Regole più severeIl nuovo piano della Commissione europea per la confisca dei beni agli oligarchi russi

La presidente Ursula von der Leyen ha annunciato una stretta per tracciare e congelare i guadagni illeciti, aggiungendo la violazione delle misure restrittive alla lista dei reati europei: «Gli asset sequestrati dovrebbero essere utilizzati in futuro per ricostruire l’Ucraina»

AP/Lapresse

«Oggi adottiamo nuove misure per mantenere alta la pressione su Putin e i suoi sodali: le violazioni delle sanzioni dell’Unione europea adesso rientrano nell’elenco dei reati europei». Lo ha scritto ieri in un tweet la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen presentando regole più severe per tracciare e congelare i guadagni degli oligarchi che cercano di sottrarsi alle sanzioni. «Non lasceremo che gli oligarchi prosperino grazie alla macchina da guerra russa. I loro beni dovrebbero essere sequestrati e possibilmente utilizzati per ricostruire l’Ucraina».

L’iniziativa annunciata da von der Leyen segue una proposta presentata martedì scorso da Estonia, Lettonia, Lituania e Slovacchia: hanno chiesto che i beni congelati russi – sia beni statali che le proprietà degli oligarchi sanzionati – siano investiti per la ricostruzione dell’Ucraina.

In una dichiarazione condivisa con i ministri delle finanze dell’Unione europea, i quattro Paesi hanno chiesto di «creare un meccanismo internazionale di compensazione della guerra che utilizzi le risorse russe per finanziare la ricostruzione dell’Ucraina». E hanno invitato la Commissione a «presentare proposte pertinenti».

La Commissione ha risposto: ha svelato un piano che renderà più facile confiscare i beni congelati legati alle attività criminali degli oligarchi.

Sono due gli interventi messi sul tavolo dalla Commissione: da un lato vorrebbe aggiungere la violazione delle misure restrittive dell’Unione all’elenco dei reati europei; dall’altro intende rafforzare le norme Ue in materia di recupero e confisca dei beni oggetto di misure restrittive in tutti gli Stati membri.

Le proposte rientrano nell’ambito della task force “Freeze and Seize” , istituita dalla Commissione a marzo: finora gli Stati membri hanno congelato beni per un valore di 9,89 miliardi di euro e bloccato transazioni per 196 miliardi di euro.

Le misure restrittive sono uno strumento essenziale, ma attualmente nello spazio dell’Unione europea sono in vigore oltre 40 regimi di misure restrittive, e le norme che criminalizzano le violazioni di queste misure variano da uno Stato membro all’altro: in alcuni Stati membri, la violazione delle misure restrittive è un illecito amministrativo e penale, in altri rientra solo nella sfera penale, e in altri ancora comporta solo sanzioni amministrative. Un mosaico eterogeneo che consente alle persone soggette a misure restrittive di aggirarle.

La proposta della Commissione aggiungerebbe la violazione delle misure restrittive all’elenco dei reati dell’Unione europea, in modo da stabilire uno standard di base comune in materia di reati e sanzioni penali in tutta l’Ue: norme comuni europee renderebbero anche più facile indagare, perseguire e punire le violazioni delle misure restrittive in tutti gli Stati membri allo stesso modo.

Per quanto riguarda le operazioni di confisca degli asset degli oligarchi, molti Stati dell’Unione non dispongono di quadri giuridici abbastanza strutturati. La proposta della Commissione vorrebbe affrontare proprio questa criticità con una nuova direttiva.

«L’obiettivo principale è garantire che la criminalità non paghi, privando i criminali dei loro guadagni illeciti e limitando la loro capacità di commettere ulteriori crimini. Le norme proposte si applicheranno anche alla violazione delle misure restrittive, assicurando l’effettiva rintracciabilità, il congelamento, la gestione e la confisca dei proventi derivanti dalla violazione delle misure restrittive», si legge nel documento diffuso dalla Commissione.

La proposta aggiorna le norme europee in materia di recupero dei beni – tra le altre cose – estendendo il mandato degli “Uffici per il recupero dei beni” (Asset Recovery Offices) per rintracciare e identificare rapidamente i beni di persone ed entità soggette a misure restrittive dell’Unione. Inoltre verrebbero creati degli Asset Management Offices in tutti gli Stati membri per garantire che i beni congelati non perdano valore, consentendo la vendita di beni congelati che potrebbero facilmente svalutarsi.

La Commissione propone inoltre che la violazioni di sanzioni restrittive siano catalogate come “reato grave”, in modo da «stabilire uno standard di base comune su reati e sanzioni penali in tutta l’Ue», come ha detto il commissario Ue alla Giustizia Didier Reynders al termine del collegio dei commissari che ha approvato il pacchetto.

Per un oligarca inserito nella black list europea, la confisca «entra in atto quando c’è un legame con un’attività criminale, che non deve essere solo l’eventuale elusione delle sanzioni: possono trattarsi di altri reati come riciclaggio o corruzione», ha spiegato il commissario Reynders.

Con questa proposta di direttiva la Commissione non punta solo a coloro che traggono vantaggio dalla violazione delle sanzioni, ma anche a coloro che favoriscono tutto ciò. Quindi sia gli oligarchi, sia i loro avvocati, i bancari, i soci: tutti saranno nel mirino di Bruxelles. «In molti Paesi – ha aggiunto il commissario Reynders – è più utile perseguire i banchieri che aiutano ad aggirare le sanzioni».