«Stiamo già vincendo»Solo il ripristino dell’integrità territoriale ucraina ristabilirà la sicurezza in Europa, dice Kuleba

Il responsabile degli Esteri di Kyjiv, braccio destro di Zelensky, spiega che l’aiuto militare all’Ucraina «non è beneficenza, ma è il miglior investimento dell’Italia nella propria sicurezza e stabilità». Poi aggiunge che «possiamo vincere la guerra entro il 2023». E chiede aiuto a Meloni per l’invio dei caccia da combattimento

(Laurent Gillieron/Keystone via AP)

«Stiamo già vincendo. Sia sul campo di battaglia che sulle piattaforme di organizzazioni e forum internazionali. Il mondo si è schierato con l’Ucraina sin dai primi giorni di guerra su vasta scala. Abbiamo consolidato intorno a noi una grande coalizione internazionale e convinto il mondo intero che l’aggressione russa contro l’Ucraina è una minaccia diretta all’ordine mondiale».

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba parla al Foglio in occasione del viaggio della premier italiana Giorgia Meloni a Kyjiv. Kuleba è il numero due di Volodymyr Zelensky, responsabile per l’integrazione europea ed euro-atlantica del suo Paese. E sottolinea i passi in avanti fatti dal suo Paese a distanza di un anno dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina: «Siamo diventati un Paese candidato all’adesione all’Ue. Abbiamo consolidato un sostegno senza precedenti all’Onu. Abbiamo influenzato anche Paesi tradizionalmente neutrali, convincendoli a schierarsi dalla nostra parte». Intanto, «contro la Russia è stato imposto un numero senza precedenti di sanzioni, che stanno già minando in modo significativo la sua capacità di continuare la guerra contro l’Ucraina».

Certo, ammette Kuleba, «ci sono ancora molte prove davanti e molto lavoro per liberare tutto il nostro territorio dagli invasori. Il raggiungimento di questo risultato dipende sia dalla resistenza e dall’unità all’interno dell’Ucraina, sia dall’aiuto e dal sostegno dei nostri amici dall’esterno». Il ministro spiega che «solo il completo ripristino dell’integrità territoriale dell’Ucraina ristabilirà completamente la sicurezza in Europa, l’ordine internazionale e il rispetto della Carta delle Nazioni Unite. Se qualcuno si offre di sacrificare i territori ucraini per amore dell’illusione della pace, tale persona deve onestamente ammettere di essere pronta a sacrificare parzialmente la sicurezza europea, la sicurezza del suo Paese e del mondo». Perché «la Russia si prenderà semplicemente una pausa e poi continuerà la guerra ancora più fervorosamente».

Kuleba, come Zelensky, crede che la guerra si possa vincere nel 2023. Ma «non chiedete quanto durerà la guerra. Chiedete cos’altro potete fare per accelerarne la conclusione con la vittoria dell’Ucraina».

E di quali armi ha bisogno l’Ucraina? Kuleba risponde: «Tra le armi di cui l’Ucraina ha attualmente bisogno ci sono le munizioni, l’artiglieria, i carri armati, i veicoli corazzati e sistemi di difesa aerea. Chiediamo inoltre ai nostri partner di iniziare immediatamente ad addestrare i piloti ucraini sui caccia occidentali. La decisione di fornire aerei da combattimento sarà presa prima o poi, ed è necessario prepararsi ora».

Kuleba ricorda che nello scorso anno Zelensky è riuscito a farsi mandare sei tipi di armi: «Armi anticarro, artiglieria occidentale, missili antiaerei, sistemi antiaerei, carri armati e missili a lungo raggio». Rimangono solo gli aerei, «ma anche essi verranno sbloccati». Ma bisogna fare velocemente, ribadisce.

Il ministro dice di essere grato «al governo italiano, sia precedente che presente, per l’invio di armi e attrezzature militari che abbiamo ricevuto dall’inizio della guerra su vasta scala. A oggi, l’Italia ha già fornito all’Ucraina cinque pacchetti di aiuti alla difesa del valore di circa 1 miliardo di euro. Tutte queste decisioni hanno permesso di salvare migliaia di vite ucraine e gliene saremo sempre grati. Voglio anche sottolineare che l’aiuto all’Ucraina non è beneficienza, è il miglior investimento dell’Italia nella propria sicurezza e stabilità a lungo termine dell’intero continente europeo per il prossimo decennio».

Per Kuleba, «il governo di Giorgia Meloni è innanzitutto un governo di orientamento filoucraino. Ed è per questo che è estremamente gratificante che, allo stesso tempo, questo governo abbiamo assunto una posizione chiara e coerente riguardo al sostegno dell’Ucraina in ambito politico, militare, economico e umanitario, nel ripristino delle infrastrutture energetiche e nella ulteriore ricostruzione dell’Ucraina. Questa è una posizione di leadership forte. Auspichiamo anche l’appoggio dell’Italia alle nostre aspirazioni europee ed euroatlantiche. Giorgia Meloni e il presidente Zelensky hanno un rapporto estremamente buono e di fiducia».

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