Strasburgo.

Vero è che a causa della pandemia da Covid19 e delle restrizioni sanitarie, molti hanno scelto o sono stati costretti a partecipare da casa, ma la spesa complessiva resta consistente. Ogni cittadino ha ricevuto infatti una diaria da 70 euro per ogni giorno di partecipazione a un Panel, o di viaggio per arrivarci, e di 140 euro per ogni plenaria. Le istituzioni hanno offerto loro i pasti durante i Panel e li hanno sistemati sempre in alberghi a quattro stelle.

Ma soprattutto, hanno sborsato cifre considerevoli per i loro spostamenti aerei e ferroviari, considerando anche la difficoltà di raggiungere alcune mete come Strasburgo, Maastricht o Firenze. Il tetto stabilito per ogni singolo viaggio andata/ritorno era di 700 euro, ma come appreso da Linkiesta in molti casi la soglia è stata sforata e la compagnia privata incaricata dalla Commissione di organizzare i trasferimenti ha presentato un conto più salato.

In certi casi, gli stessi cittadini hanno trovato incomprensibile la scelta di tratte costose e complicate in luogo di altre più semplici ed economiche. Come Maria Cinque del Panel 3, che per volare a Varsavia da Milano Malpensa avrebbe dovuto fare scalo a Monaco all’andata e ad Amburgo al ritorno, invece che prendere due voli diretti da e per l’aeroporto di Bergamo.

Questo perché la politica di prenotazione non prevedeva l’utilizzo di linee low cost, anche quando queste ultime rappresentavano l’opzione migliore in termini di costi e tempi. In questa occasione, dopo una pressante richiesta la cittadina è riuscita a cambiare la tratta e imbarcarsi sul volo diretto, ma molti altri non si sono curati di verificare eventuali alternative più rapide alle prenotazioni ricevute.

Il sovrapprezzo dei biglietti aerei ha di certo contribuito alla somma complessiva, che secondo le fonti consultate resta comunque in linea con le dimensioni, la necessità e la lunghezza della Conferenza sul Futuro dell’Europa, durata in totale un anno intero.

Sulla sua tappa conclusiva, dai contorni ancora incerti, si giocherà l’ultima trattativa economica. Il Parlamento europeo vorrebbe invitarvi tutti gli 800 cittadini che hanno partecipato al processo, come ha dichiarato il co‒presidente del Comitato organizzatore Guy Verhofstadt. La Commissione sembra restìa ad accollarsi un onere logistico e una spesa simili: affrontare un grosso costo imprevisto non è il modo migliore di chiudere un bilancio.