Conquista socialeLe politiche per i lavoratori autonomi e la fine dei pregiudizi

La pandemia ha fatto cambiare il sentimento della politica e della società nei confronti di una delle categorie più vessate finora da tasse e burocrazia. Negli ultimi anni sono stati tanti i sostegni adottati nei confronti dei professionisti per la loro attività, per la conciliazione vita-lavoro, l’innovazione e il mantenimento dei livelli occupazionali

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Gli ultimi due anni trascorsi hanno determinato un cambio di rotta in tema di politiche del lavoro attive e passive indirizzando queste verso una riqualificazione professionale del beneficiario e cercando di estenderle ulteriormente per renderle universali. La pandemia da Covid-19 ha sradicato dall’opinione pubblica e dalla politica, gli ultimi pregiudizi sul lavoro autonomo ed il mondo della libera professione. 

I liberi professionisti, colpiti dalle misure di contenimento della diffusione del virus, sono ora considerati dalle istituzioni come soggetti meritevoli di tutele e sostegni, all’insorgere di eventi di particolare entità che pregiudicano l’attività professionale, la salute e più in generale il reddito, al pari di ogni altro lavoratore. 

Sono diversi i sostegni adottati negli ultimi anni in favore del lavoro autonomo, per realizzare un quadro delle vigenti politiche pubbliche di tipo attivo e passivo destinate ai professionisti per la loro attività, per la conciliazione vita-lavoro, l’innovazione e il mantenimento dei livelli occupazionali. 

Ricordiamo, innanzi tutto, il pacchetto di aiuti straordinari stanziati negli anni 2020 e 2021 in favore dei professionisti e autonomi come il RUI, il Bonus contributo a fondo perduto del primo “Decreto Sostegni” e l’esonero contributivo parziale disposto dalla legge di bilancio 2021, volti a mitigare le ricadute economiche in considerazione della prima e seconda ondata della pandemia.

Sotto il profilo delle politiche attive del lavoro, si segnala il programma GOL esteso dalla legge 234/2021 ai lavoratori autonomi titolari di partita IVA, che cessano definitivamente la propria attività professionale, e ai beneficiari di DIS-COLL al fine di includerli in percorsi personalizzati di orientamento, riqualificazione e ricollocazione nel mercato del lavoro. Il disposto normativo di riferimento (commi 251 e 252 dell’articolo unico) prevede che i servizi di assistenza dedicati a tali figure, debbano essere erogati dai centri per l’impiego mediante lo sportello dedicato al lavoro autonomo già istituito dalla L. 81/2017, anche stipulando convenzioni non onerose con gli ordini, i collegi professionali e con le associazioni più rappresentative dei lavoratori autonomi iscritti e non iscritti ad albi professionali. Sportello che ancora oggi manca purtroppo e che rischia di fare la fine dei centri per l’impiego. In questo caso dovrebbero intervenire i corpi intermedi.

Numerose sono invece le misure di riqualificazione del personale dipendente in forza presso gli studi professionali, quali il Fondo Nuove Competenze, e di incentivi all’occupazione come quelli previsti dal Sistema Duale. Secondo questi ultimi, il contratto di apprendistato, frequentemente utilizzato dai professionisti datori di lavoro, grazie alla legge di bilancio 234/2021 vedrà azzerarsi l’aliquota imponibile per i periodi contributivi maturati nei primi tre anni di servizio negli studi che non superano i 9 dipendenti ovvero l’esclusione del costo retributivo degli apprendisti dalla base per il calcolo IRAP. Parliamo di un risparmio consistente per i datori di lavoro.

Considerando le tutele di natura più assistenziale, particolare rilievo assume, anche alla luce dell’intenso percorso negoziale tra le istituzioni e le associazioni di categoria necessario per la sua definizione, il comma 927 art. 1 della richiamata legge di bilancio per il 2022. La disposizione introduce una nuova copertura relativamente ai casi di gravi incidenti o malattie che impediscono di fatto il professionista (a prescindere dalla natura giuridica tramite la quale esercita) a rispettare scadenze o termini perentori per le istanze, versamenti, dichiarazione o altri compiti. La misura è finalizzata a evitare sanzioni a carico dei clienti dei cui atti il professionista deve rispondere in quanto mandatario. Perciò, all’avverarsi di una improvvisa malattia o infortunio gravi, lo stesso dovrà segnalare l’impedimento all’ordine professionale di riferimento per il congelamento delle scadenze per 30 giorni.

