Ultimo minutoMenu di Natale facile per pigri impenitenti

Nonostante i nostri sforzi non avete fatto nulla: manca una manciata di giorni e non avete idea di che cosa metterete in tavola, di come accoglierete gli ospiti e di cosa berrete. Per fortuna, c’è Gastronomika per il sociale

Foto Unsplash

Innanzitutto: niente panico. Anche se mancano poche ore e all’improvviso vi siete resi conto che saranno tutti da voi per il fatidico giorno, il frigorifero è vuoto e voi non avete idea di che cosa fare potete portare a casa il risultato.

Perché se l’organizzazione avrebbe reso questo momento meno traumatico, si può comunque salvare il Natale con una bella dose di creatività e i consigli giusti. Siamo qui (anche) per questo.

Se il cibo non avrà l’effetto “wow”, che almeno ce l’abbia il vino. Gettate il cuore oltre l’ostacolo e fate un investimento su qualche bottiglia di pregio, da comprare nell’enoteca del supermercato più fornito che c’è in zona. Il prezzo non è determinante, ma certo aiuta nella scelta. Vi serviranno una bottiglia di bollicine (no, il Prosecco primo prezzo potrebbe non essere la scelta giusta!), un bianco aromatico e una bottiglia di rosso un po’ strutturato. Non c’è tempo per fare abbinamenti accurati, di studiare in base al menu il pairing conveniente: quindi, andate almeno su vini che da soli risolvono la situazione. Oppure, se volete fare una scelta controcorrente, provate qualcosa di insolito che userete come argomento di conversazione con i commensali. Ma per una giornata così, noi andremmo sul sicuro con qualcosa di conosciuto e immediatamente percepibile come “buono”.

Già che siete al supermercato, fate una spesa intelligentissima. Tutto quello che stiamo per scrivere va contro ogni nostro valore: ma qui si tratta di sopravvivere, quindi fingeremo di non aver visto e di non aver mai scritto questo menu.

Che cosa ci servirà? Un piccolo benvenuto, un antipasto, un primo e un secondo. Il panettone con tutte le altre cosette dolci che servono a concludere il pasto sono già pronti e devono solo essere posizionati su un bel vassoio. Quindi andiamo con ordine. Tre ciotoline con patatine (buone!), un mix di frutta secca giapponese (così almeno sembra che ci abbiate pensato) e qualche oliva aspetteranno gli ospiti insieme ai calici per le bollicine. Vedrete che dopo questa accoglienza saranno già tutti più bendisposti verso il resto del pranzo.

La sera prima:
Per l’antipasto vi serviranno dei ceci precotti, uno spicchio d’aglio e un rametto di rosmarino. Dei gamberi già sgusciati che arrafferete tra i surgelati e un etto di pancetta tagliata sottile. Pronti?

In una casseruola fate soffriggere olio, uno spicchio d’aglio schiacciato e il rosmarino (solo gli aghi, non il trochetto). Unite i ceci, dopo un paio di minuti aggiungete acqua a coprire e fate cuocere per 10 minuti circa. Eliminate l’aglio e frullate con un frullatore a immersione, aggiustate di sale e pepe. Conservate. Fate scongelare i gamberi e arrotolate ciascuno con una fetta di pancetta. Metteteli su una teglia coperta di carta da forno. Conservate in frigorifero.

Per il primo prendete delle verdure già cotte, andrà bene qualsiasi cosa, certo se ci fossero dei carciofi sarebbe perfetto, ma andranno bene anche spinaci o altre verdure a foglia verde, o un mix. Al banco frigo recuperate della pasta per lasagne, una confezione di panna fresca (fresca cambia tutto), robiola e una busta di formaggio grattugiato (oddio, l’abbiamo scritto davvero. Ma questa è un’emergenza).

Mescolate la robiola, la panna e il formaggio grattugiato. Le dosi? Eddai, a sentimento andrà benissimo. Deve venire una crema morbida. Salate e pepate. Se avete delle erbe aromatiche è il momento di usarle: andranno bene salvia, maggiorana o timo, anche quelle mezze rinsecchite che avete comprato quest’estate e lasciato morire possono funzionare. Prendete una teglia che sia presentabile anche a tavola, versate un cucchiaio di crema e iniziate con gli strati. Lasagna, verdure (magari tagliate grossolanamente quelle più grandi), crema, formaggio grattugiato. Proseguite fino a esaurimento degli ingredienti. Chiudete con uno strato di crema e cospargete il tutto con un mix di pangrattato e formaggio grattugiato. Indispensabile per la crosticina! Pellicola e frigorifero ad assestare.

