Polo Strategico NazionaleA che punto è la gara per l’infrastruttura tecnologica più tormentata del Pnrr

Il Parlamento chiede trasparenza sulla Commissione giudicatrice che dovrà assegnare il bando per la rivoluzione digitale della pubblica amministrazione

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Con l’insediamento a maggio della Commissione giudicatrice è entrata nel vivo la gara per l’affidamento, mediante contratto di partenariato pubblico-privato, della realizzazione e gestione del Polo Strategico Nazionale, la gara da 723 milioni con cui il Governo punta a dotare la Pubblica Amministrazione di tecnologie e infrastrutture cloud in grado di ospitare i dati e i servizi critici e strategici di tutte le circa duecento amministrazioni centrali nonché quelli delle Aziende Sanitarie Locali e delle principali amministrazioni locali (Regioni, città metropolitane, comuni con più di 250 mila abitanti).

I lavori della Commissione giudicatrice che sta esaminando le proposte presentate dalle due cordate in gara (Tim-Leonardo-Cdp-Sogei e Fastweb-Aruba) hanno suscitato l’attenzione delle Commissioni parlamentari.

Nelle scorse settimane, la Lega e il Movimento 5Stelle hanno infatti presentato alla Camera due ordini del giorno, accolti dal governo in aula, con i quali viene chiesto di presentare alle Commissioni parlamentari competenti, entro 30 giorni dall’aggiudicazione della gara, una relazione sull’espletamento delle procedure della gara stessa, nonché di garantire che il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao riferisca alle Camere ogni sei mesi sullo stato di avanzamento dei lavori relativi alla realizzazione del Polo Strategico Nazionale e sul livello di adesione della Pubblica amministrazione all’infrastruttura.

Un impegno preciso chiesto al governo che sembra rispondere al bisogno di trasparenza del Parlamento sullo svolgimento in ogni sua fase di una gara dal percorso travagliato.

Oltre ai ritardi rispetto agli annunci di avvio del bando, nei mesi scorsi la gara ha visto il ritiro in corsa dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, parrebbe per un intervento del ministero dell’Economia che però ha sempre smentito ogni suo coinvolgimento e soprattutto per alcune anomalie legate alla presenza di Sogei all’interno della cordata selezionata quale soggetto promotore. Sogei infatti è la società in-house del ministero dell’Economia che, in base a un decreto legge del 2012, era già stata incaricata di realizzare l’infrastruttura per la gestione dei dati informatici della Pubblica amministrazione e che per questo motivo non poteva partecipare al bando di gara per il Polo Strategico Nazionale. Un’anomalia che il governo, accortosi dell’incongruenza, ha deciso di risolvere eliminando a novembre, tramite decreto, la norma che definiva le funzioni di Sogei.

Da qui la richiesta, dopo la mozione già presentata a gennaio, di rafforzare il coinvolgimento del Parlamento per assicurare la piena trasparenza e una costante informazione sulla procedura di gara nonché una vigilanza continuativa sulla realizzazione del Polo Strategico Nazionale.

Dopo l’insediamento della Commissione giudicatrice il 6 maggio, adesso è in corso la fase di valutazione dei progetti tecnici. Le cordate saranno convocate a conclusione dell’esame a una seduta pubblica durante la quale sarà reso noto il punteggio tecnico attribuito, mentre contestualmente saranno aperte le buste con le offerte economiche. La valutazione e la sommatoria dei punteggi tecnici ed economici consentirà di individuare l’aggiudicatario.

Secondo il sito del ministero dell’Innovazione, l’aggiudicazione della gara per il Polo Strategico Nazionale dovrà avvenire «al più tardi entro la fine del 2022», anche se la sensazione è che il governo abbia tutta l’intenzione di imprimere un’accelerazione anche per rispondere ai bisogni di sicurezza informatica delle pubbliche amministrazioni. Una roadmap serrata che dovrà però tenere conto del Parlamento e delle richieste di informazioni delle Commissioni parlamentari.