Winter is comingLa proposta (e le coperture) del Terzo Polo per calmierare i prezzi delle bollette

Azione e Italia Viva propongono un tetto al prezzo di gas ed elettricità da ottobre a marzo 2023 e a differenza di altri partiti indicano come pagarlo, centesimo per centesimo

LaPresse/Michael Probst

Tutti dicono di voler mettere un tetto alle bollette, nessuno dice dove trovare i soldi. Il Terzo Polo ha presentato il suo piano per un price cap al costo di gas ed elettricità e soprattutto ha indicato dove trovare le coperture. In questo momento, il prezzo medio dell’energia elettrica è di 251 €/MWh, quello del gas di 139,5 €/MWh. La proposta di Azione e Italia Viva è di fissare un massimo rispettivamente a 150 €/MWh per la corrente e 100 €/MWh per il metano.

La lista ha stimato l’impatto economico e ha indicato dove reperire le risorse. Per l’elettricità, calcola un importo di 16,9 miliardi di euro, dopo il disaccoppiamento preventivo tra il prezzo di quella prodotta tramite gas da quella generata con altre fonti (e di 35,8 miliardi senza decoupling). Per il gas, 26,4 miliardi di euro.

L’idea è sostituire il credito di imposta per le bollette di ottobre e novembre, previsto dal governo, con un tetto al prezzo di elettricità e gas fino a marzo 2023. Per l’anno in corso, 16 miliardi possono arrivare riportando il deficit attuale, al 5,1%, al livello programmatico del 5,6% (10 miliardi), dai proventi delle aste ETS destinati ai ministeri della Transizione energetica e dello Sviluppo economico (1,5 miliardi) e dal risparmio per la mancata applicazione del credito di imposta per le spese energetiche delle imprese (4,7 miliardi).

Nel 2023, si possono invece liberare 23 miliardi. L’aggiustamento del deficit consentirebbe di sbloccarne 10, altri 9 miliardi arriverebbero dalla tassazione degli extra-profitti delle aziende che producono/vendono elettricità e gas. La maggior crescita economica consentita dal piano varrebbe 5 miliardi. La spesa totale oscillerebbe quindi tra i 43 e i 62 miliardi di euro. Evitare le riforme in debito del programma della destra basterebbe a risparmiare abbastanza: la flat tax al 23% si mangerebbe 30 miliardi, «quota41» 6,5 miliardi e una ipotetica pensione minima a mille euro altri 30 miliardi.

La coalizione indica alcuni obiettivi essenziali a sostegno di questa strategia: il completamento dei rigassificatori di Ravenna e Piombino, vanno poi aumentati i siti di stoccaggio, anche sfruttando i giacimenti esauriti dell’Adriatico, e va costruito un impianto di compressione a Sulmona. È stato autorizzato nel 2018, ma il progetto è rimasto fermo.

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