Da segnalare che in tema di genitorialità, precedentemente non soggetta ad alcun tipo di tutela, la bozza del decreto legislativo di recepimento della direttiva UE2019/1158 prevede altrettante novità interessanti. Nel dettaglio, le libere professioniste potranno godere di un’indennità di maternità per il periodo da due mesi antecedenti la data del parto a tre mesi successivi nella misura dell’80% di cinque dodicesimi del reddito professionale denunciato al fisco. La stessa bozza dispone inoltre un aggiornamento della legge 81/2017, riconoscendo l’indennità per congedo parentale per la durata di tre mesi a ciascuno dei genitori da fruire entro i primi 12 anni di vita del figlio e prevedendo un ulteriore periodo di congedo alternativo tra i genitori di tre mesi da fruire sempre entro i primi 12 anni di vita del figlio. In merito è intervenuto il comma 239 della legge di bilancio per il 2022 prevedendo per le donne professioniste che l’indennità di maternità venga riconosciuta per ulteriori tre mesi  a  decorrere  dalla  fine  del periodo di maternità. 

Ricordiamo qui anche lo strumento dell’equo compenso il quale, malgrado il limitato perimetro di applicazione circoscritto alle sole convenzioni tra professionisti e PA e altri committenti “forti”, punta ad assolvere al diritto costituzionalmente sancito di godere di una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità della prestazione erogata dal professionista. 

I professionisti e gli autonomi così come tutti i cittadini stanno anche accusando le conseguenze dell’inflazione in atto. Pertanto il governo, ha inserito nell’elenco dei beneficiari dei sostegni finanziari previsti dal nuovo pacchetto di aiuti racchiusi nel DL 50/2022, la categoria dei lavoratori autonomi e dei professionisti iscritti alle gestioni Inps, nonché quelli iscritti alle Casse di previdenza autonome ex. d.lgs. 509/1994, come beneficiari con un bonus di 200 euro. Di scarso rilievo economico, ma che conferma la prassi di non dimenticare i lavoratori autonomi in ogni intervento di aiuto.

In ultimo, tra le più recenti novità, evidenziamo un aggiuntivo contributo economico che segna un ulteriore passo avanti per le pari opportunità del settore: il Piano Voucher fase II previsto dal D.M. 27 aprile 2022. Il decreto ministeriale estende l’incentivo per la transizione digitale delle imprese previsto dal decreto MISE del 23 dicembre 2021 anche alla platea dei liberi professionisti e lavoratori autonomi. I soggetti che si avvarranno della connessione a banda ultralarga resa dai gestori accreditati al portale Infratel Italia, potranno godere di un rimborso compreso fra il minimo di € 300 e il massimo di 2.500 euro. L’aiuto rafforzerà il processo  in corso di digitalizzazione degli studi professionali, necessario per la competitività.

Un quadro ricco di interventi che mostra un cambio di clima, di cui gli stessi lavoratori autonomi non sono consapevoli. Sembra venuto meno quel pregiudizio sui professionisti, quali soggetti economici forti e al contempo cattivi contribuenti. L’insieme delle misure elencate aggiunto alle misure di welfare contrattuale erogate dagli strumenti bilaterali nati dalla contrattazione collettiva del comparto degli studi professionali (l’ente bilaterale Ebipro, il fondo interprofessionale per la formazione continua Fondoprofessioni, Gestione Professionisti e Fidiprof per l’accesso al credito), sta realizzando una importante copertura per il professionista dagli attuali rischi e incertezze dell’attività lavorativa, ridando dignità e parità di tutela rispetto al lavoro subordinato. 

Fino a 10 anni fa un elenco del genere sarebbe stato impensabile. Troppi i pregiudizi sui professionisti come principali evasori fiscali. C’è voluta una pandemia per cambiare il sentiment della società e della politica nei confronti del lavoro autonomo e dei professionisti. Un’importante conquista sociale.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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