L’ultimo strappoLa rottura definitiva tra Azione e Italia Viva rischia di consumarsi sulla corsa alle Europee

Sabato si riunirà il gruppo del Terzo Polo al Senato per capire se davvero Calenda non intende partecipare a Renew Europe: nel caso, dovrebbe interrogarsi sul destino che attende un partito che da settimane disorienta elettori e militanti (come il Pd e il M5s)

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Verso la sfida all’Ok Corral nell’ex Terzo Polo, inevitabile, indifferibile. Matteo Renzi sarà presente alla riunione del gruppo del Azione-Italia Viva del Senato convocato dalla capogruppo Lella Paita per sabato alle 15. Non si sa se ci sarà anche Carlo Calenda. che è poi in qualche modo l’oggetto della discussione dopo il gran trambusto di queste ore.

I renziani vogliono capire se davvero Calenda, come ha detto martedì sera da Giovanni Floris, non intende partecipare all’eurogruppo Renew Europe, la famiglia europea dei riformisti liberali, al momento l’unica cosa rimasta in piedi dopo il naufragio del progetto del partito unico – oltre ad essere il cuore della prospettiva politica di Renzi.

Sabato dunque potrebbe esserci un chiarimento drammatico e definitivo. Un’eventuale assenza di Carlo suonerebbe come un ulteriore strappo, forse l’ultimo, e a quel punto addio anche a gruppi parlamentari unitari.

Il clima è pessimo dopo che Carlo Calenda si è irritato per il passaggio da Azione a Italia Viva della deputata Naike Gruppioni e della segretaria regionale dell’Emilia-Romagna Giulia Pigoni, parlando con termine poco elegante di «scippo» da parte di Matteo Renzi. Qualcuno ha fatto notare la “cattiveria” di quest’ultimo, che ha convocato un’apposita conferenza stampa per darne notizia. Tra le altre cose, si pone adesso una questione relativa al destino del gruppo parlamentare della Camera, dove Italia Viva è più forte di Azione.

È chiaro che siamo agli ultimi colpi di coda di una polemica personale che in quanto tale è diventata stucchevole. Mentre altra cosa è il problema politico. Il partito di Calenda è in sofferenza mentre quello di Renzi appare più baldanzoso, il che contrasta con i sondaggi che danno Azione davanti a Italia Viva: dove sta la verità?

La cosa più probabile è che il non grandissimo segmento elettorale che fa riferimento al Terzo Polo – comunque l’otto per cento alle politiche – e persino i militanti appaiono del tutto disorientati. Dalla condotta di Calenda, che ha scoperto l’inaffidabilità di Renzi un minuto prima di siglare l’accordo per fare un partito unico, al permanere di una diffidenza che non nasce oggi nei confronti di Renzi.

Adesso il leader di Azione minaccia di andare alle elezioni Europee separati e in gruppi diversi. In questa situazione ecco le continue polemiche, il rimpallo di responsabilità, e anche gli addii che stanno colpendo Azione: oltre Gruppioni e Pigoni – che abbiamo ascoltato di persona esporre le loro ragioni di dissenso con Calenda in termini molti pacati e seri – si sono dimesse trenta persone a Modena, a Torino l’ex parlamentare della Margherita Gianluca Susta, anche a Firenze il segretario di Azione – l’imprenditore Franco Baccani – ha mollato Calenda per andare con Renzi.

Non siamo davanti a fatti epocali, intendiamoci, ma si tratta pur sempre di segnali. Sarebbe utile sapere quanta gente della “base” sta abbandonando Azione, Italia Viva, Partito democratico per restarsene a casa (senza contare la crisi strutturale del Movimento 5 stelle che però è un’altra storia) proprio in una fase che richiederebbe la massima coesione contro il governo di destra.

Insomma, pare evidente che ci sia un malessere che nella migliore delle ipotesi porta a cambiare partito (si parla anche di un’imminente uscita dal Partito democratico dell’ex deputata e dirigente sindacale Carla Cantone), e nella peggiore porta a un disimpegno totale. Sono fibrillazioni che come tali vanno valutate. Ma non si può più parlare di casi personali, né per quanto riguarda Azione né per quanto riguarda il Partito democratico. Cominciano a essere problemi politici che i leader farebbero bene ad affrontare come tali. Senza prendersela con il destino cinico e baro ma guardando in faccia la realtà. Si comincia sabato.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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