#MilanoAiutaUcrainaIl contact center che aiuta i profughi ucraini

Il primo a donare è stato Andrij Ševčenko, poi tutta Milano ha contribuito ad aiutare chi ha bisogno. E ci uniamo anche noi di Gastronomika

Dimitris Vetsikas - Pixabay

Un “Telefono amico” per l’Ucraina. Anzi, per quella fetta di Ucraina che dall’inizio del conflitto è approdata nel territorio di Milano e del suo hinterland: quasi 14 mila profughi, giovani e meno giovani, in cerca di una sistemazione che possa consentire loro una vita decorosa (e libera) nella costante speranza di poter tornare a casa.

L’iniziativa nasce da una donazione offerta da Andrij Ševčenko. Un nome che non ha bisogno di presentazioni: stella del Milan e della Nazionale Ucraina, Pallone d’Oro e, ora, ambasciatore nel mondo dei diritti e delle necessità di una terra devastata dall’invasione Russa.

Con il suo contributo il fondo #MilanoAiutaUcraina (costituito nel mese di marzo dalla Fondazione di Comunità Milano, in collaborazione col Comune) ha potuto dare vita al Contact Center in lingua ucraina (il numero di telefono è 02 0205) attivato il 16 maggio; da allora al 21 settembre, al centro sono arrivate 2372 telefonate con altrettante richieste di aiuto o di semplici informazioni.

A chiamare sono in larghissima maggioranza donne che cercano indicazioni pratiche, ma anche soltanto una voce amica alla quale rivolgersi nella loro lingua. Ai telefoni dello 02 0205 si alternano cinque operatrici (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18) che fanno tutto il possibile per coniugare efficienza, disponibilità e comprensione dei problemi dei loro interlocutori.

Le oltre duemila telefonate rappresentano del resto un dato che conferma la composizione del fenomeno migratorio ucraino nel milanese: delle circa 13900 persone ucraine presenti nell’area metropolitana di Milano, secondo le stime della Prefettura, circa un terzo sarebbero minori.

Il condizionale è d’obbligo perché solo 1310 minori risultavano iscritti alle scuole statali della Città Metropolitana, con un’amplissima zona grigia di bambini, bambine, ragazzi e ragazzi che non sono registrati ma si troverebbero a Milano e nell’hinterland insieme a madri, zie e nonne scappate dal conflitto e accolte da parenti ed amici che qui risiedono da tempo.

L’assistenza abitativa è uno dei bisogni fondamentali espressi da chi si rivolge allo 02 0205. Con il passare dei mesi e con il conflitto che non vede (per ora) una fine, l’esigenza di una sistemazione autonoma si fa sempre più pressante, mentre emerge la necessità di scelte e decisioni di medio periodo, come la ricerca di un lavoro o l’iscrizione scolastica per i minori.

Non stupisce, dunque, che ai primi posti delle richieste più frequenti rientrino informazioni per il supporto economico e per l’individuazione di opportunità lavorative temporanee.

Su questa base è stata progettata una serie disservizi di sostegno e integrazione finanziati dal fondo #MilanoAiutaUcraina: oltre al Contact Center, corsi di lingua italiana, percorsi di formazione-lavoro, campi estivi per bambini e bambine (ucraini e non, per favorire l’integrazione), attività sportive, supporto psicologico, mediazione linguistica, socializzazione.

A valorizzare le donazioni di oltre 350 milanesi – è stato raccolto oltre un milione e 145 mila euro – sono Fondazione di Comunità Milano e Comune, impegnati nel coordinamento di un’ampia rete di partner. Capofila della cordata è Fondazione Ismu con tredici partner distribuiti sul territorio cittadino che hanno il compito di intercettare cittadini ucraini, ascoltarne direttamente i bisogni e attivare servizi di aiuto e supporto.

Fondazione di Comunità Milano sostiene, realizza e promuove iniziative capaci di rispondere ai bisogni degli oltre due milioni di cittadine e cittadini di Milano e di 56 Comuni delle aree Sud Ovest, Sud Est, Adda Martesana. Grazie al legame diretto con il tessuto sociale ed economico del “suo” territorio di riferimento, la Fondazione è spesso in prima fila rispetto ad emergenze sociali al fianco delle istituzioni, come già in passato è accaduto per la campagna #MilanoAiuta nel pieno dell’emergenza Covid.

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