È il momento del secondo: e niente sarà mai facile come il salmone in crosta di sesamo. Comprate un filetto di salmone, un barattolo di senape in grani, sesamo bianco e nero se lo trovate, se no anche monocromatico andrà bene. Una volta a casa tagliate dal filetto dei tranci rettangolari pari al numero degli ospiti. Eliminate le lische rimaste usando una pinzetta (sì, è facile, anzi di più). Ok, non fatelo, andrà bene lo stesso ma qualcuno potrebbe ritrovarsi una lisca non desiderata. Nessun ispettore Michelin vi darà mai una stella, noi vi abbiamo avvisato. Ricoprite completamente ogni scaloppa con la senape e fatevi aderire il sesamo a coprire completamente il tutto. Pellicola e frigo.

Comprate anche delle patate novelle, e non dimenticate mascarpone e cioccolato fondente. Qualche dolcetto e una stella di Natale piccola da usare come centrotavola. Non sarà il massimo, ma almeno avrete un tocco di rosso. Il pane, i grissini e qualcosa di croccantino e piacevole alla vista completerà il vostro cestino del pane e lo renderà subito un’attrattiva in più.

Manca solo la crema da servire con il panettone: non abbiamo tempo di pastorizzare uova e di fare la salsa vaniglia, mi pare evidente. Limitiamoci a sciogliere il cioccolato e a mescolarlo al mascarpone non freddo da frigo insieme a un mezzo bicchiere di rum o di qualunque liquido minimamente aromatico abbiate in casa. Non volete far sciogliere il cioccolato? Tritatelo e mescolatelo al mascarpone insieme a un paio di cucchiai di zucchero. Pellicola e frigorifero, lo toglieremo per farlo ammorbidire quando serviremo il primo piatto.

Prima di dormire dobbiamo ancora preparare la tavola (una cosa in meno da fare domani), il vassoio con le tazzine di caffè e lo zucchero, e mettere in frigo (o sul balcone!) le bottiglie di vino. Sì, anche al rosso facciamo prendere un po’ di freddo, lo recupereremo dopo l’antipasto.

Il giorno di Natale:
Prepariamo il cestino del pane e lo mettiamo a tavola: lo vedete che bello con i grissini e i cracker? Aggiungiamo l’acqua, magari nella brocca e non nella bottiglia? Togliamo le lasagne dal frigorifero e le mettiamo nei pressi del forno. In una teglia a bordi alti mettiamo le patate novelle, qualche spicchio d’aglio, un bel giro abbondante d’olio, sale e pepe e le erbe aromatiche che volete.

Accendiamo il forno all’arrivo degli ospiti e mentre faranno l’aperitivo mettiamo la casseruola dei ceci sul fuoco. Dopo averli conditi con olio, sale e pepe inforniamo i gamberi a 180 gradi: tre minuti basteranno. Ricordatevi di infilare in forno anche le patate: potete dimenticarle, serviranno per il secondo piatto. Pronti per impiattare l’antipasto: passatina nella fondina, tre gamberi a testa sopra e se proprio volete fare gli chef giro d’olio e un grissino su ogni piatto. Servizio!

Mentre portate l’ultimo piatto a tavola, inforniamo le lasagne: basteranno 20 minuti di cottura più qualche minuto di grill. Avrete persino il tempo di mangiare e godervi i complimenti.

Sostituite le lasagne in forno con il salmone e date un occhio alle patate: se i nostri calcoli sono esatti saranno quasi pronte ma non del tutto. Lasciatele dove sono, magari dando una mescolata. Servite le lasagne a tavola e prendetevi tutti i complimenti del caso. Il salmone intanto cuoce a 200 gradi per circa 18 minuti.

Giusto il tempo di togliere i piatti da tavola e siamo pronti per servire il nostro salmone con le patate! Pensate sia un miracolo? Lo è, ma non ditelo a nessuno. Spacciatelo per abilità.

Satolli e felici, i vostri ospiti avranno giusto il tempo di respirare e voi sarete già pronti con panettone, crema, caffè e felicità. E anche quest’anno, il Natale è salvo e voi anche. (Magari alla fine invitateli a seguire questo sito indispensabile, facciamo questo scambio).

 

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