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La Sicilia nascosta di Agrigento, Delia e Favara tra architettura, arte contemporanea e pizzerie di nuova generazione

La costa Sud-Occidentale della Sicilia è forse la parte dell’isola più ricca di attività, luoghi di cultura e servizi. Oltre alle città che si affacciano sul Mediterraneo, dove generalmente si preferiscono le gite in barca, il pesce appena pescato, gli aperitivi in spiaggia a fine giornata, esiste anche una Sicilia dell’entroterra. Meno battuta, non poi così distante dal mare e ricca – se non ricchissima – di storia e bellezza.  Sono solo otto i km che dividono Agrigento da Porto Empedocle e generalmente, la prima immagine che salta alla mente di questa città non sono le sue vie e i suoi quartieri bensì i resti maestosi e imponenti del Tempio della Concordia, di Giunone o di Ercole. La Valle dei Templi è infatti un luogo che anche a distanza di migliaia di anni preserva un’aura magica, specialmente se vi capita di visitarlo al tramonto, con una posizione che domina tutta la valle riportando a immaginare lo splendore di un tempo. Le rovine racchiudono i resti della città di Akragas, definita dal poeta greco Pindaro come «la città più bella fra quante son albergo per gli uomini» e risalente al 580 a.C. La città visse diversi momenti di crescita, evoluzione e trasformazione dall’epoca romana, a quella tardo antica e alto-medievale fino alla conquista musulmana delle popolazioni arabe, berbere, spagnole, egizie e persiane avvenuta intorno 830 d.C. Queste influenze si ritrovano in parte nelle vie della moderna Agrigento, che oggi conta un piacevole centro storico e un fitto labirinto di vicoli, stradine e monumenti spesso ricchi di dettagli orientali. Testimone di tutte le influenze artistiche pervenute nella città nel corso dei secoli è senza dubbio la Cattedrale di San Gerlando. Nata inizialmente in epoca arabo normanna, è stata oggetto di svariate modifiche in epoca gotica, rinascimentale e barocca. Forse vi è capitato di sentire nominare la “lettera del diavolo”: si tratta di una vergata in caratteri e fonemi strani, apparentemente incomprensibili. La leggenda vuole che questa missiva fosse stata scritta dal diavolo in persona per indurre in tentazione una suora del convento benedettino di Agrigento, promettendole tutte le ricchezze del mondo, ma ella, come ricorda Tomasi di Lampedusa nel suo Gattopardo, non si fece irretire e denunciò l’accaduto. E tra un aneddoto religioso, una chiesa e un monumento, si può incappare anche in spaccati di città più attuali e contemporanei. Come la realtà di Sitari, pizzeria di riferimento del centro, nata nel 2013 e dopo i primi quattro anni totalmente riconcepita.

«Storicamente, da queste parti la pizza mediamente ha una base bassa e molto croccante. Noi abbiamo voluto riproporla con un impasto più alto e soffice, garantito da una lunga lievitazione. Abbiamo voluto migliorare la qualità degli ingredienti, alzando chiaramente i pezzi. Il primo impatto con i clienti non è stato facile a presto hanno capito il nostro sforzo e il salto di qualità che stavamo cercando di fare e ci hanno sostenuto» raccontano i titolari Giorgio e Filippo Sorce. La scelta del prodotto locale come il pomodoro rosso siculo, le alici, la marmellata di fichi o i pistacchi di Raffadali, la mozzarella locale sta alla base della materia prima utilizzata nei condimenti. Per quanto riguarda il salume, ci si affida a marchi selezionati, affidabili e di qualità. Nella Sciaragusa ad esempio troviamo vellutata di piselli, fior di latte al forno, e in uscita il Prosciutto Cotto Alta Qualità Affumicato L’Artemano Levoni, carciofini grigliati e scamorza affumicata delle Madonie. La Parma invece è realizzata con la passata di pomodoro pelato, fiordilatte, Prosciutto di Parma DOP Levoni, burrata a km0, pistacchio di Raffadali, olio EVO e basilico. E l’elenco è davvero ricco e sarebbero da provare a rotazione.

E proprio nella città di Raffadali, se siete amanti della pizza, trovate un altro indirizzo in cui fare una tappa golosa. Si tratta della pizzeria contemporanea That’s Amore, di Giuseppe Colletto. Un locale moderno, di grande respiro, dove l’attenzione alla formazione del personale e alla ricerca della migliore materia prima locale sono cardini fondamentali. «Ci piace valorizzare i prodotti del luogo senza doverci limitare eccessivamente nella scelta di altre referenze significative per le nostre ricette. La That’s Amore ad esempio ha il bordo panato di pistacchi locali, ciliegino semi-dry, stracciatella campana e Prosciutto Crudo 24 mesi selezione L’Artemano Levoni. Usiamo anche lo speck affumicato, la mortadella classica nella pizza fritta e il capocollo in una particolare ricetta con porri fritti, carciofi alla brace, fior di latte e capocollo appunto.

Se si è interessati a visitare mete ancora da poco esplorate dal turismo tradizionale, è senza dubbio da considerare una visita a Favara, piccola cittadina posta a 10 km da Agrigento nella quale recentemente è stata istituita una comunità di artisti. Il Farm Cultural Park è una galleria d’arte contemporanea provocatoria e ambiziosa, nata nel 2010, nella quale hanno luogo numerosi eventi culturali. Un vero e proprio quartiere dedicato all’arte e unico nel suo genere, che dona ad artisti nazionali e internazionali spazi espositivi e ai turisti e alla popolazione locale eventi culturali, bar, caffè, conferenze, proiezioni e laboratori nel corso dell’intero anno.
Poco lontano si trova Delia, un piccolo borgo nell’entroterra ci sole cinquemila anime, tra le Madonie e Canicattì. Un centro raccolto, fatto di poche ma curate vie, un castello arabo normanno che domina il paese dalla collina e la realtà unica e personale di Giuseppe Schembri. La pizzeria 360 gradi è un bellissimo esempio di chi torna nella propria terra dopo anni trascorsi all’estero per imparare e formarsi, riportando a casa un know how più completo e ricco di stimoli.

«Il mio menù è improntato alla stagionalità, con più prodotti possibili a chilometro zero, come ad esempio il fior di latte delle vacche che pascolano a meno di due chilometri dal mio locale, il pistacchio sia sotto forma di pesto confezionato da noi, che sotto forma di granella, la porchetta del maialino dei Nebrodi. L’unione tra le eccellenze locali e i salumi Levoni secondo me trova la sua massima espressione in alcune ricette che abbiamo ideato proprio nell’ottica di valorizzare la materia prima». La Bouquet, nuova arrivata in carta, viene cotta con una vellutata di zucchine alla base e il fior di latte a km0. Si inforna per due minuti a circa 340/350, a cottura ultimata si aggiunge l’elemento che si vuole rendere predominante. In questo momento è il Prosciutto Cotto Alta Qualità Affumicato L’Artemano Levoni, che grazie all’affumicatura e sentori speziati dona alla pizza una nota diversa e particolarmente gradevole. Viene poi completata con una fonduta di grana padano, del caviale di basilico, peperone cruscotto (che si sposa benissimo con il salume), semi di girasole e semi di chia. Una Sicilia tutta da scoprire, dove alle tradizionali gite sulla costa e ai siti archeologici più noti al mondo, potete alternare indirizzi di sperimentazione e culto della pizza ancora poco conosciuti a chi non è del posto. L’autenticità di molte di queste insegne, e la passione celata dietro ogni impasto, valgono tutti i lunghi viaggi e carboidrati ingeriti.

 

 

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