Appello ai sostenitori leali di DraghiIl fronte repubblicano ha bisogno di un partito vero, di un Partito Liberal Democratico

Il compito di Renzi, Calenda, Carfagna, Bonino, Sala, Toti, Gelmini, Bentivogli, Casini, Della Vedova e di tutti gli altri è molto complicato e assai urgente. Non basta un’alleanza, una federazione, un’unione, ma serve un partito reale, con un nome semplice, preciso, efficace. È tardi? Forse sì, ma meglio tardi che mai (tanto più che ve lo chiediamo da un anno e mezzo)

Hilthart Pedersen, Unsplash

Italia Viva non basta. Azione non basta. Più Europa non basta. Le persone perbene di Forza Italia non bastano. Non bastano nemmeno le tante sigle, le associazioni e le fondazioni liberali, centriste, ambientaliste, socialiste e riformiste che girano intorno all’ipotesi di costruire un fronte repubblicano contro il bipopulismo (al di fuori o di fianco al Pd decontizzato).

Il compito di Renzi, Calenda, Carfagna, Bonino, Beppe Sala, Toti, Gelmini, Bentivogli, Casini, Della Vedova e di tutti gli altri è molto complicato e assai urgente. Mancano due mesi alle elezioni, uno soltanto alla presentazione delle liste dei candidati. Quindi tutti quanti dovranno superare velocemente personalismi e risentimenti e costruire in tre settimane un’offerta elettorale comune e credibile. 

Ma per aspirare davvero a un risultato significativo alle elezioni e decisivo nel prossimo Parlamento, i sostenitori più leali del governo di Mario Draghi dovranno evitare di presentarsi come una sommatoria di simboli alleatisi per disperazione e per mancanza di alternativa. 

È necessaria la nascita di un nuovo partito, di un partito vero, con le sue liturgie democratiche, i suoi apparati territoriali, i suoi progetti politici (meno tasse, più protezione sociale e ambientale). 

Serve il Partito Liberal Democratico Italiano o sigla equivalente, associato a Renew Europe e affiliato alla famiglia politica dei liberali e dei democratici europei. 

Un partito autentico con una prospettiva politica che vada oltre l’orizzonte temporale di questo o di quel leader. 

Un partito in grado di superare le curve di tifosi organizzati a favore dell’uno o dell’altro leader. 

Un partito che dovrà scegliere la guida temporanea con primarie, se ce ne fosse il tempo, o con sorteggio o anche ai dadi, non importa, facciano come vogliono, ma serve una soluzione seria e condivisa fino alle elezioni del 25 settembre e poi un percorso chiaro per il dopo voto.

Ecco allora una proposta precisa per Renzi, Calenda, Bonino, Carfagna e tutti gli altri: basta perdere tempo, fondate un nuovo partito tutti insieme. Non un’alleanza, non una federazione, non un’unione, ma un partito reale, con un nome semplice, preciso, efficace.  

Un partito non leaderistico, ma un’orchestra di rivali, con dentro tutti, da Italia Viva ad Azione, dagli europeisti agli atlantisti, dai liberali ai repubblicani, dai socialisti a quel che resta di Forza Italia, più gli ambientalisti pro crescita, e con i tanti elettori liberal dentro e fuori il Pd e i tanti elettori liberali dentro e fuori Forza Italia. 

Tutti insieme, col Partito Liberaldemocratico Italiano, potremmo finalmente immaginare di trovare un riparo sicuro contro la temperie del bipopulismo perfetto italiano.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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