Calendario fitto Giro d’Europa in cinque mostre

Installazioni diffuse o site specific, riflessioni sul legame tra uomo e natura, opere dedicate a culture vicine e lontane. E la biennale nomade in Kosovo. Gli appuntamenti artistici più interessanti sul panorama continentale durante i mesi estivi

Steve Messam ve işi, Hush, 2019 (cortuesy of Istanbul '74)

Per una rara e favorevole congiunzione astrale, l’estate del 2022 sarà caratterizzata dall’apertura e dallo svolgimento di molte delle rassegne periodiche di arte contemporanea più importanti del panorama (non solo in Italia). Migliaia di appassionati, esperti e addetti ai lavori macineranno chilometri e chilometri per raggiungere le destinazioni europee che ospitano le mostre più interessanti e rilevanti di questa rovente stagione artistica. Ecco quali sono, secondo noi, quelle da non perdere assolutamente e di cui continuare a parlare anche quando le giornate si saranno ormai accorciate.

Bodrum
1 luglio-ottobre 2022

Between Humankind and Nature 

a cura di Demet Muftuoglu-Eseli –  in collaborazione con Istanbul ’74

«Presentata in dialogo con la natura dell’Egeo, vi invitiamo a esplorare le pratiche creative individuali di Between Humankind and Nature, una collezione di lavori realizzati da artisti che reimmaginano la nostra relazione con la natura e il mondo intorno a noi». Demet Muftuoglu-Eseli, curatore e co-fondatore della piattaforma artistica indipendente Istanbul ’74, presenta così la mostra collettiva degli artisti internazionali invitati in residenza a Bodrum. Lavorando sul territorio dell’Egeo con tecniche locali e materiali naturali, in stretto dialogo con l’ambiente e la sua tradizione, Between Humankind and Nature segna un nuovo spazio di ricerca che alimenta la creatività e la collaborazione artistica, intrecciando una nuova relazione tra storia e contemporaneità grazie alla trasversalità delle pratiche proposte, che spaziano dalle arti visive al design.

In mostra a Bodrum anche litaliana Federica Perazzoli (nata a Soregno, vive e lavora a MIlano). La sua arte ci catapulta in un intimo spazio evocativo, in un viaggio tra natura, cieli stellati e universi paralleli. Gli alberi giganteschi, le alte palme su sfondi policromi restituiscono allo spettatore il lungo tempo di meditazione, simboleggiato anche da piccole figure femminili che talvolta abitano questi luoghi fantasiosi come presenze fiabesche.

Federica Perazzoli (courtesy of Istanbul ’74)

Londra
10 giugno-16 ottobre 2022

21.Serpentine Pavilion

Black Chapel designed by Theaster Gates 

Quello con il Serpentine Pavilion è uno degli appuntamenti più attesi e importanti delle ultime estati. Quest’anno la sua realizzazione è stata affidata non a un grande nome dell’architettura ma a uno dell’arte contemporanea: Theaster Gates, che ha progettato una struttura che richiamasse la forma di alcuni degli edifici fondamentali per la storia culturale dell’uomo, molto simili tra loro nonostante la distanza geografica e temporale. All’interno, una serie di lavori site-specific dell’artista afro-americano faranno da scenario a un ricco programma di incontri, che animerà l’intera stagione di apertura del padiglione, tra cui performance di The Vernon Spring, The Choir of the London Oratory, Moses Boyd, Corinne Bailey Rae e the Black Monks, oltre a workshop con Mud Gang Pottery C.I.C e una cerimonia tenuta da Keiko Uchida.

Serpentine Pavilion 2022 designed by Theaster Gates © Theaster Gates Studio. Photo: Iwan Baan. Courtesy of Serpentine.

Kassel
18 giugno-25 settembre 2022

Documenta fifteen

lumbung – a cura di ruangrupa

Dal 1955, ogni cinque anni, le tranquille strade di Kassel vengono invase dalle opere e dai visitatori della mostra diffusa più famosa del pianeta, considerata insieme alla Biennale di Venezia e a Manifesta tra le vetrine privilegiate per capire le nuove direzioni dell’arte contemporanea. Giunto alla sua quindicesima edizione, quest’anno la direzione artistica dell’evento è stata affidata al collettivo curatoriale di Jakarta ruangrupa, che ha creato un intricato intreccio di presenze e collaborazioni prendendo spunto dai valori e dalle idee alla base dei “lumbug”, i silos condivisi per il riso indonesiani in cui la comunità deposita l’avanzo del raccolto dopo che ognuno ha tenuto la parte a sé destinata. Con un invito aperto ad altre realtà collettive e di gruppo, nei cento giorni di apertura, si svilupperanno connessioni e collaborazioni, reti di scambio ed esperienze che coinvolgeranno un numero indefinito di entità e individui organizzati in comunità, per dare vita a una nuova concezione di lavoro curatoriale e artistico.

Agus Nur Amal PMTOH, Tritangtu, 2022, installation view, Grimmwelt, Kassel, June 14, 2022, (Ph: Nils Klinger)

Berlino
11 giugno-18 settembre 2022

12th Berlin Biennale for Contemporary Art 

Still Present! – a cura di Kader Attia in collaborazione con Ana Teixeira Pinto, Đỗ Tường Linh, Marie Helene

Pereira, Noam Segal, Rasha Salti

La decolonizzazione dello sguardo e degli spazi dell’arte contemporanea è una pratica diventata cruciale negli ultimi anni. Artista, teorico e attivista in primis, Kader Attia come curatore della 12th Berlin Biennale ha scelto di focalizzarsi su un concetto a lui molto caro: quello di “riparazione”, di oggetti, di lesioni fisiche, ma anche di traumi individuali e della società. Una resistenza culturale, una forma di azione che ha trovato espressione in diversi campi della conoscenza. É proprio da questo genere di azione che si dipana il programma espositivo e collaterale della mostra, coinvolgendo artisti e pubblico in un dibattito critico che arrivi alla formulazione di un pensiero condiviso di cura e assistenza.

Sammy Baloji, installation view, 12th Berlin Biennale, Akademie der Künste, Hanseatenweg, 11.6.–18.9.2022 (Ph: dotgain.info)

Pristina
22 luglio-30 ottobre

Manifesta 14

La biennale nomade, ospitata ogni due anni in una diversa località, approda in Kosovo, con una scelta che è uno statement politico molto chiaro. Non ci sono curatori, ma una “mediatrice creativa”, la curatrice e critica Catherine Nichols, che, insieme al team di Manifesta, ha lavorato, sotto il titolo fittizio – preso in prestito da Donna J. Haraway – It matters what worlds world worlds: how to tell stories otherwise, a una mostra che creasse per i cittadini nuovi modi di reclamare lo spazio pubblico, in relazione alla creazione di una nuova narrazione che incorporasse questioni sociali, ecologiche e di sviluppo urbano – nodi cruciali in un territorio come quello kosovaro. Al suo lavoro si affiancano quello dello studio CRA – Carlo Ratti Associati per le visioni e gli interventi urbani.

01 – Build up Urban Intervention Brick Factory 2 © Manifesta 14 Prishtina / Atdhe Mulla

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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