Oltre il risiko La trimestrale di Banco Bpm e l’emersione del terzo polo bancario

Utili a 178 miliardi, una forte presenza nei territori e un legame sempre più stretto con le piccole e medie imprese. I ricavi raggiungono quota 1.186 milioni di euro, in crescita del 9,1% rispetto al quarto trimestre 2021. Migliora anche il rating di Fitch

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Il primo trimestre del 2022 si chiude con ottimi numeri per Banco Bpm. Il Gruppo registra un utile netto di 178 milioni di euro, in crescita del 77,6% su base annua, andando anche oltre le attese degli analisti. «Livelli record», si legge nella nota che accompagna la trimestrale, per la redditività che ha raggiunto il «miglior utile ante imposte mai registrato»: 399 milioni di euro.

Nel corso del trimestre, nonostante il difficile quadro internazionale e la crisi globale in molti settori, lo sforzo commerciale e organizzativo del Gruppo ha fatto registrare una forte ripresa dei risultati operativi. In particolare, i proventi operativi hanno fatto rilevare un’eccellente performance risultando pari a 1.186 milioni di euro – con una crescita del 9,1% rispetto al quarto trimestre 2021.

La dinamica dei proventi operativi ha consentito un risultato della gestione operativa pari a 561 milioni di euro, in crescita del 21,5% rispetto al quarto trimestre 2021. Il risultato lordo dell’operatività corrente invece sale a 399,1 milioni rispetto ai 133 milioni del quarto trimestre 2021, quindi con una crescita del 199,2%. L’utile netto del trimestre si attesta a 178 milioni, una crescita dell’83,2% rispetto al trimestre precedente.

Per quanto riguarda la qualità degli attivi di bilancio, si continua a ridurre il portafoglio di crediti non performing, che dovrebbe condurre a un taglio complessivo di oltre 1 miliardo entro la presentazione dei risultati del primo semestre dell’anno.

Il Gruppo infatti ha proseguito nel processo di derisking, ponendo le basi per la realizzazione di una significativa operazione di cessione massiva di posizioni deteriorate (cosiddetta “Operazione Argo”) avente per oggetto un portafoglio di sofferenze ed inadempienze probabili per un’esposizione complessiva lorda pari a circa 700 milioni, operazione poi deliberata nel mese di aprile. Il costo del rischio, avverte ancora la nota del gruppo, si è attestato a 54 punti base.

Banco Bpm si è ormai attestato come terzo polo bancario del Paese, dopo la grande banca di sistema Intesa San Paolo e Unicredit, un Gruppo radicato sul territorio, con la sua presenza ormai riconosciuta nel Nord Italia, un mix di ricavi diversificato, di un profilo di rischio moderato, raccolta e liquidità stabili e capitalizzazione adeguata, e un legame sempre più solido con le piccole e medie imprese, che rappresentano lo zoccolo duro della realtà imprenditoriale italiana.

I risultati di Bpm vanno contestualizzati all’interno di un quadro globale condizionato dalla pandemia e reso ancora più complicato dalle tensioni dovute all’invasione russa dell’Ucraina, con inevitabili effetti sulle prospettive di crescita e sulle aspettative di inflazione trainati dall’aumento del costo delle materie prime.

In questo scenario, l’economia italiana dovrebbe rallentare la propria crescita, dopo il forte rimbalzo del 2021. Ma il conflitto in Ucraina – principale causa della nuova fase di crisi globale – non ha avuto e non si prevede possa comportare impatti significativi sul Banco Bpm. È un discorso legato all’esposizione diretta del Gruppo verso la Russia e l’Ucraina: un’esposizione estremamente limitata, pari a meno dello 0,1% del totale delle attività per cassa e dei crediti di firma.

Anche per questo motivo, di recente Fitch ha assegnato a Banco Bpm un rating a lungo termine di “BBB-” con un outlook “stabile”. Il rating, spiega in una nota Fitch, «riflette la struttura della rete e del business del terzo gruppo bancario in Italia, con un mix di ricavi diversificato, un moderato profilo di rischio, funding e liquidità stabili, una capitalizzazione adeguata e una qualità dell’attivo vicina alla media nazionale, anche se più debole rispetto agli standard internazionali».

La ragione dietro l’outlook stabile invece si deve al fatto che l’agenzia di rating si attende che Banco Bpm sarà in grado di gestire il potenziale deterioramento della qualità del credito, in un contesto di modesta crescita economica in Italia, grazie alle previste cessioni di Npl.

I rating sono basati sull’analisi del profilo stand alone di Banco Bpm, che fa leva sul suo franchise, come già detto, ben radicato nel Nord Italia e molto solido. I rating riflettono anche la significativa riduzione dei crediti deteriorati raggiunta da Banco Bpm negli ultimi quattro anni, che ha portato ad un miglioramento sostanziale della qualità degli attivi. Fitch evidenzia anche la qualità del management, con un’esperienza commisurata al modello di business della banca. I rating oggi assegnati a Banco BPM rappresentano un significativo miglioramento rispetto alle valutazioni precedenti dell’agenzia, che risalgono a un periodo anteriore alla fusione (dicembre 2016), ed erano, come Long-Term Issuer Default Rating, sia per ex-Banco Popolare, sia per ex-Banca Popolare di Milano, a livello BB-, entrambi sotto il livello di Investment Grade.