Riuso creativoSono nate le prime sneakers realizzate con sex toys riciclati

Una scarpa (a quanto pare molto comoda) con un duplice obiettivo: promuovere l’upcycling e far crollare i tabù attorno al benessere sessuale. L’idea è nata grazie alla collaborazione tra un brand di streetwear di Los Angeles e Doc Johnson, storica società americana specializzata in giocattoli erotici

Courtesy of Rose In Good Faith

«Mamma diceva sempre che dalle scarpe di una persona si capiscono tante cose: dove va, cosa fa, dove è stata». Siamo pronti a scommettere che la madre di Forrest Gump, interpretato dal grandissimo Tom Hanks, non si riferiva alle sneakers ottenute da sex toys riciclati lanciate dal brand losangelino Rose In Good Faith

Plastica o carta riciclata, gomme da masticare, mozziconi di sigaretta, scarti di frutta o verdura: l’economia circolare e il riuso creativo stanno incentivando i brand di calzature a realizzare prodotti con i materiali più disparati, ma che spesso si rivelano ecologici, resistenti e performanti. Quella dei dildo inutilizzati è però una novità degna di nota e probabilmente mai vista prima, e l’idea è arrivata da un marchio – Rose In Good Faith – che finora non si era mai buttato nell’universo delle scarpe.

Courtesy of Rose In Good Faith

Il nome della scarpa è “Plastic soul”, ed è realizzata partendo da sex toys inutilizzati in quanto rotti, difettosi o invenduti. Al posto di buttarli, perché non trasformarli in un paio di sneakers? Il prodotto è nato grazie alla collaborazione tra il brand statunitense e Doc Johnson, storica società americana (fondata nel lontano 1976) specializzata in giocattoli erotici, che ha fornito a Rose In Good Faith i sex toys.

A quel punto, il marchio con sede a Los Angeles – sfruttando un innovativo sistema di riciclaggio – ha ridotto i giocattoli in centinaia di migliaia di cubetti di TPE (gomme termoplastiche), per poi mischiarli con della schiuma Eva (Etilene vinil acetato) e ottenere il composto definitivo. Le sneakers, che non presentano lacci, sono state presentate il 16 luglio con un claim decisamente azzeccato («Stop f*cking mother nature»), riferito sia alla sfera sessuale sia alla necessità di convertirsi al riuso creativo per rispettare l’ambiente e non accumulare rifiuti dannosi per l’ecosistema. 

Courtesy of Rose In Good Faith

«Abbiamo lanciato un prodotto estremamente comodo, in grado di raccontare una storia. Ci auguriamo che la scarpa trascenda il tempo, dando vita a una nuova prospettiva dell’upcycling», ha detto a Papermag.com David Teitelbaum, Ceo di Rose In Good Faith. 

«Con Rose In Good Faith vogliamo promuovere il lato divertente del sesso attraverso la moda e l’innovazione. Per noi era importante creare una scarpa consapevole in termini ambientali. Non vediamo l’ora che queste scarpe si diffondano nel mondo, nella speranza che aiutino a far cadere i tabù attorno al benessere sessuale», ha spiegato Chad Braverman di Doc Johnson.