In scenaIl festival internazionale del Piccolo rilancia il teatro e ci costringe a riflettere sulla realtà

Dal 4 maggio gli spettacoli dalla scena globale per interpretare la storia contemporanea. Oltre al centenario dalla nascita di Giorgio Strehler si festeggiano anche i 75 anni dall’esordio dell’istituzione milanese, nata per sanare la frattura della guerra

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Il compito dell’arte è da sempre quello di viatico rispetto alla sorda aggressività della storia: ne raccoglie i frutti e li trasforma in ispirazione. Distrae e al tempo stesso risponde. Il fatto che nei mesi più cruciali della pandemia abbia dovuto sospendersi, cancellarsi, costringendo noi tutti a farne a meno, ha creato un buco, un vuoto che ora si cerca a ogni costo di colmare.

Dal 4 al 31 maggio 2022 il Piccolo Teatro ospita un festival che raccoglie suggestioni ed esperienze da tutto il panorama teatrale mondiale: 25 spettacoli, 22 artisti, con linee tematiche che variano da studi e riflessioni sull’Europa vista da Paesi che le sono estranei – come il Sud America, l’Africa, l’Iran con la giovanissima Parnia Shams – oppure osservata dal suo interno – numerosi gli italiani, tra cui Davide Enia.

L’iniziativa offre a Milano la possibilità di assistere a scenari internazionali inediti, oltre a collocarsi come il tentativo di raccogliere il tempo presente, soprattutto se esposto all’incertezza e alle crisi che ne sconvolgono il tessuto sociale come quello attuale.

Non è un caso, dunque, il titolo che nomina l’intera rassegna: “Presente Indicativo. Per Giorgio Strehler (paesaggi teatrali)“.

Da una parte, la necessità di fermare e interpretare la realtà. Dall’altra, il tributo ai 100 anni dalla nascita del fondatore del teatro – la ricorrenza sarebbe caduta l’anno scorso, ma è stata rimandata a causa delle chiusure imposte dal Covid.

La decisione del Piccolo di presentare al pubblico una serie di spettacoli così diversi tra loro è significativa, non solo perché oggi il tempo pare più cattivo e impervio che mai – il ritorno della guerra in Europa si è immediatamente sostituito alle recrudescenze del virus – ma anche perché così ritorna alle sue radici, ai suoi esordi: era il 1947 quando Giorgio Strehler, Paolo Grassi e Nina Vinchi fondavano il teatro, a due anni dal termine del secondo conflitto mondiale.

«Il momento è analogo a quello di allora», spiega il direttore Claudio Longhi. «Nel 1947 la guerra era appena finita, mentre nel 2022 è da poco scoppiata».

Due svincoli cruciali in cui il Piccolo si è inserito, annunciando fin da subito il suo impegno a «posizionarsi» e a «riflettere sul senso dell‘umano».

Le esibizioni tenteranno, a loro modo, di rappresentare i nodi, le contraddizioni e le sfumature della scena politica, sociale e culturale della terra da cui provengono: il 4 maggio debutta Costanza Macras, da Buenos Aires, che nel 2021 ha ricevuto il Premio Tabori per le arti performative indipendenti, con uno spettacolo dal nome The Future. Aristide Tarnagda e Serge Aimé Coulibaly, dal Burkina Faso, andranno in scena l’11 e il 12 maggio in prima nazionale con la storia di una donna in lotta contro l’oppressione. Mimmo Cuticchio e Virgilio Sieni, il 17 e il 18 maggio, con Nudità proveranno a descrivere il rapporto tra il corpo umano e le marionette. Entre chien et loup, un’altra prima nazionale in corso dal 18 al 20 maggio, da Rio de Janeiro, denuncia le derive fasciste del governo di Bolsonaro.

In un simile contesto, non poteva mancare un confronto con l’Ucraina, luogo in cui conflagrano drammaticamente tutti i controsensi della civiltà odierna. Al Chiostro Nina Vinchi,  l’11, il 21, il 30 e il 31 maggio, il Piccolo Teatro propone al pubblico proiezioni, letture e dibattiti, in collaborazione con istituzioni teatrali e festival (tra i quali Santarcangelo Festival, il Festival dei Due Mondi di Spoleto, Fondazione Campania dei Festival).

Inoltre, collaborando con Anteo Palazzo del Cinema e con la Rai, da giovedì 5 maggio a domenica 29, il mese di omaggio a Giorgio Strehler, sarà possibile rivedere gratuitamente dieci capolavori del regista.

Il progetto è realizzato anche grazie al contributo del MIC Progetto speciale 2022 e con il sostegno di Intesa Sanpaolo (Main Partner), Fondazione Cariplo e Valentino (Specific Partners), Valsoia e PFE (Partners).

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