Corona EconomyIl dilemma dei salari, il nuovo decreto aiuti e la solita hit dell’estate sui giovani e il lavoro

Nella newsletter di questa settimana: l’inflazione erode il potere d’acquisto ma in Italia si invoca un patto sociale e poi si litiga; il provvedimento del governo contro i rincari; le misure in campo per sostituire il gas russo e il sesto pacchetto di sanzioni alla Russia. Ma anche i nuovi dati sull’occupazione, la proroga dei navigator, il turn over per pochi e la scomparsa di camerieri e gelatai. Ascolta il podcast!

(Unsplash)

IL DILEMMA DEI SALARI
Quando l’anno scorso l’inflazione ha cominciato a salire, un sindacato che rappresentava il personale della Banca centrale europea ha chiesto un aumento dei salari di pari passo con il carovita. La richiesta non ha avuto successo, ma si trattava di un segnale allarmante per quelli che sono guardiani della stabilità dei prezzi nell’area euro. Ora, con un po’ di ritardo – per usare un eufemismo – anche a Francoforte hanno ammesso che forse, sì, hanno commesso un errore a sottovalutare l’inflazione.

Conto da 100 euro 
Il calcolo è che su un reddito di 1.500 euro, l’aumento dei prezzi si mangia 100 euro al mese di salario. E nonostante il lieve rallentamento dell’inflazione ad aprile, parliamo di un +6,2% su base annua. Mentre gli stipendi da gennaio a marzo 2022 sono aumentati solo dello 0,6%. L’Istat prevede un incremento annuo dello 0,8% nel 2022, con una perdita del potere d’acquisto del 5%. Il problema, insomma, ormai è chiaro. Ma sul da farsi per evitare che si eroda ancora il potere d’acquisto rallentando i consumi e quindi l’intera economia, la soluzione è tutt’altro che cristallina.

La temuta spirale Dal punto di vista della Bce, certo, è una fortuna che la pratica di collegare gli aumenti salariali al tasso di inflazione sia meno comune ora in Europa rispetto agli anni Settanta. La banca centrale punta a evitare una spirale in cui prezzi più elevati generano salari più elevati, che fanno aumentare ulteriormente il prezzo di beni e servizi. Indicizzare i salari all’aumento dei prezzi potrebbe creare i temuti effetti di un’inflazione di secondo grado. Ma il costo di questa situazione è sostenuto soprattutto dai lavoratori, il cui potere d’acquisto viene eroso giorno dopo giorno. E una stagnazione delle retribuzioni rischierebbe di essere forse ancora più pericolosa per la crescita, come ha spiegato l’economista e senatore del Pd Tommaso Nannicini.

Indexation? È evidente a questo punto che più a lungo persiste l’inflazione, maggiore sarà la pressione per incorporare gli adeguamenti del costo della vita nelle retribuzioni, scrive il Washington Post.

  • In Germania, il sindacato dei lavoratori siderurgici IG Metall ha chiesto un aumento della retribuzione dell’8,2%. A Berlino il salario minimo è di 9,82 euro, ma il governo ha già annunciato che intende portarlo a 12 euro entro al fine dell’anno.
  • In Francia dal 1 maggio il salario minimo è stato aumentato del 2,65% fino a 1.300 euro, come indicizzazione automatica all’inflazione.
  • Anche la Spagna, dove è stato raggiunto un accordo per alzare il salario minimo a 1.000 euro, sta riconsiderando l’indicizzazione salariale, abbandonata dopo la recessione del 2009.
  • Belgio, Lussemburgo, Malta e Cipro sono gli unici Paesi dell’area dell’euro a richiedere che l’andamento dell’inflazione si rifletta automaticamente nella determinazione dei salari.

E in Italia? In Italia tutti invocano un patto sociale sui salari per non cadere nel baratro della stagflazione, ma intanto si litiga. Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha proposto di subordinare gli aiuti alle imprese per i rincari energetici e delle materie prime al rinnovo dei contratti. Il Sole 24 Ore il giorno dopo ha titolato in prima pagina “No al ricatto del ministro” e il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha sostenuto che bisogna agire invece sul taglio del cuneo fiscale. La proposta è di un taglio di 16 miliardi nella fascia di reddito fino a 35mila euro, che vorrebbe dire una mensilità in più. E se oggi il cuneo fiscale contributivo è pagato per due terzi dalle imprese e per un terzo dai lavoratori, le imprese propongono un beneficio al contrario: due terzi ai lavoratori, un terzo alle imprese. Vale a dire un taglio di circa 10,7 miliardi per i primi e 5,3 miliardi per le imprese.

So what? Nel decreto anti-rincari che il governo approverà oggi, è atteso intanto un intervento tampone a sostegno delle buste paga. Si parla di due ipotesi: un bonus una tantum da 200 euro o mini-taglio del cuneo fiscale. Tutte le forze politiche ormai chiedono un intervento sui salari. Ma quale? Andrea Garnero, economista dell’Ocse, ha fatto notare che tagliare il costo del lavoro non significa sempre che la busta paga del lavoratore diventi più ricca. E se il segretario del Pd Enrico Letta invoca un’«alleanza», Orlando torna a parlare ancora una volta di salario minimo, legandolo a una legge sulla rappresentanza.

