Impariamo dalla carneSfatiamo il mito. Produrre alimenti, non CO2

Imparare a conoscere il settore delle carni bovine partendo dalla terra, dagli allevamenti e dall’enorme lavoro di filiera che ci sta dietro, aiuta ad essere consumatori più consapevoli

La carne fa parte della tradizione e della cultura gastronomica italiana. Mangiare carne in modo moderato, secondo quanto previsto dalla dieta mediterranea, può essere sostenibile per la salute e per l’ambiente. Parlare del tema della carne bovina in Italia ci porta a incontrare Inalca, leader del settore per il nostro paese nonché uno dei maggiori attori europei sul campo. L’azienda in 60 anni ha sviluppato una filiera completa e integrata, dall’allevamento sino al prodotto finito, considerando la sostenibilità come parte integrante del valore economico dell’impresa e del proprio modello di business. A livello globale tutto il settore agroalimentare è di fronte alla sfida di produrre più cibo impiegando meno risorse per soddisfare la crescente domanda mondiale.

Il settore zootecnico è da sempre un modello di circolarità e lo sforzo di Inalca negli ultimi vent’anni è stato quello rendere la produzione industriale parte integrante di un ciclo virtuoso. In questo contesto, la produzione e gestione efficiente dell’energia è una delle leve principali per rendere sostenibili tutte le attività del gruppo.

Grazie ad un percorso di autoproduzione energetica iniziato a metà anni ‘90, Inalca oggi autoproduce la maggior parte del fabbisogno dei propri stabilimenti utilizzando fonti rinnovabili, quali impianti fotovoltaici, a digestione anaerobica e a combustione di biomasse, nonché da cogenerazione a metano. Questo risultato è stato raggiunto utilizzando una rete intelligente di impianti dislocati nei siti produttivi e nelle aziende agricole di Inalca.
I sistemi di cogenerazione rappresentano per Inalca il principale strumento per migliorare le proprie prestazioni energetiche. Ad oggi l’azienda dispone di 6 motori cogenerativi alimentati a gas naturale ubicati in 4 dei suoi principali stabilimenti italiani (Castelvetro di Modena, Ospedaletto Lodigiano, Rieti e Busseto) per una potenza complessiva di cogenerazione di 14,1 MW. A questi si aggiungono 2 motori cogenerativi alimentati a grassi animali della potenza di 4,8 MW, oltre ad altri 3 impianti biogas alimentati a fanghi di depurazione e stallatici per ulteriori 1,83 MW.

Biogas Corticella (Spilamberto – Modena)

Gli impianti di cogenerazione alimentati a gas naturale e a biogas sono tra loro integrati e sono presenti negli stabilimenti e negli allevamenti. L’energia verde prodotta negli allevamenti, in particolare, si ottiene grazie all’utilizzo del letame e scarti delle lavorazioni agricole, che consentono  così la riduzione dei consumi di combustibili fossili (un esempio è l’impianto di Spilamberto di Modena dell’azienda agricola Corticella dalla potenza di 0,3 MW).

Nell’ottica di rendere ancor più efficiente la circolarità della filiera, è stato avviato un ulteriore progetto di conversione degli impianti di biogas alla produzione di biometano. Grazie a un accordo siglato con Hera, è stato infatti realizzato un nuovo impianto a Spilamberto per la trasformazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) e fanghi (derivanti dalla lavorazione delle carni) in biometano 100% rinnovabile e compost destinato alla produzione di fertilizzanti.

Il biometano prodotto dall’impianto è immesso direttamente in rete. A regime produrrà 3,7 milioni di metri cubi di gas all’anno, sufficienti ad alimentare oltre 3.400 autovetture per una percorrenza di 15.000 km annui. Ne deriveranno considerevoli benefici nel risparmio dell’uso di combustibili fossili e nel ridurre di circa 7.000 tonnellate le emissioni di CO2 in atmosfera.
Infine, Inalca ha incrementato la produzione di energia verde con l’istallazione di 11 impianti fotovoltaici sui propri stabilimenti produttivi italiani e nelle aziende agricole, in partnership con Enel X, così da contribuire ulteriormente alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

Stabilimento Inalca Ospedaletto con pannelli fotovoltaici
Impianto di compostaggio Inalca a Nonantola pannelli fotovoltaici

Tutte le immagini sono di proprietà di INALCA S.p.A

 

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