Il bene più preziosoCosa può imparare l’Italia dal sistema idrico di Augsburg

La città della Baviera è diventata un sito Unesco grazie alla sua gestione integrata della canalizzazione delle acque (che ha avuto origine nel 1200). Ancora oggi, decine di piccole centrali idroelettriche assicurano l’energia a tutte le attività domestiche e commerciali. Uno sguardo a un’eccellenza da cui c’è tanto da imparare

Credits Carla Reschia

Dal 6 luglio 2019 Augsburg ha visto riconosciuto dall’Unesco, con lo status di patrimonio mondiale, un primato che la contraddistingue da oltre ottocento anni. Riguarda una gestione integrata del sistema idrico che, grazie a un sofisticato sistema di utilizzo delle acque, assicura il rifornimento dell’antica città bavarese per le attività domestiche e commerciali e le attribuisce una serie di record: la più antica torre d’acqua in Germania, nonché il più antico acquedotto alimentato da pozzi profondi riforniti da sorgenti sotterranee.

Lo sfruttamento in ogni sua possibilità delle risorse idriche è la caratteristica che ha formato storicamente il paesaggio urbano di Augsburg, nato attorno al corso del fiume Lech con il suo affluente Wertach, che l’attraversa e alimenta un sistema complesso e antico di canali artificiali, mulini, fontane originali di epoca romana, acquedotti, per una lunghezza complessiva di centosessanta chilometri, e torri idriche del quindicesimo secolo.

Inoltre, il fiume è stato un’importante via di trasporto e per secoli un fondamentale produttore di energia idroelettrica. Ancora oggi si contano ventidue stazioni del Sistema Idrico, suddivise tra il centro e i sobborghi, tutte dotate di un filtro che separa l’acqua potabile dalle acque nere, e dieci centrali idroelettriche storiche. 

Il luogo di partenza ideale per esplorare questo mondo è il Centro d‘informazione dell’Unesco (Welterbe Info-Zentrum), dove una serie di brevi filmati illustrano la collocazione e le caratteristiche dei siti e da dove si può partire per i diversi percorsi che coprono un raggio di trenta chilometri tra la città e i dintorni. Presso il Regio Augsburg Tourismus e sul sito è anche possibile prenotare visite guidate individuali.

Credits Carla Reschia

Non tutto è immediatamente percepibile: un ruolo significativo era rappresentato dalle stazioni di pompaggio, che permettevano anche alle parti più alte della città, costruita su una serie di colline, di ricevere acqua potabile: alcuni modelli sono esposti al Museo Maximilian e l’intero diagramma del funzionamento si può vedere alla Porta Rossa, il più antico acquedotto tedesco, un’imponente costruzione del 1400 con tre torri idriche. 

Non più operativo dal 1879, è stato trasformato in un museo che racconta l’evoluzione del sistema idrico cittadino e conserva, al piano inferiore, il canale che raccoglieva l’acqua dalle fonti a Nord dell’abitato e la distribuiva alla città. Interessante anche l’edificio rinascimentale sede della corporazione dei macellai, costruito nel 1606, dove l’acqua pulita scorreva nei canali sotterranei delle stanze in cui si lavorava la carne, per poi deviare gli scarti nei canali dedicati allo smaltimento dei rifiuti.

Credits Carla Reschia

Oggi alcune di queste opere sono state riconvertite ad altri usi, come per esempio l’Eiskanal, il canale del ghiaccio, che scorre nella foresta cittadina, un polmone verde di ventidue chilometri quadrati facilmente accessibile dal centro. Originariamente e in epoche di temperature più rigide, serviva a rimuovere il ghiaccio galleggiante per proteggere l’acquedotto di Hochablass ma dal 1970 è utilizzato come percorso di canoa slalom ed è stato utilizzato per le gare olimpiche del 1972. 

Molte, però, restano in uso come la diga che regola il flusso del fiume Lech e la fitta rete di canali, in parte in superficie e in parte sotterranei, che risale nelle parti più antiche al 1276 e che fu determinante nel XIX secolo per il fiorire della manifattura tessile industriale. Il loro impiego attuale è produrre energia idroelettrica nelle centrali cittadine, oltre ad alimentare i giochi d’acqua delle numerose fontane monumentali del centro. 

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