BiginoCucine di resistenza

La guerra in corso continua a dettare l’agenda degli argomenti di questa settimana. Per seguirne gli sviluppi e le ripercussioni che inevitabilmente interessano anche l’universo enogastronomico abbiamo raccolto i nostri servizi in un dossier

Siamo, purtroppo, sempre in guerra, e come ogni settimana facciamo il punto sulla situazione contingente e su come influisce sui nostri temi enogastronomici. Speravamo di non doverlo fare, ma abbiamo raccolto gli articoli su questo argomento in un Dossier: stavano diventando troppi. Li trovate riuniti qui, e speriamo vi diano un quadro il più possibile completo e circostanziato di ciò che sta succedendo. Questa settimana il Dossier si è arricchito di due spunti. Perché la guerra ha anche fatto finire l’alleanza delle bollicine tra Reims e San Pietroburgo. In seguito alle sanzioni contro la Russia, il distretto della Champagne perde uno dei  mercati più promettenti con rilevanti le conseguenze economiche e culturali. Ma i rapporti enoici erano travagliati già molto tempo prima di Putin.
E sul fronte del cibo non va molto meglio, anzi. La guerra in Ucraina potrebbe creare una crisi alimentare mondiale. Se davvero il paese sotto attacco è il «garante della sicurezza alimentare nel mondo», come ha detto il suo ministro dell’Agricoltura (e come confermano i dati), allora c’è il rischio che milioni di persone non riusciranno a provvedere alla propria sussistenza.

ALLA CARTA
Speriamo di addolcirvi la giornata, cambiando argomento. Abbiamo raccolto in un articolo tutto quello che non avete mai osato chiedere sul cioccolato. Dalla piantagione all’assaggio, un excursus su uno degli alimenti più amati. Un piacere che coinvolge tutti i sensi e non conosce età, e che va degustato e scelto consapevolmente.

Così come va selezionato con cura il cibo che diventa la nostra alimentazione. E contro la dieta occidentale si schiera il volume di Michael Pollan “In difesa del cibo”, che fa luce su cosa renda un alimento salutare e sulla scarsa consapevolezza di quello che ogni giorno portiamo sulle nostre tavole.

FUORI MENU
Sempre per svagarci un po’ dai fatti dell’attualità, ecco due gite fuoriporta per assaporare il territorio. Il turismo enogastronomico è sempre più di moda e andare a scoprire i luoghi di prossimità attraverso ristoranti e produttori è la nostra nuova passione. Ecco due idee per scampagnate ad alto tasso di golosità tra Liguria e Toscana.
Se invece avete voglia di spingervi più in là, Pesaro è la meta. Il gusto della Capitale italiana della cultura 2024 della cittadina marchigiana, a cavallo tra mare e collina, si svela e prepara tante iniziative in vista dell’evento. Anche la cucina scalda i fornelli, tra grandi certezze e nuove aperture. Ecco una selezione da insider.

CARTA DEI VINI
In vista del mese più alcolico dell’anno, quello durante il quale gli eventi legati al mondo del vino si moltiplicano, abbiamo chiesto a una serie di addetti ai lavori come affrontare questi momenti senza rischiare il coma etilico. Ecco come sopravvivere a una fiera del vino.

Se preferite andare sul territorio per scoprire i vini che produce, parte dall’Alta Murgia il rilancio di un vitigno ancora poco valorizzato ma dalla forte personalità, il Nero di Troia. Merito del cambio di passo di alcuni produttori locali che con passione stanno puntando su un prodotto di grande qualità ed eleganza, capace di eguagliare nel bicchiere il Nebbiolo e il Sangiovese.

Più attratti dalla fantasia? Abbiamo raccolto lo spirito eroico ed enoico di Capitan Harlock. La benda sull’occhio, la cicatrice che segna il volto, il mantello che vola alle sue spalle e… un calice di rosso in mano. La serie animata Capitan Harlock (quella “classica”, del 1979) è costellata di riferimenti al mondo dell’enologia, in una trama in cui il vino è ponte tra mondi e persone.

Esploratori di sapori inconsueti? È il momento di sapere come nasce il sidro delle Dolomiti. Tra le montagne del Cadore si produce la bevanda a base di mele secondo il metodo classico elaborato da Dom Pérignon nel 1697. Con un’attenzione speciale alla biodiversità: nei frutteti sperimentali solo cultivar inglesi e locali selezionate per garantire le migliori qualità organolettiche.

E finiamo con la grappa e con la necessità che ci sia un consorzio che la tuteli. L’Istituto Nazionale Grappa ha cambiato il suo nome, dotandosi di una struttura più forte e completa con l’obiettivo di trasformarsi in un’organizzazione simile a quella che protegge e promuove l’aceto balsamico di Modena.

Buona cucina!

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