Supercazzola a marchio ZetaI fenomeni che si indignano per il missile in Polonia e dimenticano i cento sull’Ucraina

Come per il massacro di Bucha e il crollo del ponte tra la Crimea e la Russia, c’è sempre chi non vede l’ora di puntare il dito contro chi si difende anziché prendersela con le atrocità degli invasori

AP/Lapresse

L’altra sera non è che si son dati a investigare la fabbricazione e la provenienza dei missili piovuti in Polonia per tenere bassa la tensione, per spegnere la possibile scintilla nel pagliaio della Nato, insomma per addomesticare il pericolo che si trattasse di un atto di guerra su quel suolo, con le gravi conseguenze che un fatto simile avrebbe potuto comportare. Macché.

Tutta la girandola sulle “schegge”, sul missile che era per forza ucraino e che se anche non era ucraino era in mano agli ucraini (stesso modulo adoperato per quello che devastava una stazione ferroviaria mesi fa), e sul conflitto che vedi come rischia di allargarsi, e sull’escalation che vedi come si aggrava per colpa dei guerristi, in una parola la solita giostra di supercazzole dell’informazione a marchio Zeta ha cominciato a far vento per spazzare via questo fastidioso dettaglio costituito dai cento missili comprensibilmente e per nulla guerrescamente ammollati sulla capa dei renitenti al dovere morale della resa.

Il meccanismo era esattamente quello di Bucha: a priori dovevano essere manichini, perché è vero che i russi sarebbero stati capaci di fare quella strage ma è altrettanto vero che gli ucraini sarebbero stati capaci di inscenarla: e a compromettere il percorso di pace stava l’ipotetica messinscena più che il documentato eccidio.

Così il ponte tra la Crimea e la Russia: è guerrista tirarne giù un pilone, non adoperarlo per portare armi e vettovaglie all’esercito che bombarda gli asili, gli ospedali, gli edifici dei civili, i giardinetti dei bambini.

E così le “schegge” di due giorni fa: la testimonianza che se si va avanti di questo passo (e cioè avanti con la contraerea, mica con i cento missili) si finisce con la guerra che dilaga in Europa. Mentre se è arginata a un metro prima del confine polacco, e sempre premesso che è colpa di chi non si arrende, resta un conflitto tra Joe Biden e la Russia e non c’è rischio che la Nato debba attivarsi per contrastare chi dopotutto voleva solo mettere qualche persona per bene al posto degli omosessuali drogati. E poi chissà quanto salgono ancora le bollette.