Nell’era della geopoliticaReputazione e leadership, Carlo Messina si conferma al primo posto tra i top manager

Secondo la classifica di Reputation Science, il Ceo di Intesa Sanpaolo – con 84.18 punti – mantiene salda la posizione in vetta. Dopo di lui Claudio Descalzi di Eni e al terzo posto Francesco Starace di Enel

LaPresse 16/05/2022 Torino

Al primo posto si trova, anche a giugno, Carlo Messina. Secondo la classifica Top Manager Reputation di Reputation Science (società che gestisce in modo scientifico e integrato la reputazione di aziende, manager e istituzioni), il Ceo di Intesa Sanpaolo – con 84.18 punti – mantiene salda la vetta. I suoi meriti sono vari: tra questi quello di aver avviato con Fondazione Belisario un progetto per sostenere talenti e aziende al femminile, di aver inaugurato il nuovo laboratorio di ricerca dedicato all’intelligenza artificiale e aver presentato le Gallerie d’Italia di Palazzo Turinetti a Torino, ristrutturato e riportato alla sua magnificenza da poco.

Non solo: Messina ha fatto sentire la propria voce a 360°, entrando nella dimensione della politica, con gli apprezzamenti per il lavoro svolto dal governo Draghi e, con i commenti sul tema dell’indipendenza finanziaria (e non solo) dell’Italia, in quella geopolitica.

Un dato interessante, perché mette in luce un tratto sempre più evidente tra i top manager: quando scoppia una crisi che coinvolge anche il Paese, aumentano il raggio del proprio impegno, perché percepiscono la frattura in corso e agiscono per correggerne la traiettoria, non limitandosi cioè ai confini della propria azienda. È un tempismo delicato che contraddistingue la vera leadership, soprattutto in anni turbolenti come questi.

Non a caso, tra le dimensioni strategiche di maggior impatto, a giugno cresce proprio quella relativa alla leadership (49%, +2% rispetto all’ultimo mese). Si conferma infatti al secondo posto Claudio Descalzi (80.05) di Eni, impegnato sul complesso fronte internazionale degli approvvigionamenti energetici e dei rapporti con la Russia, mentre sale al terzo Francesco Starace (79.53): l’ad di Enel ha rimarcato l’impegno dell’azienda verso l’obiettivo Net Zero entro il 2040, con dieci anni di anticipo rispetto a quanto previsto.

Quello delle prestazioni sociali e ambientali dell’impresa (ESG) è del resto un asset su cui i manager puntano sempre più, anche sul piano comunicativo. Secondo la ricerca, rappresenta quasi un terzo delle conversazioni sui top manager italiani (31%), in crescita del 3% su maggio. Attenzione all’ambiente ma non solo: lo ha ricordato Matteo Del Fante (79.38), ribadendo l’impegno di Poste Italiane anche per il sociale. In classifica poiaAvanzano i protagonisti del cluster Industria, guidato da Stellantis: il presidente John Elkann (75.40), sempre più coinvolto con Ferrari sul tema dell’elettrificazione, guadagna il quinto posto, mentre sale fino al 16° l’ad Carlos Tavares (60.46).

Il settore energia consolida le sue posizioni, con Stefano Antonio Donnarumma di Terna che raggiunge 75.19 punti e Renato Mazzoncini di A2A che ne conquista 72.58. Bene anche quello della moda, con Brunello Cucinelli (68.99), Giorgio Armani (68.05), Remo Ruffini (62.17) e Renzo Rosso (61.26). Sale tra i migliori 10 manager Luigi Ferraris (67.29) di Ferrovie dello Stato Italiane. In crescita anche Urbano Cairo (64.16).

Nel mondo Finance si confermano Philippe Donnet (61.74) di Assicurazioni Generali e Alessandro Benetton (60.60), mentre si avvicina alla top15 Andrea Orcel (59.12) di Unicredit. In top100 forte ascesa di Pietro Labriola di Tim (+31 posizioni).

Le newsletter
de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter