Una nuova alleanza globaleLa campagna del Pde in difesa della democrazia in Europa e nel mondo

«Dobbiamo combattere insieme ai nostri fratelli ucraini contro l’aggressione della Russia e proteggere le istituzioni dalle influenze straniere», spiega il segretario Sandro Gozi. Al manifesto hanno aderito numerosi partiti, tra cui Azione e Italia Viva

Campagna PDE Fight or not to fight
Foto: Partito democratico europeo

«Il momento per combattere per la democrazia non è finito. Anzi, deve riprendere. Perché la democrazia, i sistemi democratici sono sotto attacco in tutto il mondo. Noi abbiamo una risposta e si chiama Europa». Il Partito democratico europeo (Pde) lancia un manifesto e una campagna intitolata proprio To Fight or not To Fight for Democracy?.

«Ogni generazione deve assumersi questa responsabilità oggi – spiega il segretario del Pde, Sandro Gozi –. Dobbiamo lottare per la democrazia all’interno dell’Unione europea. Ci sono Paesi, come Ungheria e Polonia, che parlano di democrazia illiberale, che è un’assurdità. Dobbiamo combattere per la democrazia insieme. Insieme ai nostri fratelli ucraini, contro l’aggressione della Russia. E dobbiamo promuovere una nuova alleanza globale per la democrazia in tutto il mondo».

Al manifesto, che qui sotto potete leggere integralmente, hanno aderito numerosi partiti iscritti al Pde, tra cui gli italiani Azione e Italia Viva, i francesi MoDem, il Partito nazionalista basco Eaj-Pnv e i Freie Wähler (Liberi Elettori) tedeschi. Il Partito democratico europeo si candida a ispirare una nuova coalizione politica il cui obiettivo è «trasformare l’Ue e rafforzare la nostra democrazia europea».

«In Europa abbiamo le chiavi e le condizioni per salvare la democrazia, fortificando quel processo di integrazione nato, non a caso, dopo la stagione più cupa e violenta che il vecchio continente ha vissuto. Rafforzando lo Stato di diritto. Dando più forza alle Istituzioni europee. Proteggendola dalle influenze estere. Investendo sulla cultura, perché nella cultura ci sono gli anticorpi per proteggere la democrazia. Declinando la libertà come solo l’Europa sa fare. Rispettando e tutelando i diritti umani, che sono le fondamenta della democrazia. Sviluppando processi democratici più forti a tutti i livelli: locale, regionale, nazionale ed europeo. E consolidando i movimenti politici transnazionali ed i partiti politici».

Il manifesto integrale
La democrazia non nasce per caso.
Dobbiamo difenderla, lottare per essa, rafforzarla, rinnovarla.
Joe Biden, Summit for Democracy, febbraio 2021

Il momento per combattere per la democrazia non è finito. Anzi, deve riprendere. Perché la democrazia, i sistemi democratici sono sotto attacco in tutto il mondo.

Era il giugno 2019 quando Vladimir Putin in una intervista al Financial Times dichiarava che «the liberal idea has become oblosete» e dopo poco meno di tre anni abbiamo visto ai confini dell’Europa cosa lui avesse in mente di fare contro un Paese democratico. E sono anni che i grandi quotidiani e settimanali, le scuole di pensiero, le università si pongono domande come «può la democrazia sopravvivere» a internet, ai social media, alla loro polarizzazione, alle ingerenze estere. È questione di settimane infine che qualcuno si chiederà se la democrazia possa sopravvivere all’intelligenza artificiale: no, in realtà già il New York Times quella domanda se l’è già posta.

Ma è la stessa domanda che si sono posti in tanti nel mondo dopo l’assalto a Capitol Hill nel gennaio 2021. Dopo le vicende in Ungheria, dove alcuni diritti fondamentali sono stati messi in discussione. Dopo i fatti di Brasilia qualche mese fa. Dopo la scoperta delle ingerenze estere in Europa e negli Stati Uniti. Ed è la stessa domanda che un erede della famiglia Gandhi si pone nella più grande democrazia del mondo, quella indiana.

Noi abbiamo una risposta e si chiama Europa. Nel continente dove la democrazia è nata e si è sviluppata, dove ci fu chi la definì «la peggior forma di governo ad eccezione di tutte le altre forme che sono state sperimentate di volta in volta», in Europa ci sono le chiavi e le condizioni per salvare la democrazia. Fortificando quel processo di integrazione europea nato, non a caso, dopo la stagione più cupa e violenta che il Vecchio Continente ha vissuto.

Rafforzando lo Stato di diritto. Dando più forza alle Istituzioni europee. Proteggendola dalle influenze estere. Investendo sulla cultura, perché nella cultura ci sono gli antibiotici per proteggere la democrazia. Declinando la libertà come solo l’Europa sa fare. Rispettando e tutelando i diritti umani, che sono le fondamenta della democrazia. Sviluppando processi democratici più forti a tutti i livelli: locale, regionale, nazionale ed europeo. E consolidando i movimenti politici transnazionali ed i partiti politici come Edp.

Il Partito Democratico Europeo vuole e deve ispirare una nuova coalizione politica il cui obiettivo è trasformare l’Ue e rafforzare la nostra democrazia europea. La sfida è grande, l’urgenza c’è e la nostra determinazione è incrollabile e noi saremo i tedofori della rifondazione europea di oggi, di domani e del 2024.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

X

Linkiesta senza pubblicità, per gli iscritti a Linkiesta Club

Iscriviti a Linkiesta Club