Nessun patto d’opposizioneCarlo Calenda declina l’invito di Letta: mezzo Partito democratico è già con i Cinque Stelle

Il leader del Terzo Polo dice che «non c’è nessun fronte comune, neanche interno al Pd. Metà partito sta già con Conte». E il segretario Dem è «una persona molto umorale. I rapporti personali dominano rispetto alla politica, un po’ come ha fatto con Renzi prima delle politiche. Il tema è: siccome non sei venuto con me alle elezioni, adesso non ti parlo»

(La Presse)

«Noi abbiamo presentato una proposta molto chiara sul tetto nazionale alle bollette, l’ho mandata a Letta, gli ho detto “lavoriamoci insieme” e nessuno lo ha mai più sentito». Il leader del Terzo Polo Carlo Calenda, in un’intervista al Corriere, rispedisce al mittente l’invito arrivato dal Partito democratico, esteso anche al Movimento Cinque Stelle, di fare un patto d’opposizione contro il nuovo governo di centrodestra. «Non è una proposta vera, è falsa», dice, «sono sempre espedienti retorici che nascondono il nulla. Non sta succedendo niente né su questo fronte né tanto meno su quello delle Regionali».

Calenda accusa Enrico Letta di essere «una persona molto umorale. I rapporti personali dominano rispetto alla politica, un po’ come ha fatto con Renzi prima delle politiche. Il tema è: siccome non sei venuto con me alle elezioni, adesso non ti parlo. È un atteggiamento sbagliato e infantile».

Il leader di Azione dice che «non c’è nessun fronte comune, neanche interno al Pd. Metà partito sta già con Conte e infatti andrà alla manifestazione che, di fatto, è una manifestazione per la resa dell’Ucraina, sette deputati su undici hanno votato contro l’invio di armi… Ormai il Pd è già diviso in due campi. Proveranno a tenere tutto insieme attraverso un nuovo segretario che ricomincerà a dire “con Conte ma anche con Calenda”. È una cosa che non sta in piedi. E a proposito di Ucraina, io propongo a tutti i partiti, a cominciare da Pd e PiùEuropa, una grande manifestazione a sostegno».

Certo, ammette, «quantomeno noi e il Pd dovremmo riuscire almeno a lavorare su temi specifici come quello delle bollette. I dem si riempiono la bocca con la parola “sociale” ma se oggi c’è un tema che è devastante per la tenuta sociale è quello del costo delle bollette. Quando si accenderà il riscaldamento rischieremo di avere le persone che non solo vanno in piazza ma che non sono in grado di pagare le bollette. E allora su questo bisognerebbe concentrarsi ma io vedo solo tante chiacchiere sul nulla».

Il problema, secondo Calenda, è che «il Pd non riesce a trovare l’unità su nulla, allora è meglio che si guardino in faccia e decidano se è il caso di continuare a stare insieme. Noi abbiamo bisogno di fare un’opposizione costruttiva ma serrata su questa destra che è già piena di contraddizioni ma non possiamo farla insieme a chi ha mezzo partito che va dal lato opposto rispetto alla linea filo-ucraina e con chi non è in grado di risponderti né sulle Regionali né tanto meno sulle proposte per l’energia». Stando così le cose, «interloquire è molto complicato. Primo perché Letta non interloquisce. Non so con chi voglia farlo, anche perché Conte non vuole parlare con lui. Di questo passo andranno alle Regionali con Fratoianni… Mi pare proprio che stiano ripetendo l’errore delle Politiche».

E Giorgia Meloni? «Non ha praticamente mai detto niente e dicono che è responsabile perché sta zitta», risponde. «Oggi bisogna che Meloni dica che le promesse assurde di Salvini e Berlusconi sulle pensioni e la flat tax non esistono e che però bisogna intervenire sull’energia anche mettendo soldi in più rispetto a quelli che ha messo Draghi. Ecco dovrebbe dire questo, ma parlano solo della Ronzulli».

 

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