La voce dei metalmeccanici La questione è complessa e forse servirebbero diversi elementi da mettere insieme, soprattutto in un Paese come l’Italia dove i salari sono diminuiti e non aumentati negli ultimi anni. Dice il segretario della Fim Cisl Roberto Benaglia: «Usiamo il welfare, usiamo la detassazione, usiamo la decontribuzione, ma il netto in busta paga deve essere difeso. Si tratta di dialogare con le controparti insieme al governo per trovare la formula giusta che, tra predeterminazione di obiettivi di inflazione da un lato e recupero ex post, permetta di contenere il tetto inflattivo evitando la spirale. Non possiamo pensare che i salari stiano fermi per anni. Anzi, devono aumentare perché aumenta il valore del lavoro: la professionalità è sempre più importante e se vogliamo lavoro di qualità dobbiamo pagarlo bene».

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A SUON DI DECRETI
Doppio Cdm Terminato l’incontro a Palazzo Chigi con i sindacati, convocati nel giorno della festa dei lavoratori del Primo Maggio, il governo ha due appuntamenti in agenda. Nella prima riunione, è stato confermato il taglio delle accise sui carburanti fino all’8 luglio. L’intervento viene esteso anche al metano per cui l’accisa va a zero e l’Iva viene ridotta al 5%. Poi nel pomeriggio sarà discusso un nuovo decreto aiuti a sostegno di famiglie, imprese e lavoratori contro i rincari. A cui seguirà una conferenza stampa con il premier Mario Draghi e i ministri Franco, Cingolani e Orlando.

In attesa dell’Europa Per il momento si parla di misure intorno ai 7 miliardi. Il leader della Cgil Maurizio Landini, all’uscita da Palazzo Chigi, ha già detto che non sono sufficienti. Palazzo Chigi e Ministero dell’Economia non prevedono ancora uno scostamento di bilancio, in attesa di capire se l’Ue metterà in campo un Energy Recovery Fund. Da Bruxelles intanto arriveranno a breve le nuove linee guida per l’utilizzo delle risorse del Pnrr, con indicazioni ai singoli Paesi per aggiornare i piani nazionali alla luce dell’inflazione. L’Ue, inoltre, sta ragionando su un incremento di risorse in linea con l’impennata dei prezzi delle materie prime, per evitare il rischio che le imprese rinuncino agli appalti. Ma prima ancora di valutare qualsiasi ipotesi, si attenderebbe il lavoro di analisi di Ocse e Fmi.

 

ALLA CANNA DEL GAS
Segno meno L’economia italiana ha registrato nel primo trimestre del 2022 una lieve flessione del Pil, pari a -0,2%, la prima dopo quattro trimestri di “crescita sostenuta”, secondo quanto spiegato dall’Istat.

Diversificare L’Italia intanto ha firmato sei contratti con diversi Paesi, dall’Angola al Qatar, per sostituire il gas russo. Nel nuovo decreto si prevede anche la realizzazione di rigassificatori galleggianti oltre le 12 miglia nautiche dalla costa e di impianti fissi a terra. Ma serviranno almeno due anni per rimpiazzare del tutto le forniture da Mosca.

 

LO STATO DELLE SANZIONI
Divisi sul petrolio La bozza del sesto pacchetto di sanzioni europee contro la Russia per la guerra in Ucraina ha cominciato a girare sul tavolo di diplomatici e funzionari europei nel fine settimana. Si prevede lo stop alle importazioni di petrolio russo. Ma non subito: si partirebbe dal 2023, come chiede la Germania. Ma le posizioni sono ancora distanti e le ricette diverse:

  • Se Berlino spinge per un embargo graduale, altri Paesi indicano vie alternative. L’Italia preme per mettere un tetto al prezzo del greggio russo, oppure un dazio speciale. La Polonia e i Paesi Baltici vogliono invece un bando definitivo. Mentre Ungheria e Slovacchia rifiutano ogni ipotesi di bando totale. Il premier ungherese Viktor Orban ha avvertito che il suo governo “non cederebbe a nessuna pressione per estendere le sanzioni contro la Russia al gas o al petrolio, poiché ucciderebbe l’economia ungherese”.

… e sul rublo Dopo che Putin ha varato il decreto in cui si chiede il pagamento del gas in rubli, l’Ungheria ha fatto sapere di voler aderire alla richiesta russa, ma anche diverse compagnie europee potrebbero procedere in questa direzione. Su come muoversi, in realtà, si sta assistendo al caos, con le linee guida della Commissione che sono tutt’altro che chiare.

Agenda Oggi si riunisce il Consiglio Ue dei ministri dell’Energia, che ha in agenda la preparazione di un piano di risposta all’eventuale blocco delle forniture di gas da parte di Mosca, dopo la chiusura dei rubinetti a Polonia e Bulgaria.

