Governo SalviniLa strategia di Piantedosi sui migranti farà solo aumentare gli irregolari, dice Calenda

Il leader del Terzo Polo è d’accordo sul fatto che ong non dovrebbero operare in zone Sar libiche «per non rappresentare un fattore di attrazione delle partenze. E senza dubbio per loro è necessario un codice di condotta». Ma «se violano le regole, al massimo le sanzioni, non blocchi le persone per giorni sulle navi». E sul fisco, con la flat tax per le partite Iva «l’operaio finirà per pagare il doppio di tasse rispetto al lavoratore autonomo, creando assurde sacche di privilegio»

(La Presse)

Basta chiamarlo «governo Meloni». Per Carlo Calenda, leader del Terzo Polo, questo è il «governo Salvini». Sia sul fronte dei migranti, perché – dice alla Stampa – «la strategia di Piantedosi è un disastro e finirà per far restare in Italia decine di migliaia di irregolari in più». Sia sulle tasse, dove si va avanti con «condoni e marchette, senza aggredire l’evasione fiscale».

L’unica differenza tra Salvini e Piantedosi, per Calenda, è la spiegazione «con aria prefettizia». E non è solo «questione di forma, di “carico residuale”, ma proprio di numeri: per 234 migranti della Ocean Viking mamndati in Francia ce ne ritroveremo decine di migliaia in più di irregolari in Italia», dice. Perché la conseguenza dello scontro con la Francia è che «abbiamo provocato un rafforzamento dei controlli alle frontiere francesi, così i migranti, che normalmente arrivano da noi e poi se ne vanno, circa 70mila all’anno, in buona parte resteranno bloccati qui. E poi hanno fatto saltare l’accordo di ricollocamento di 10mila migranti a livello europeo, che è il totale di quelli portati dalle ong ogni anno».

Calenda è d’accordo sul fatto che ong non dovrebbero operare in zone Sar libiche «per non rappresentare un fattore di attrazione delle partenze. E senza dubbio per loro è necessario un codice di condotta. Detto ciò, se violano le regole, al massimo le sanzioni, non blocchi le persone per giorni sulle navi. Questa gestione è pressapochista, come sui rave, l’unico obiettivo è animare i talk show e le dirette social di Salvini».

Anche sul fisco, per Calenda prevarrà alla fine la linea leghista. «Credo faranno l’ampliamento della flat tax per le partite Iva, un meccanismo per cui l’operaio finirà per pagare il doppio di tasse rispetto al lavoratore autonomo, creando assurde sacche di privilegio». E per l’evasione fiscale «pensano di cavarsela con condoni e marchette per il loro elettorato di riferimento».

Secondo Calenda, le poche risorse che restano in manovra al di fuori degli interventi contro il caro energia andrebbero usate per «un taglio del cuneo fiscale e contributivo a favore dei giovani fino a 30 anni. È una misura che, secondo i nostri calcoli, vale 4 miliardi e mezzo. Il resto lo metterei in dotazione al fondo sanitario nazionale, che per il prossimo anno è in discesa, mentre le liste d’attesa negli ospedali crescono».

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