Quale paceLetta in piazza nel sit-in davanti all’ambasciata russa brucia Conte e ricompatta il Pd

Appuntamento per giovedì 13 ottobre alle 18.30, partendo da un punto chiaro e senza ambiguità: c’è un aggressore, la Russia di Putin, che va condannata, e un aggredito, l’Ucraina, che va sostenuta. A organizzare la mobilitazione è un gruppo di associazioni che ieri hanno lanciato la campagna di adesione all’appello “Non c’è vera pace senza verità. Non c’è verità senza libertà”

Cecilia Fabiano/ LaPresse

Il Partito democratico scavalca il neo capopopolo del pacifismo à la carte Giuseppe Conte e prova a riprendersi la piazza contro la Russia di Putin, aderendo un sit-in davanti all’ambasciata russa per giovedì 13 ottobre. Il leader dei Cinque Stelle avrebbe voluto «mettere il cappello» sulla grande manifestazione promossa dalla Rete pace e disarmo, che già aveva creato parecchie divisioni e distinguo all’interno dei Dem. Con questa mossa, però, Letta ricompatta il partito e prova a frenare il tentativo dei grillini di appropriarsi di temi e battaglie care alla sinistra.

L’appuntamento è per giovedì alle 18.30 davanti all’ambasciata russa. Partendo da un punto chiaro e senza ambiguità: c’è un aggressore, la Russia di Putin, che va condannata, e un aggredito, l’Ucraina, che va sostenuta. A organizzare la mobilitazione è stato un gruppo di associazioni che ieri hanno lanciato la campagna di adesione all’appello “Non c’è vera pace senza verità. Non c’è verità senza libertà”. Tra gli organizzatori ci sono Base Italia di Marco Bentivogli, LiberiOltre, il Comitato Giovani per l’Ucraina. Ma anche personalità come Luigi Manconi, Sandro Veronesi, Leonardo Becchetti e Luca Diotallevi.

«Non possiamo fermare la guerra con le nostre mani, ma insieme possiamo chiedere di far avanzare la pace. Siamo tutti ucraini, siamo tutti europei», recita l’appello.

Sarà un’iniziativa apartitica, ma rivolta al centrosinistra. Oltre al Pd, ci sarà anche PiùEuropa, per avanzare specifiche richieste: il cessate il fuoco e ritiro immediato delle truppe russe dal territorio ucraino e il riconoscimento della piena indipendenza e autonomia di Kyjiv secondo i confini stabiliti dalla comunità internazionale prima del 2014. Una serie di punti, come spiega Repubblica, che permettono ai Democratici di superare l’imbarazzo e il timore di ritrovarsi nella piazza di Conte, magari circondati da slogan anti-atlantisti e contro l’invio di armi alla resistenza ucraina.

«Tutte le forze politiche devono essere alleate in questo sforzo, deve esistere una sola piazza, quella che parte dal basso, non quella di Conte o di qualche altro capo partito. La pace è troppo importante per essere lasciata a iniziative estemporanee o mediatiche», dice Graziano Delrio. E la responsabile Esteri dei Dem Lia Quartapelle, avverte: «Senza solidarietà con gli ucraini manifestare per la pace diventa un esercizio buono solo per la polemica interna».

Il 21, 22 e 23 ottobre è convocata invece la mobilitazione della Rete pace disarmo. Poi a novembre ci sarà invece la grande manifestazione promossa dalla sigla “Europe for peace”.

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