Daje Roma da mangiare

Dieci luoghi - più un extra - del gusto dove la Capitale dà il meglio di sé e ci permette di ripensare il suo essere tradizionale. Tappe golose per ricredersi e per scoprire le nuove strade del sapore romano

Francesco Apreda davanti al Pantheon, nella foto di Alberto Blasetti

La Capitale è in un fermento gastronomico mai visto prima: vi aiutiamo a scoprire le novità, o le gradite riconferme, di un luogo senza tempo che accanto alle trattorie e ai ristoranti di tradizione sta modificando il suo modo di intendere il cibo.

Una cena all’Idylio
Francesco Apreda non è certo un novellino, ma la sua nuova location all’Idylio in Via di S. Chiara è la conferma che le cose sono cambiate anche per lui. Nella sua splendida sala, elegante e effervescente, i menu degustazione sono in grado di portarvi verso esperienze gustative internazionali. O
ltre al menu Terra Mia nel quale lo chef omaggia la sua città natale, Napoli, e comincia un giro del mondo delle cucine che ha scoperto in questi anni, l’altro percorso degustazione si chiama Sapidità Essenziali, evoluzione del suo pensiero gastronomico nel segno di una cucina “senza sale”. Quello che colpisce è l’abilità innata di mescolare con sapienza cibi, ingredienti, spezie e consistenze per realizzare bocconi inediti, di grande sapore e di grande tecnica. Un’esperienza inattesa, da far culminare con un drink nella splendida terrazza che domina i tetti di Roma e il Pantheon. 

 

Un brunch all’Elizabeth Unique Hotel
Iniziare bene la giornata, anche se non si è ospiti di questo delizioso art hotel curatissimo e a due passi da piazza del Popolo, si può. Perché il Donnae Bistrot accoglie anche gli esterni con una proposta ricca e variegata. Si passa agevolmente dal dolce al salato, con ingredienti ben selezionati e ricchezza di sapori. La Basilicata è al centro del pensiero dello chef lucano Riccardo Pepe, che riesce con determinazione a far conoscere ai tanti turisti italiani e stranieri che transitano da qui i sapori che caratterizzano la sua regione di origine. Piccoli produttori, begli accostamenti, linea coerente e ottima accoglienza: lasciatevi guidare e sarete soddisfatti e pronti per una lunga camminata in città. Il bistrot è aperto anche a pranzo e a cena, con menu dedicati, e spesso organizza serate e degustazioni.

Una merenda e una cena al W Rome
Un palazzo storico è diventato un capolavoro di design e di contemporaneità, con 162 camere e un ristorante condotto con mano sicura dal giovane e validissimo Nicola Zamperetti e ispirazione siciliana di Ciccio Sultano. Ma si viene qui anche per la pasticceria interna all’hotel, una bomboniera rosa dove gustare i capolavori dolci da Zucchero x Fabrizio Fiorani, che forte delle sue esperienze internazionali in Giappone ha portato nella Capitale un nuovo modo di intendere la pasticceria. I piatti sono una bella scoperta di sapori decisi e abbinamenti insoliti, anche se rimangono ben fermi sul sapore di tradizione. Se amate sperimentare nel pairing, è il posto giusto per farsi guidare in una scelta inconsueta.

Una colazione alla pasticceria Regoli
No, non è certo una meta nuova, né particolarmente fashion. Ma qui non si viene per quello, ma per i magnifici dolci da gustare senza aspettare un secondo. Golosi, pieni, ricchi: i bigné con la crema o con lo zabaione sono patrimonio dell’umanità del gusto, le diplomatiche da premio, e le crostatine alla frutta una sublime delizia. Che dire dei maritozzi? Che se li volete dovete armarvi di pazienza, superare la coda e sperare che non siano finiti.

Un cocktail al bar dell’hotel Hoxton
Nei pressi di Villa Borghese questo gioioso ed eclettico hotel, con un design intrigante, è una tappa perfetta per chi non ama il caos del centro e cerca un ambiente internazionale e dinamico. La sera il bar diventa meta prediletta per chi ama bere bene e vuole scoprire una drink list ben fatta e un bancone ben condotto, in un clima di festa e in un ambito giovane e cosmopolita.

Una pausa al Retro vino&caffè
Retrobottega è ormai un’istituzione romana, e con la sua cucina frizzante e la sua proposta anticonvenzionale ha conquistato i gourmet romani e i tanti turisti che cercano piatti non consueti in pieno centro. Ma per le piccole pause o per un pranzo al volo, per un caffè selezionato, primi di rituffarsi alla scoperta della capitale il piccolo locale accanto all’insegna principale è perfetto. Paste fresche preparate a vista, nella cucina divisa dalla micro sala con un vetro che permette di vedere il personale all’opera, panini e sandwich sorprendenti per consistenza e abbinamenti, accurata selezione di vini al calice e possibilità di comprare qualcosa da portare via.

Una sosta da Roscioli
Ebbene sì, questa rimane un’insegna da non perdere, tra formaggi, salumi, panetteria, wine bar e caffè, Roscioli ha colonizzato un quadrilatero e ne ha fatta una meta del gusto. Venite anche solo per guardare come si fa a rimanere fedeli a sé stessi ampliando la propria proposta e modificando il format classico. Se dobbiamo dire dove è iniziata la lenta rivoluzione romana, dobbiamo davvero partire da qui.

Una carbonara da Pipero
Alessandro Pipero è l’uomo che ha rivoluzionato il ruolo del maitre in Italia, sdoganando la formalità del fine dining e facendo diventare puro intrattenimento quello che fino al suo arrivo era servizio impostato. Qui si viene per mangiare, e si mangia un gran bene grazie alla cucina di Ciro Scamardella, in grado di interpretare i classici con mano sicura e di costruire novità di sapore e consistenza intriganti. Ma si viene anche per assistere alla personale messa in scena di un patron che ha preso la piacevolezza degli osti e l’ha arricchita con l’eleganza dell’accoglienza di alto livello, facendone un unicum personalissimo, che rende l’esperienza nel suo complesso inimitabile. La carbonara da oscar fa il resto.

Un tuffo nella neotrattoria da Trecca
Quando ci dicevano che la cucina romana non poteva cambiare non avevano ancora scoperto Trecca, apertura recente nel quartiere Ostiense. Animato e pieno di bella energia, questo bistrot alla romana conquista per la veracità della sua proposta di mercato, che prende una piega inaspettatamente contemporanea senza tradire la tradizione. Ottimi fornitori locali definiscono il menu, che cambia e si rinnova, dando sempre l’impressione di essere autentico e originale. Sperimentate, fatevi sedurre, assaggiate e scambiate i piatti e le impressioni coi vostri commensali. Sarà una serata divertente e piacevole.

Un caffè da Marigold
Microbakery in stile anglosassone, locale dinamico e caffè da intenditori. Questo spazio porta anche a Roma il nuovo rito del bar di quartiere che diventa luogo internazionale. Massima attenzione ai lievitati, selezione di vini naturali per brunch e lunch, proposte di lievitati dal piglio nordico.

Un extra: una visita al Museo della cucina
Fortemente voluto da un appassionato collezionista, chef e storico dell’alimentazione, questo spazio dinamico nei pressi della bocca della verità è un vero patrimonio del sapere enogastronomico. Ricchissima biblioteca storica, esposizione di oggetti deputati alla preparazione dei pasti, mostre ed eventi in cui la cucina è protagonista, ma anche libreria vintage dove scovare volumi d’epoca: questo spazio mancava, in una città dove tutto è storia, e finalmente ha restituito valore alla riflessione sul passato del nostro argomento preferito.

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