 

ECONOMIA DI GUERRA
Stagflazione russa Il ministero delle Finanze russo ha effettuato il pagamento in dollari per le cedole sugli eurobond in scadenza il 4 maggio (termine del cosiddetto “periodo di grazia”). La Russia ha evitato quindi quello che sarebbe stato il suo primo default sul debito in valuta estera dal 1998. La Banca centrale russa intanto ha tagliato i tassi di interesse dal 17 al 14%, a fronte di una contrazione dell’economia attesa tra l’8 e il 10% per il 2022.

  • In che modo la Russia sta evitando il disastro economico? La risposta è sempre quella: grazie alle esportazioni di gas e petrolio, come spiega Foreign Policy.

Frenata americana Nel primo trimestre 2022 arretra anche l’economia americana, con un calo del Pil dell’1,4%. Un crollo inatteso, dopo il +6,9% registrato nel trimestre precedente.

L’arma della fame Secondo l’Onu, ci sono 4,5 milioni di tonnellate di grano bloccate nei porti ucraini a causa dell’aggressione russa. I soldati russi starebbero rubando i macchinari agricoli ed espropriando le coltivazioni. Mentre a marzo si è registrato un aumento record dei prezzi dei generi alimentari che non si vedeva dal 1990. Le conseguenze si fanno sentire nei Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa.

 

DOSSIER CALDI
Risiko Lukoil Il sindaco di Priolo ha scritto a Draghi per chiedere la nomina di un commissario straordinario al posto dell’attuale governance locale di Isab-Lukoil e l’attivazione di «tutti gli strumenti finanziari disponibili» per evitare la chiusura della raffineria che porterebbe alla cancellazione di oltre 10mila posti di lavoro tra occupazione diretta e indiretta. Lo stabilimento, controllata dalla società russa, vale il 20% della capacità di raffinazione italiana e soddisfa il 20% della domanda elettrica siciliana.

Romanzo Generali Dopo mesi di scontri, oggi si tiene il primo cda del nuovo corso di Generali per confermare i poteri al ceo, Philippe Donnet, e al nuovo numero uno, Andrea Sironi. Quindi tanto rumore per nulla? Non è detto: Il Sole 24 Ore scrive che Del Vecchio potrebbe chiedere alla Bce di salire al 25% di Piazzetta Cuccia.

Fumata nera Il cda di Fibercop, la società della rete secondaria di Tim, ha rinviato la decisione sull’intesa commerciale tra Tim e Open Fiber sulle aree bianche. E non si è concretizzato neanche il memorandum d’intesa con Cdp sulla rete unica Tim Open Fiber. La firma sembra essere slittata di qualche giorno rispetto alla scadenza prevista per il 30 aprile. Il 4 maggio è invece in calendario il cda di Tim sulla trimestrale.

Storie dal Mississippi I navigator, alla fine, hanno ottenuto un’altra proroga di quattro mesi sui contratti scaduti il 30 aprile. Mentre restano in bilico i contratti di 73 operatori di Anpal servizi, i cui contratti sono scaduti pure a fine aprile. Intanto la Corte dei conti ha deciso di rinviare a giudizio l’ex presidente di Anpal, il prof del Mississippi Mimmo Parisi, per i rimborsi spese sui voli in business class tra Italia e Stati Uniti, di cui Linkiesta aveva dato notizia per prima. La richiesta è di un risarcimento di 100mila euro.

 

COSE DI LAVORO
Oltre il Primo Maggio Non solo la festa dei lavoratori, il 28 aprile si è celebrata la Giornata mondiale della sicurezza sul lavoro. Mentre la cronaca dava notizia di altre morti da Nord a Sud. Uno studio dell’Università Statale di Milano ha registrato gli effetti economici – diretti e indiretti – degli incidenti, sostenendo che così si brucia tra il 3 e il 6,3% del Pil.

I dati di marzo L’Istat ha diffuso le cifre sull’occupazione a marzo 2022, dalle quali ancora non si evince l’impatto della crisi internazionale sul mercato del lavoro. Il numero dei lavoratori è tornato ai livelli pre-pandemia, ma è record di contratti a termine.

La hit dell’estate Si torna a parlare di bar e ristoranti che non riescono a trovare camerieri e chef, dando la colpa al reddito di cittadinanza e ai giovani che non vogliono lavorare. Le ragioni, in realtà sono più complesse: se n’è parlato in questa puntata di Fuori dalla Bolla. Per capirci qualcosa in più, basta guardare anche alla scomparsa dei gelatai a Milano.

Turn over per pochi Secondo il Global Talent Trends di Mercer, il 72% delle grandi aziende italiane e multinazionali prevede un ricambio di personale. Ma riguarderà solo i lavoratori altamente qualificati.

 

AGENDA
3 maggio – Draghi interviene al Parlamento europeo; informativa alla Camera del ministro Cingolani sui costi dell’energia; riunione dell’Eurogruppo e dell’Ecofin.
4 maggio – La presidente dell’Europarlamento Metsola in visita a Roma; riunione di politica monetaria della Fed.
5 maggio – In Polonia si tiene conferenza internazionale dei donatori sugli aiuti all’Ucraina; vertice Opec.
6 maggio – Arriva il dato sul tasso di disoccupazione americano

Alla prossima settimana,
Lidia Baratta

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