A sinistraIl virologo Pregliasco si candida alle regionali in Lombardia con Majorino

Sfiderà come capolista sia Letizia Moratti sia Attilio Fontana. E sul governo Meloni dice: «Ha preso provvedimenti improntati a un liberi tutti forse eccessivo, che sembrano dettati da una certa attenzione al mondo no vax»

Foto Claudio Furlan - LaPresse

«Mi è stato chiesto di farmi avanti da diverse realtà del Terzo settore, vista la mia esperienza ultra decennale in Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze, ndr), prima come volontario poi come presidente. E poi certo, ho parlato a lungo con Pierfrancesco Majorino. Ci ho pensato su un po’ di tempo e alla fine ho deciso: mi candido a consigliere regionale della Lombardia nella lista civica con il candidato presidente del centrosinistra».

Fabrizio Pregliasco, uno dei virologi più celebri d’Italia nella pandemia da Covid-19, annuncia sul Corriere la sua candidatura nella contesa elettorale delle regionali lombarde nel campo del centrosinistra. Il direttore sanitario del Galeazzi-Sant’Ambrogio sfiderà come capolista, dalla parte di Majorino, sia Letizia Moratti che Attilio Fontana.

«Ho sempre votato il centrosinistra», dice. Ma non Cinque Stelle. E il centrodestra «mai» anche se «il centrodestra un po’ ce l’ho in casa visto che la mia compagna (Carolina Pellegrini, ndr) è stata per un periodo assessore con Formigoni in Regione Lombardia».

«La risposta della sanità lombarda alla pandemia è stata buona soprattutto grazie al sistema ospedaliero», dice Pregliasco. «C’è da cambiare molto, però, partendo dal buono che c’è». E ancora: «Le persone che fanno parte del personale sanitario, a cominciare dagli infermieri e dagli operatori socio-sanitari, sono stati considerati eroi. Ma, tolte le parole, la loro condizione lavorativa non è cambiata in meglio, anzi. C’è da costruire un intero sistema sanitario, c’è tantissimo da fare».

Sui suoi sfidanti dice: «Moratti non rappresenta una scelta di discontinuità, Fontana è la continuità vera e propria. Ci sono delle direttrici chiare su cui bisogna lavorare: liste di attesa troppo lunghe, più attenzione ai disabili e anche ai meno abbienti, che spesso rimangono ai margini del sistema pubblico. Mi sono candidato non solo per portare la mia esperienza da medico e di scienziato; ma anche per il mio approccio, diciamo così, di volontario che ha provato a sempre a stare vicino alle urgenze della disabilità».

Sulle prime scelte del governo Meloni sul contenimento del Covid, dice: «Ha preso provvedimenti improntati a un liberi tutti forse eccessivo, che sembrano dettati da una certa attenzione al mondo no vax. Ha potuto prenderli, e questa finora è stata la fortuna sua e di tutti, grazie ai progressi che sono stati fatti soprattutto con la vaccinazione».

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