Memoir di stileL’archivio è di moda: Dolce&Gabbana “Re-Edition”

Vent’anni di storia e di stile celebrati nelle collezioni, sia femminile che maschile, della primavera-estate 2023 con una curatrice d’eccezione: Kim Kardashian, che ha riportato i capi icona del brand all'attenzione delle nuove generazioni. Ed è già voglia di made in Sicily

Backstage della sfilata primavera-estate 2023 di Dolce&Gabbana (courtesy of Dolce&Gabbana)

It’s time to shine! Potrebbe essere questo il titolo di un film di 007, ma qui di spie e malvagi da catturare non se ne trovano nella trama. La vera trama è in realtà quella che si intreccia dando vita a una collezione luccicante, abbagliante, come i cristalli che hanno portato nuova luce alle creazioni iconiche di Stefano Gabbana e Domenico Dolce per la primavera 2023. Anche se, a dirla tutta, uno short movie effettivamente c’è: Ciao Kim!, dove Kim (Kardashian, ovviamente) apre la sfilata di Dolce&Gabbana (lo. scorso settembre) con una ripresa in primo piano che la vede intenta a mangiare con lenta e seducente dedizione un piatto di spaghetti al pomodoro, nel suo corsetto di cristalli, portando lo spettatore a tavola con la diva, in una trattoria che riecheggia la Dolce Vita cara alla maison, tanto quanto un certo tipo di italianità che contraddistingue il Dna dei due stilisti.

Un anno iconico il 2022 per Dolce&Gabbana che ha riportato in passerella il periodo più glorioso, che va dagli anni 1987 al 2007, con riedizioni di capi cult scelti a sei mani tra i due stilisti e la celebre social queen. Kim come musa ispiratrice, ma anche come curatrice e collezionista inaspettata del brand: «È una curatrice della nostra collezione», ha spiegato Stefano Gabbana, aggiungendo: «Tutto è nato da un’idea di Domenico dopo il matrimonio di Kourtney Kardashian, dove Kim e la famiglia indossavano dei vintage nostri. Perché non fare qualcosa insieme, le abbiamo domandato». Detto, fatto. Kim ha portato con sé la sua passione per gli outfit da sirena, i corsetti che strizzano il punto vita, il pizzo, gli abiti iperfemminili, le stampe animalier e i jeans strappati ad arte. Un editing dei suoi modelli preferiti nelle collezioni che vanno dal 1987 al 2007, ovvero gli anni più iconici della storia della maison, di cui all’epoca le muse erano Madonna e Monica Bellucci, Eva Herzigova e Cindy Crowford, per citarne solo alcune.

Kim Kardashian nel finale della sfilata Dolce&Gabbana con i due designer Stefano gabbana e Domenico Dolce (courtesy of Dolce&Gabbana press office)

Se facciamo scorrere indietro nel tempo il nastro della memoria, la pellicola non può non fermarsi, quindi, alla seconda metà degli anni Ottanta. Lì, bustier, pizzi neri, raso e chiffon, la fanno da padroni, esaltando un’estetica nuova, seducente e tanto italiana, immortalata magistralmente dall’obiettivo del fotografo Ferdinando Scianna. Gli scatti di Marpessa Hennink del 1987 rappresentano l’anima più intima del concept stilistico di Dolce&Gabbana: la top model si lascia fotografare da uno scugnizzo siciliano nelle assolate vie isolane. L’atmosfera in bianco e nero è un omaggio al cinema degli anni Quaranta. Da lì in poi I loro capi, che di quella Sicilia antica ne fanno vessillo, verranno fotografati dalle icone delle riviste patinate come Helmut NewtonSteven Meisel e Peter Lindbergh.

Si crea un vero e proprio equilibrio fra simbolismo, tradizione, immaginazione unito allo stile più puro del duo: dei classici senza tempo che trascendono le tendenze. Non è un caso quindi che le collezioni sia femminili che maschili per la primavera-estate 2023 strizzino l’occhio all’archivio del brand, ricco di colpi di genio e contenuti sartoriali. L’heritage viene presentato raccontando l’idea di costruire la contemporaneità partendo dal passato; un passato che è anche presente, carico di identità e unicità. Per l’uomo i designer hanno proposto ben 89 look ispirati all’archivio: alcuni di essi sono ripresi dalle sfilate degli anni 1990/2000, mentre altri, proposti in un nuovo contesto, sono assemblati insieme a capi dal taglio contemporaneo. Ma tutto nell’uomo pare girare attorno al concetto di denim, il must have della maison di quegli anni, mentre i tessuti estivi vengono abbinati al pizzo o al broccato, fino all’utilizzo di materiali trattati con innovative lavorazioni per ottenere effetti vintage o 3D. La riedizione dei capi ha inoltre come protagonista una tavolozza colori che si riempie di nuance calde e cromie neutre e polverose. Jeans strappati a vita bassa abbinati alla camicia bianca, cintura con fibbia D&G e sneaker bianche e la divisa dell’uomo anni Novanta è fatta, con l’aggiunta di maglie scollate e oversize, seguiti dall’immancabile canottiere a costine e cargo pants.

