Aristocratica e plebeaGenova celebra i suoi Rolli per curare la malinconia dei secoli d’oro

Dal 14 al 16 ottobre, una quarantina tra palazzi, ville e siti monumentali trasporteranno il pubblico nell’atmosfera del periodo tra il ‘500 e il ‘700, quando la Superba teneva in pugno i regni europei con l’attività dei suoi abilissimi finanzieri

Il giardino di Palazzo Nicolosio Lomellino (Ph. L.Zeppa)

Viali eleganti accanto a carruggi e crêuze che si inerpicano verso la parte alta della città. Piazzette minuscole su cui si affacciano chiesette gotiche e botteghe centenarie. Residenze maestose che si alternano a vecchi edifici elegantemente délabré. Genova è così: aristocratica e plebea, essenziale e scenografica, aperta al mare e tentata dal suo entroterra, in un gioco di contrasti  evidenti ovunque. Persino (o soprattutto?) nell’architettura: accanto agli interventi di Renzo Piano tra i dock del Porto Antico si ritrovano, infatti, i Palazzi che vanno a costituire il cosiddetto “Sistema dei Rolli”, vale a dire le residenze eleganti e sciccose costruite a partire dalla seconda metà del ‘500. 

Proprio in quegli anni, infatti, il Senato della Repubblica di Genova creò degli elenchi – i “Rolli degli Alloggiamenti Pubblici” – che comprendevano i principali palazzi aristocratici della città, quelli che le dynasty della nobiltà genovese avevano totalmente rinnovato e che i ricchi mercanti genovesi avevano costruito in Strada Nuova (oggi via Garibaldi). Dato che non era possibile accogliere a Palazzo Ducale gli ospiti di stato, i proprietari dei palazzi inseriti negli elenchi erano obbligati a ricevere eccellenze ed eminenze, principi e ambasciatori in visita alla Repubblica, facendosi carico di tutte le spese di rappresentanza. 

Palazzo Tursi, Sala degli Arazzi 2 (Courtesy of studio Leoni Genova)

Il modello di ospitalità pubblica creato a Genova tra ‘500 e ‘700, i “Secoli d’Oro” della Superba, era unico: grazie ai suoi ospiti internazionali, come Rubens, che celebrò questi palazzi in un volume di grande successo pubblicato ad Anversa, Genova diventò famosa in tutta Europa per la qualità delle sue architetture e per uno stile di vita raffinato e di altissimo livello. E non è un caso che, dal 2006, una quarantina di questi palazzi siano diventati Patrimonio dell’Umanità UNESCO. I Rolli (a Genova li chiamano, tout court, così) sono dimore di gusto rinascimentale e barocco e hotel di charme ante litteram: progettati o ristrutturati dagli archistar del tempo si presentavano all’esterno con colpi d’occhio ipnotici grazie ad affreschi, trompe l’oeil, motivi architettonici dipinti, e, all’interno, regalavano sale e saloni affollati di stucchi e dorature, mobili e statue, sete e damaschi, ritratti e dipinti d’autore. 

Una grande operazione di immagine, sicuramente tanto da far vivere alla città un momento artistico ed urbanistico incredibile: «Le loro fabriche sono bellissime e comodissime», afferma, parlando dei palazzi genovesi, il testimonial d’eccezione Rubens. La sua grande guida illustrata – una specie di Lonely Planet realizzata esattamente 400 anni fa – racconta l’eccezionalità delle “fabriche” cittadine, attraverso una serie di disegni dettagliati delle facciate, delle piante, della struttura delle più importanti residenze. 