Dolce&Gabbana backstage della sfilata uomo pe 2023 (courtesy of Dolce&Gabbana press office)

In questo viaggio nel tempo, un’altra tappa obbligatoria è quella che apre gli anni Novanta con collezioni che destano scalpore. Vestiti ricoperti di cristalli, ciondoli e corsetti decorati. Non può non notarli un’altra icona del pop di quegli anni: la cantante Madonna, loro fan e amica che diventerà in seguito ambassador del loro stile e interprete di campagne pubblicitarie, si presenta al Festival di Cannes con un corsetto di gemme colorate del brand, ma è nel tour Girlie Show che il mondo conoscerà la grandiosità dello stile Dolce&Gabbana, con più di 150 costumi disegnati per lei e che portavano sul palco una donna forte, che si piace e sa di piacere. Una donna cosmopolita, che ha girato il mondo ma non dimentica le sue radici. Indossa guêpière estremamente sexy o reggiseni in vista sotto capi trasparenti, contrapponendoli a maschilissimi gessati con tanto di cravatta e camicia bianca o alla canottiera da uomo, ma portando sempre tacchi altissimi che le danno comunque un’andatura estremamente femminile e sexy. Ama la maschilissima coppola portata dalla Sicilia e il rosario della prima comunione, che porta come collana. Può essere manager, moglie, mamma, amante, ma sempre e comunque donna sino in fondo.

La loro donna è misteriosa e seducente. In lei, mille sfaccettature, sospese tra modernità e tradizione si fondono alla sensualità femminile in un gioco accentuato, per contrasto, dall’uso di capi maschili. Il bianco e il nero insieme, eros e Crocefisso. Vestiti gessati che richiamano i gangster-movie anni 30.Vestagliette, corsetti, pizzo e sottovesti, la biancheria intima che si impone sopra il vestito, croci e rosari. Il legame, poi, tra moda e religione è molto più stretto di quanto si possa immaginare. La moda trae da sempre ispirazione dall’iconografia sacra e dagli oggetti di culto come sottolinea Fiona Dieffenbacher, associate professor alla Parsons School of Design di New York, nel podcast Molto italiano che i due stilisti hanno realizzato con Chora Media per raccontare gli elementi cult del mondo Dolce&Gabbana, con la voce narrante di Isabella Rossellini.

Il podcast Molto Italiano prodotto da Chora Media per Dolce&Gabbana

Una femminilità mediterranea dirompente che richiama Sofia Loren, in Ieri, Oggi e Domani, del 1963. Il successo è immediato per la diversità rispetto allo stile in voga di quegli anni. Le donne di Dolce&Gabbana sembrano uscite dall’immaginario di Luchino Visconti ne La terra trema o da Storia di una capinera di Zeffirelli. Pizzo bianco come provenisse da un bulle di corredo, declinato in sangallo, valenciennes o crochet. Ricordiamo l’italian mambo ironico delle fantasie di ortaggi, lavorazioni crochet per i tailleur, tubini e vaporose gonne.

Dolce&Gabbana backstage della sfilata donna pe 2023 (courtesy of Dolce&Gabbana press office)

Ecco perché Domenico Dolce e Stefano Gabbana fanno notizia sempre: i loro abiti parlano per loro, il loro stile inconfondibile manda messaggi ben precisi in un linguaggio che sembra ripetersi in maniera ossessiva, ma paradossalmente ogni volta assume un taglio diverso, in continua evoluzione e in tutte le lingue del mondo.

«Per le nuove generazioni quegli anni rappresentano quello che per noi erano gli anni 60 e la Dolce Vita. Avevamo visto crescere l’interesse dei giovani per le collezioni di quel ventennio dai siti di reselling. Per noi ogni abito è una storia, una vita. Quello indossato da Linda (Evangelista, ndr), Monica (Bellucci, ndr), Madonna… ». A ricordare l’anno, delle etichette celebrative, applicate sui vestiti stessi. Una sorta di retrospettiva à-porter, ad imprimere nella memoria quei capi cult che hanno scolpito l’immaginario. Un immaginario che si chiude con una pioggia di cristalli grandi e generosi. «Per me sono come un colore», rivela la stessa Kim Kardashian. Chissà che questa “Re-Edition”, unica ed esclusiva, che rappresenta una nuova dialettica maschile e femminile non sia solo una celebrazione, ma un’affermazione di stile che nel suo ritorno trova il suo futuro.

Come si è visto sabato 14 gennaio 2023 sulla passerella della moda uomo del prossimo autunno-inverno 2023/2024, dove un certo minimalismo black&white era impreziosito da dettagli cari alla maison. Un ritorno all’essenza di linee e tagli. Le sovrastrutture di bustier e di fasce/fusciacche sul punto vita, sono infatti una riedizione della collezione AI 1999/2000. Gli anni Novanta son tornati? Sì, e sono più cool che mai.

Un look di Dolce&Gabbana che ha sfilato il 14 gennaio 2023