Palazzo Bianco (ph. CA Alessi)

E oggi che ne è dei Rolli? Alcuni sono diventati musei e sono quindi sempre visitabili, come i Musei di quella che un tempo era la Strada Nuova (è l’odierna via Garibaldi) cioè Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Tursi, megacontenitori di opere d’arte incredibili, da Guercino a Bernardo Strozzi, da Palma il Vecchio a Veronese, da Van Dick, a Rubens e Caravaggio. Imperdibili, anche, Palazzo Balbi, più famoso come Palazzo Reale, con una scenografica Galleria degli Specchi (versione made in Genoa di quella di Versailles) e il cinquecentesco Palazzo Spinola di Pellicceria, dove accanto alla quadreria della Galleria Nazionale della Liguria (presenti all’appello i soliti Rubens e Van Dyck ma anche Antonello da Messina e Grechetto) fa la sua bella figura la cucina storica del palazzo con i servizi di ceramica e d’argento usati dagli Spinola per ricevimenti dalla mise en place ineccepibile. 

Altri Rolli ospitano banche, istituzioni o uffici e quindi sono visibili solo nei giorni feriali: è il caso di Palazzo Tobia Pallavicino (in via Garibaldi, 4), sede della Camera di Commercio di Genova o delle residenze, nella monumentale via Balbi, dei vari rampolli di Casa Balbi diventate sedi di alcune facoltà universitarie. Altri, ancora, sono stati trasformati in luoghi d’accoglienza o in eleganti luoghi di shopping (è successo a Palazzo Baldassare Lomellini convertito in Garibaldi 12, un concept store declinato sul design d’autore). 

La facciata di Palazzo Grillo (courtesy of Palazzo Grillo)

Altri, infine, appartengono a privati ma ogni anno Genova celebra i suoi Rolli, con l’evento Rolli Days, durante i quali si aprono le porte di queste maestose dimore e vengono mostrati al pubblico i loro tesori. Durante l’edizione autunnale dell’evento (dal 14 al 16 ottobre) una quarantina tra palazzi, ville e siti monumentali trasporteranno il pubblico nell’atmosfera dei Secoli d’Oro di Genova, quando la Superba teneva in pugno i regni europei con l’attività dei suoi spregiudicati e abilissimi finanzieri. 

Si potrà visitare, inoltre, la grande mostra “Rubens a Genova” che vedrà protagoniste alcune delle principali opere del grande maestro fiammingo: la concomitanza di questi due eventi sarà l’occasione per seguire le orme e i suggerimenti di Rubens e visitare quei luoghi che lo stupirono e lo ispirarono. Non saranno, però, solo i luoghi di Rubens a fare da protagonisti dell’edizione di ottobre dei Rolli Days: da mettere in agenda anche la visita al riallestito Palazzo Rosso, con la possibilità di visitare il settecentesco appartamento di Anton Giulio II Brignole Sale, aperto al pubblico per la prima volta.

Se siete alla ricerca di una sistemazione per la notte… 
Essere ospitati come sovrani e dignitari, prelati e nobildonne? Possibile a Palazzo Grillo, primo ed unico palazzo dei Rolli a diventare hotel di charme. Come tutti i Rolli, Palazzo Grillo ha allure e fascino da vendere: fatto costruire dal marchese Domenico Grillo a metà del ‘500, il palazzo ha un prospetto  ricco di decorazioni marmoree e affreschi che creano un effetto monumentale grazie al gioco di pieni e vuoti offerto dai timpani, dai marcapiani e dal portale a colonne scanalate. 

La reception di Palazzo Grillo (courtesy of Palazzo Grillo)

L’interno, poi, è una combinazione, azzardata ma vincente, di arredi di design e atmosfere aristocratiche evocate da uno scenografico scalone d’onore, dalle grottesche che decorano soffitti e pareti, dagli affreschi che raccontano episodi dell’Iliade e storie della mitologia greca. Sono venticinque  le camere a disposizione degli ospiti, la colazione è servita su una terrazza con vista su cupole e  campanili, e Primo Piano, fiore all’occhiello dell’hotel, è un intero piano dedicato a mostre, rassegne, seminari ed eventi, con focus su fotografia e design contemporaneo.